Archivi categoria: Problemi ambientali, denunce, dibattiti

Nitticora intrappolata in una lenza da pesca soccorsa dalla LIPU

Nitticora intrappolata da una lenza utilizzata per la pesca e abbandonata su un ramo nel fiume Sabato a Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

Nitticora intrappolata da una lenza utilizzata per la pesca e abbandonata su un ramo nel fiume Sabato a Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

La nitticora soccorsa dalla LIPU. (foto di Stefano Solinas)

La nitticora soccorsa dalla LIPU. (foto di Stefano Solinas)

La LIPU soccorre nel fiume Sabato una nitticora

rimasta impigliata in una lenza da pesca

Spettacolare e complicato salvataggio da parte dei volontari della LIPU beneventana di un uccello

della famiglia degli aironi nel tratto cittadino del Sabato

Uno splendido esemplare di nitticora (Nycticorax nycticorax), uccello della famiglia degli aironi, è rimasto impigliato in una lenza utilizzata per la pesca nel tratto cittadino del fiume Sabato a Benevento. L’uccello che sorvolava probabilmente il fiume quasi a pelo d’acqua ha impattato il filo di nylon della lenza che pendeva, con tanto di amo, da un ramo. La nitticora è rimasta appesa per un’ala con il corpo nell’acqua per diverse ore sino a quando Gianmario Colucci, un giovane che abita in via Torre della Catena, non si è accorto dell’accaduto. Immediatamente il giovane ha contattato la Sezione locale della LIPU che è prontamente intervenuta. Sul posto è giunto prima il delegato della LIPU beneventana, Marcello Stefanucci, quindi un altro volontario dell’Associazione, Stefano Solinas, i quali hanno dovuto compiere un complicato recupero, visto che l’animale era imprigionato a 4-5 metri dalla riva perché la lenza pendeva da un ramo che si protendeva nel fiume. L’intervento di salvataggio si è svolto sulla riva opposta a quella di via Torre della Catena in località S. Clementina, dove, dopo aver provato più volte, senza riuscirci, a sfilare la lenza con uno spezzone di canna recuperata sul posto, si è dovuto procedere al taglio del ramo. Grazie a questa azione i due volontari della LIPU hanno potuto tirare il grande uccello acquatico verso riva, nonostante questa fosse molto fangosa tanto da complicare ulteriormente l’operazione di recupero. Successivamente i due volontari della LIPU hanno spezzato la parte terminale del ramo e portando l’animale tra le braccia hanno risalito difficilmente la riva fluviale sino alla sommità della scarpata spondale.

Nel pomeriggio lo stesso delegato della LIPU beneventana e un’altra volontaria dell’Associazione, Marta Kocsis, hanno trasferito la sfortunata nitticora al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’ASL n.1 Napoli-Centro. Qui l’animale è stato accolto dalla veterinaria dott.ssa Loredana Rampa, preavvertita dal dott. Luigi De Luca Bossa dell’arrivo della LIPU. Al momento del passaggio di consegne l’uccello acquatico aveva ambedue le ali danneggiate perché mentre quella sinistra era ferita per la presenza dell’amo conficcato nella carne, quella destra era rovinata viste le diverse ore passate nell’acqua e i danneggiamenti causati dagli artigli delle zampe della stessa nitticora che disperatamente cercava di liberarsi. Al CRAS la nitticora verrà curata per essere presto, si spera, rimessa in libertà lungo i fiumi beneventani.

Il responsabile della LIPU di Benevento, Marcello Stefanucci, ha dichiarato sull’accaduto: “Questo recupero dimostra quello che noi della LIPU sosteniamo da più di un decennio, ed io personalmente da 25 anni, ossia che i fiumi che attraversano la città di Benevento sono scrigni di naturalità, vegetale e animale, – nonostante gli scarichi fognari la cui azione negativa è contenuta dalla fitodepurazione naturale che eseguono i corsi d’acqua grazie alla vegetazione presente sulle loro rive – con un potenziale molto alto di biodiversità, la quale però viene mortificata da opere di manutenzione idraulica poco o per niente qualificate oltre che da infrastrutture e insediamenti urbani invasivi. Per quanto riguarda la nitticora è qualche anno che notiamo durante la stagione della nidificazione la presenza lungo il tratto cittadino del fiume Sabato di alcuni esemplari di questa specie della famiglia degli Ardeidi; inoltre l’uccello ferito che abbiamo salvato aveva due lunghe piume bianche pendenti dal capo che gli esemplari di nitticora in riproduzione hanno nella stagione primaverile e circa 100 metri più a monte del luogo del salvataggio abbiamo avvistato un altro uccello di questa specie con le stesse caratteristiche del piumaggio. Tutto ciò fa supporre che esemplari di nitticora – uccello protetto, dalla Legge nazionale n.157/1992, dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e dalla Convenzione internazionale di Berna – nidifichino nel tratto urbano del fiume Sabato.”

In più il delegato della LIPU denuncia: “La nitticora è rimasta impigliata in una lenza utilizzata per la pesca che era stata abbandonata da un pescatore. Anche per gli amanti della pesca, come per tante altre categorie, ci sono coloro che osservano le regole avendo, ad esempio, regolare licenza per svolgere l’attività e che rispettano la natura, ma ce ne sono altri che vanno a pesca in maniera improvvisata non lasciando l’ambiente dove hanno espletato il loro esercizio sportivo così come l’avevano trovato. Infatti non è raro trovare sulle rive dei fiumi i contenitori di plastica delle esche vive utilizzate, le bottiglie di plastica dell’acqua bevuta e anche, come nel nostro caso, lenze con tanto di amo frutto di sfortunati tentativi di pesca. D’ora in poi chiederemo alle Forze dell’Ordine di effettuare controlli continuativi sui pescatori che frequentano i nostri fiumi per evitare che si ripetano situazioni tipo quella che ha visto coinvolta la nitticora che abbiamo salvato con l’importante supporto di un giovane sensibile alle tematiche ambientali, il quale dopo averci avvertito è stato con noi sino a quando non è dovuto andare via per raggiungere il posto di lavoro.”

Benevento, 21 giugno 2016

LIPU – Sezione di Benevento

 

Il punto lungo il fiume Sabato a Benevento dove la nitticora è rimasta intrappolata: di fronte si vede l'area di S. Clementina e in primo piano l'argine in cemento alle spalle degli edifici prospettanti su via Torre della Catena. (foto di M. Stefanucci)

Il punto lungo il fiume Sabato a Benevento dove la nitticora è rimasta intrappolata: di fronte si vede l’area di S. Clementina e in primo piano l’argine in cemento alle spalle degli edifici compresi tra via Torre della Catena e il fiume. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora appesa per un'ala nel fiume Sabato. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora appesa per un’ala nel fiume Sabato. (foto di M. Stefanucci)

 

La nitticora, uccello della famiglia degli aironi (Ardeidi), intrapolato da una lenza per la pesca, si è girato più volte nel tentativo di liberarsi da solo, senza riuscirci. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora, uccello della famiglia degli aironi (Ardeidi), si è girata più volte nel tentativo di liberarsi da sola dalla lenza che l’aveva intrappolata, senza purtroppo riuscirci. (foto di M. Stefanucci)

La bella nitticora in difficoltà, questa volta ripresa dalla sponda di S. Clementina. (foto di M. Stefanucci)

La bella nitticora in difficoltà, questa volta ripresa dalla sponda di S. Clementina. (foto di M. Stefanucci)

Da questa foto si può notare come la nitticora in forte difficoltà si aggrappi con le zampe all'ala destra che è nell'acqua. (foto di Stefano Solinas)

Da questa foto si può notare come la nitticora in forte difficoltà si aggrappi con le zampe all’ala destra che è nell’acqua. (foto di Stefano Solinas)

Particolare dell'ala della nitticora con il piombino di una lenza utilizzata per la pesca, poco sopra all'amo (che non si vede perchè conficcato nell'ala dell'animale). (foto di Stefano Solinas)

Particolare dell’ala della nitticora con il piombino di una lenza utilizzata per la pesca, poco sopra all’amo (che non si vede perchè conficcato nell’ala dell’animale). (foto di Stefano Solinas)

Il filo di nylon della lenza da pesca appeso al ramo che si protendeva per 4-5 metri nel fiume Sabato. (foto S. Solinas)

Il filo di nylon della lenza da pesca appeso al ramo che si protendeva per 4-5 metri nel fiume Sabato. (foto S. Solinas)

Il volontario della LIPU beneventana Stefano Solinas mentre sega il ramo da cui pende la lenza da pesca che ha intrappolato la sfortunata nitticora. (foto di M. Stefanucci)

Il volontario della LIPU beneventana Stefano Solinas mentre sega il ramo da cui pende la lenza da pesca che ha intrappolato la sfortunata nitticora. (foto di M. Stefanucci)

L'altro volontario della LIPU, Marcello Stefanucci, mentre cerca di tirare a riva la nitticora utilizzando lo stesso ramo a cui era appesa. (foto di Stefano Solinas)

L’altro volontario della LIPU, Marcello Stefanucci, mentre cerca di portare a riva la nitticora utilizzando lo stesso ramo a cui era appesa. (foto di Stefano Solinas)

L'operazione di recupero dell'uccello ferito è resa particolarmente difficoltosa dalla riva del fiume resa fangosa dalle pioggie dei giorni immediatamente precedenti a quello in cui si è effettuato il soccorso. (foto di S. Solinas)

L’operazione di recupero dell’uccello ferito è resa particolarmente difficoltosa dalla riva del fiume resa fangosa dalle pioggie dei giorni immediatamente precedenti a quello in cui si è effettuato il soccorso. (foto di S. Solinas)

Il volontario della LIPU avvicina sempre più alla riva la nitticora ferita. (foto di S. Solinas)

Il volontario della LIPU avvicina sempre più alla riva la nitticora ferita. (foto di S. Solinas)

Il momento in cui il volontario della LIPU spezza la punta del ramo con la lenza per poter meglio prendere la sfortunata nitticora. (foto di S. Solinas)

Il momento in cui il volontario della LIPU spezza la punta del ramo con la lenza per poter meglio prendere la sfortunata nitticora. (foto di S. Solinas)

La nitticora ferita viene quindi tirata fuori dall'acqua del fiume. (foto di S. Solinas)

La nitticora ferita viene quindi tirata fuori dall’acqua del fiume. (foto di S. Solinas)

La nitticora finalmente tra le mani dei volontari della LIPU che la trasferiranno in breve tempo al CRAS dell'ASL n.1 a Napoli. (foto di S. Solinas)

La nitticora finalmente tra le mani dei volontari della LIPU che la trasferiranno in breve tempo al CRAS dell’ASL n.1 a Napoli. (foto di S. Solinas)

 

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STOP alle TRIVELLAZIONI PETROLIFERE

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Comunicato Stampa

FERMIAMO LE TRIVELLE E SALVAGUARDIAMO I NOSTRI MARI

Lipu: Votare “SI” al referendum del 17 aprile

La Lipu del Sannio Benevento invita i cittadini a votare “SI” al referendum di domenica 17 aprile, questo affinché si possa fissare una scadenza verso i permessi già rilasciati alle attività petrolifere ricadenti entro le 12 miglia marine dalle coste italiane. Questo referendum abrogativo promosso da nove regioni italiane è un importante strumento democratico che tutti i cittadini hanno per preservare i nostri mari da possibili disastri ambientali, con gravissimi danni anche per l’economia visto che ne soffrirebbero il turismo e la pesca, e per dare un forte segnale al Governo per cambiare la politica energetica del Paese che non deve più essere fondata principalmente sull’utilizzo di energia prodotta da combustibili fossili. Inoltre un’eventuale vittoria del “SI” non farebbe perdere nessun posto di lavoro, in quanto le trivellazioni terminerebbero solo alla naturale scadenza delle concessioni, così da poter indirizzare in modo progressivo verso altri impieghi, possibilmente nello stesso campo energetico, operai e tecnici che sono attualmente impegnati nell’estrazione del petrolio dai nostri mari.

Proprio il mare rappresenta per l’Italia, che ha un notevole sviluppo della linea costiera (circa 7.500 km), una fonte energetica rinnovabile visto che le nuove tecnologie stanno mettendo a punto sistemi di sfruttamento del moto ondoso per produrre energia. Attualmente alcune Università italiane in accordo con l’ENEA stanno studiando come sfruttare e rendere appetibile commercialmente anche in Italia, come già avviene in Australia, Portogallo, Scozia, questa enorme fonte di energia pulita.

Occorre quindi puntare decisamente sulle fonti energetiche rinnovabili, in particolare il fotovoltaico (preferendo quelle installazioni che non consumano suolo agricolo) dove l’Italia anche per l’ubicazione geografica è il secondo produttore mondiale, così come la geotermia che può essere sfruttata per la produzione di energia elettrica da immettere nella rete nazionale oppure, attraverso il teleriscaldamento, per riscaldare direttamente abitazioni, scuole, uffici, ospedali ed altri edifici pubblici e privati.

La Lipu del Sannio Beneventano sostiene che la produzione di energia da fonti rinnovabili, al pari del risparmio energetico da ottenere in particolare, ma non solo, con interventi di efficientamento energetico degli edifici, sia la strada giusta per ridurre le emissioni di CO2 e contrastare i cambiamenti climatici, mantenendo nello stesso tempo una posizione critica sulle speculazioni che a volte determinano una crescita indiscriminata di impianti che non tengono conto delle caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche dei territori in cui vengono installati, come sta avvenendo per le torri eoliche.

Benevento 14 aprile 2016

Lipu – Sezione di Benevento

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Manifestazione contro l’invasione eolica del Sannio

I popoli appenninici dellAlto Sannio

decisi a fermare laggressione al territorio dalle multinazionali delleolico

occupano simbolicamente il regio tratturo Pescasseroli Candela

4 5 e 6 Settembre 2015

Localita‘ “ Piana Maselli ” – Santa Croce del Sannio (BN)

Se il progetto “eolico” andasse in porto tra il Matese Sud-Orientale, la Valle del Tammaro e in Val Fortore avremo la più grande centrale eolica del mondo. Una centrale che ingrasserà le multinazionali dell’energia ed impoverirà territori e popolazioni rurali.

Bisogna fermare questa devastazione.

Per questo motivo abbiamo deciso di occupare simbolicamente il Regio Tratturo “Pescasseroli – Candela”,

all’altezza di Santa Croce del Sannio, per dimostrare che le popolazioni rurali, che da millenni cura questa terra e

questo antica autostrada della transumanza, non accettano questo esproprio forzato del proprio territorio.

Nella tre giorni di presidio permanente discuteremo e parleremo insieme agli abitanti delle contrade, gli

agricoltori, gli allevatori che si stanno battendo contro gli impianti eolici.

Programma:

Venerdì 4 settembre:

· Ore 9,00 Accoglienza presso la piazza di Santa Croce del Sannio dove sarà allestito un gazebo che

darà informazioni e presterà assistenza agli “occupanti” ed ai visitatori.

· Installazione del campo;

· Ore 18,00 – Discussioni sulle questione eolica

· Ore 20,00 – Cena con prodotti tipici del Tratturo. Chiunque può venire a cenare con noi offrendo un

piccolo contributo

· ore 22,00 suoni e balli intorno al fuoco

Sabato 5 settembre

· Presidio del Regio Tratturo.

· Ore 15,00 Visita alle aziende agricole che operano sul territorio del Regio Tratturo e raccoglieremo

le impressioni e sarà dedicato all’accoglienza al campo di chiunque volesse venire ad incontrarci a cui

spiegheremo le nostre ragioni e le nostre motivazioni del perchè siamo contro all’eolico.

· ore 18,00 Assemblea – con proiezione di documentari, discussione ed elaborazione di un documento

degli occupanti da inoltrare alla Regione Campania

· ore 20,00 Cena con prodotti tipici del Tratturo. Chiunque può venire a cenare con noi offrendo un

piccolo contributo

· ore 22,00 suoni e balli intorno al fuoco

Domenica 6 settembre

Escursione lungo il Regio Tratturo. Il percorso è di circa 16 chilometri

Ore 9,00 Partenza

Ore 12,00 Consumazione del pranzo a sacco ;

Ore 15,00 circa arrivo al Presidio;

Ore 16,00 Smontaggio campeggio.

Per informazioni: Pino 388 8937544 – Simona 334 2119955 – Domenico 347 7772046

COMUNICATO STAMPA

Occupazione pacifica del Regio Tratturo “Pescasseroli –Candela” per dire no all’eolico nell’Alto Sannio.

Saturata quasi interamente l’area delle alture fortorine, le richieste di autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici interessano sempre più spesso l’area dal Matese Sud-Orientale, fino ai rilievi dell’alto Tammaro ed al confine regionale con Molise e Puglia.

Sui comuni del Matese Sud-Orientale, sulla valle del Tammaro e sulla valle del Fortore, già abbondantemente degradata da installazioni di migliaia di pale eoliche, sono arrivate, in Regione Campania, richieste per la realizzazione di impianti eolici che risulteranno devastanti per l’economia locale tradizionale (allevamenti, pascoli e produzioni biologiche e coltivazioni di qualità) e per gli habitat prioritari tutelati dalla Comunità Europea.

Gli impianti eolici autorizzati o che hanno già ricevuto la Valutazione di Impatto Ambientale, sono 61, per un potenziale nominale di 1.222 MW e un totale di circa 620 macchine eoliche, alte 150 metri, con fondazioni in cemento armato profonde 30 metri che devasteranno oltre che l’ambiente subaereo, anche il sottosuolo, con l’inevitabile inquinamento delle falde acquifere oltre al condizionamento della circolazione sotterranea. Per lo steso territorio sono in attesa di valutazione altri progetti per circa 1.500 pale eoliche.

Insomma un’immensa fabbrica di energia elettrica costruita anche su aree protette come Siti di Interesse Comunitario (n. 3 SIC) e Zone di Protezione Speciale (n. 2 ZPS), che si intersecano con quattro zone SIC del Molise, in prossimità di Parchi Regionali (Parco del Matese) Oasi di Protezione (Oasi di Campolattaro) .

Questa situazione si è resa possibile perché la Regione Campania non si è mai dotata degli strumenti fondamentali per inserire correttamente sul territorio gli impianti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili), compresi gli impianti eolici che hanno un pesante impatto sul territorio.

Non solo la Regione è inadempiente ma ha permesso, con deroghe e sotterfugi, di poter installare impianti eolici anche in aree che in altre regioni sono considerate “non idonee”.

Non avendo programmato, né razionalizzato, né individuato i siti non idonei, di fatto ha reso disponibile ogni sito, anche quelli tutelati dalla Comunità Europea di “Rete Natura 2000” come le aree ZPS e aree SIC ed habitat prioritari.

La Regione Campania prima di attivare le procedure di valutazione e autorizzazione degli impianti eolici avrebbe dovuto legiferare adottando il piano Energetico Regionale, adeguarsi alle Linee Guida nazionali di cui al D.M. 10/09/2010, individuare i Siti Non Idonei. Solo con questi strumenti sarebbe stata in grado di inserire correttamente e civilmente gli impianti eolici nel contesto territoriale.

Invece ha selvaggiamente autorizzato impianti eolici che sarebbero stati bocciati nelle regioni che si sono adeguate alle leggi nazionali.

La Regione Campania, in questa “ostinata” mancata applicazione di leggi e regolamenti, è riuscita ad autorizzate impianti eolici in modo indiscriminato sull’alto Sannio beneventano ed irpino: ma non solo, ha anche arrogantemente autorizzato molti progetti, in dispregio dei diritti delle regioni confinanti.

Infatti sono stati autorizzati sette impianti eolici in aree contermini con la regione Molise ed uno, San Bartolomeo in Galdo, in aree contermini con la Regione Puglia, senza che queste regioni fossero state mai convocate in Conferenza dei Servizi, anche se la legge prevede che le regioni confinanti debbano essere convocate in presenza di impianti eolici progettati ad una distanza inferiore a 50 volte l’altezza di una macchina eolica.

Questo la dice lunga su come è stata gestita la “partita eolica” in Regione Campania.

Lo stesso è accaduto quando ci si è trovati di fronte alla valutazione di impianti ricadenti in aree contermini con siti archeologici o naturalistici di particolare pregi come il Regio Tratturo, cosa che prevede la presenza “fisica”, in Conferenza dei Servizi, di funzionari del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali. Anche in questo la Regione Campania ha autorizzato senza tener conto delle disposizioni di legge.

Queste sono solo alcune delle motivazioni per cui chiediamo al Presidente della regione Campania, dott. Vincenzo De Luca, l’annullamento in autotutela di tutte le autorizzazioni concesse dalla precedente amministrazione regionale guidata da Stefano Caldoro, per garantire i diritti delle popolazioni dell’Alto Sannio beneventano ed irpino e per i diritti negati alle regioni confinanti.

Per questo motivo e per rafforzare e supportare questa richiesta, già inoltrata al Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, nei giorni 4-5 e 6 settembre occuperemo simbolicamente un tratto del Regio Tratturo “Pescasseroli-Candela” all’altezza di Santa Croce del Sannio. Nei tre giorni di presidio permanente saremo a disposizione di chiunque volesse venire ad incontrarci per spiegare le nostre ragioni. Riteniamo che l’eolico non sia la strada giusta per migliorare le condizioni delle popolazioni dell’Alto Sannio. Anzi, riteniamo che sia un’operazione economico-speculativa ad esclusivo vantaggio delle società eoliche, mentre le popolazioni vedranno il proprio territorio, le risorse naturali, i prati, i pascoli, l’allevamento in altura, la pastorizia, le colture biologiche, le produzioni di qualità, le attività economiche, l’agriturismo, le produzioni artigianali, irrimediabilmente devastate. Noi questo non lo vogliamo, poiché il destino del territorio lo deve decidere chi il territorio lo vive quotidianamente, cercando il più possibile di rispettare la legge e il prossimo.

Benevento, 1 settembre 2015

Per il Fronte Sannita per la Difesa della Montagna

Giuseppe Fappiano

I fiumi a Benevento, il punto di vista di una naturalista ungherese che vive a Benevento

Calore prima e dopo
I fiumi a Benevento: problemi e soluzioni

di Marta Kocsis

Come si sia ridotto il fiume in cui, negli Anni ’50 e ’60, una generazione imparava a nuotare, giocare e ammirare le bellezze della natura, è un tema da approfondire.
Partiva in quei decenni, un’attivitá distruttiva, che considerava esclusivamente l’uomo, senza il suo “habitat”, il paesaggio, la natura.
Questa visione sbilanciata non poteva che portare ai diversi risultati negativi che oggi sono sotto i nostri occhi:
• al posto di un fiume con acqua abbondante e pulita, abbiamo, nei mesi estivi, un corso d’acqua con una portata ridottissima, dove scorronno esclusivamente i liquami di fogna;
• una forte riduzione della folta vegetazione ripariale, costituita da boschi igrofili e da estesi canneti, e dei suoi inquilini naturali (pesci, uccelli, insetti, rettili), e al posto di tutto questo, abbiamo molte volte, edilizia abusiva, ma anche un’urbanizzazione senza senso e ruolo, e argini di cemento che hanno interrotto il rapporto con il fiume.
Anche se i decenni passati hanno lasciato le loro tracce incancellabili è nostro compito migliorare la situazione. Quali sarebbero le soluzioni possibili?
Un primo passo potrebbe riguardare il rispetto delle leggi giá esistenti che prescrivono fasce di rispetto lungo i fiumi, non concedendo, entro questa fascia, la cementificazione e la coltivazione della terra. Per evitare che i fiumi diventino fogne e discariche, si dovrebbero costruire depuratori dalle dimensioni poco impattanti, e per liberarli dai rifiuti, si dovrebbe praticare la raccolta porta a porta invece che porta a fiume. Controllare, e in alcuni periodi proibire, l’attingimento di acqua dal fiume per innaffiare i campi perchè così, oltre a diminuire fortemente le possibilitá di sopravvivenza di numerose specie acquatiche, si potrebbero avere delle conseguenze negative dal punto di vista igienico-sanitario.
Si dovrebbero realizzare opere di ingegneria naturalistica per sostituire strutture esistenti che hanno stravolto la naturalità del fiume e creare spazi che rendano possibile un rapporto stretto con il fiume senza danneggiarlo.
Concedere il permesso di praticare, nei pressi del fiume, solo attivitá ecocompatibili, principio al quale dovrebbero attenersi anche e soprattutto le manifestazioni ambientaliste, eventi sportivi e culturali che devono essere tali, non solo per il titolo (come dimostra quella svoltasi il 3 e il 4 ottobre di quest’anno, quando vi sono stati ulteriori danneggiamenti con quad delle sponde e della vegetazione fluviale). Creare, quindi, parchi verdi, aree protette dando la possibilità di vivere un’altra realtà, una realtà diversa da quella della città, dell’area urbanizzata.
La sezione LIPU di Benevento da anni si occupa di queste problematiche e contribuisce a tenere alta l’attenzione sullo stato del fiume. Avvistamenti, eventi, denunce di scempi ambientali, e infine, il grande risultato della istituzione di un’Oasi di Protezione lungo il fiume Calore, permettono di identificare quest’area ricca di valori e non é tutta dimenticata. Per una valorizzazione e un ripristino c’é bisogno di piú del lavoro di una sola associazione entusiasta, ma occorre una cittadinanza responsabile e unità di forze per arrivare, o per meglio dire ritornare, ad avere luoghi fiabeschi descritti da persone beneventane di mezz’etá. Esisteva veramente? Vogliamo rivedere, riavere?

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista B_Magazine nel numero di novembre 2009

SUL DOCUMENTO PRESENTATO AL SINDACO DALLE ASSOCIAZIONI CONTRO LA PRESENZA DI FUORISTRADA E QUAD VICINO AL FIUME

A distanza di due mesi il sindaco ancora non ha risposto ai 2 Coordinamenti di Associazioni e Comitati, alle 15 Associazioni, ai 2 Comitati civici e alle 74 persone firmatarie del documento-denuncia contro la manifestazione avutasi all’inizio di ottobre a Pezzapiana con auto da fuoristrada e quad vicino al fiume. In particolare nel documento si chiede quali siano stati gli iter autorizzativi e nel caso non siano stati dati perchè gli organismi comunali preposti al controllo del territorio non siano intervenuti.
Il N.I.P.A.F. e il Comando Stazione di Benevento del Corpo Forestale dello Stato, invece, sono intervenuti immediatamente, ossia pochissime ore dopo la consegna, da parte della LIPU-Benevento, della richiesta di verifica di compatibilità con l’ecosistema fluviale delle attività che si stavano svolgendo nella zona di Pezzapiana vicino al fiume Calore. La cosa strana è che al momento dell’intervento degli uomini della Forestale sul luogo degli eventi non vi era l’autorizzazione comunale, che è arrivata dopo più di un’ora, a sentire il resoconto di uno dei Nuclei del C.F.S., su carta intestata del Comune di Benevento. E’ stata forse fatta un’autorizzazione al momento? visto anche che l’Associazione ARF è molto vicina ad uno degli assessori dell’ultima versione della Giunta Pepe…
Si attende sempre una risposta!

Benevento, 6 gennaio 2010

Marcello Stefanucci (delegato LIPU-Benevento)

Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata da due associazioni di fuoristrada – ATTO 8

Documento indirizzato al Sindaco di Benevento e alla stampa locale

Evento contraddittorio a Pezzapiana:
con fuoristrada e quad non si salva il fiume Calore

Si fa un gran parlare delle problematiche dei corsi d’acqua a Benevento, ma invece di fare passi avanti per salvare quello che c’è (che comunque è ben poco rispetto alla situazione di 50 anni fa) realizzando interventi atti a migliorare la precaria situazione esistente (depurazione dell’acqua, eliminazione degli scarichi abusivi di rifiuti solidi, realizzazione delle opere di ingegneria naturalistica, creazione e rispetto delle aree protette, ecc.) si ignora la gravitá della situazione e ci si illude di fare qualcosa di positivo promuovendo all’interno di una manifestazione come ”Salviamo il fiume Calore” eventi che, a dispetto del titolo, non hanno nulla a che vedere con la salvaguardia dell’ecosistema fluviale.

Il primo fine settimana di ottobre nell’ambito di questo evento sotto gli occhi dell’intera comunità beneventana si è provveduto a manomettere con grandi macchine escavatrici l’area fluviale di Pezzapiana presso la città di Benevento. Sono stati fatti significativi movimenti di terra per la realizzazione di piste, con profondi fossi e alte rampe, per fuoristrada e quad, veicoli a motore che non hanno neanche rispettato le piste costruite invadendo le rive, il greto e il letto del fiume.

Tutto questo è successo in un’area che fa parte dell’Oasi ”Zone Umide Beneventane”, area protetta istituita recentemente per la protezione della fauna selvatica, oltre che uno dei piú importanti corridoi ecologici della Regione Campania e il più importante della provincia di Benevento.

Le sottoscritte associazioni vogliono esprimere la loro protesta per impedire che nel futuro cose del genere possano capitare di nuovo.

Tale azione non deve essere interpretata come una completa censura nei confronti di un’attività, l’escursionismo con fuoristrada (che comunque a nostro parere risulta essere culturalmente discutibile e assai dannoso per gli ambienti naturali) o contro l’iniziativa in toto che ha compreso anche attività a cavallo e in canoa – né tantomeno verso le associazioni che hanno promosso l’iniziativa. Questa è soprattutto una netta denuncia nei confronti di un lassismo di chi dovrebbe essere preposto a vigilare sul territorio e che inaccettabilmente lascia che vengano ignorate e non rispettate le leggi in materia di salvaguardia degli ambienti e contro un modo di fare tutt’altro che rispettoso della natura che non va intesa come un qualcosa a completo uso e consumo del genere umano ma che va invece conosciuta intimamente, rispettata e temuta come proprio l’anniversario dell’alluvione del ’49 avrebbe dovuto ricordare e insegnare.

Con la presente le Associazioni, i Comitati e le singole persone firmatarie

CHIEDONO

quindi che l’Amministrazione comunale chiarisca:

• in base a quali strumenti e a quali norme ha autorizzato i lavori di movimento terra effettuati con mezzi pesanti e rumorosi per la realizzazione di fossi e rampe per le evoluzioni di fuoristrada e quad;

• in base a quali assunti ha consentito ai quad il passaggio nel greto e nel letto del fiume e, qualora si ravvisasse l’assenza di atti autorizzativi, perchè gli uffici preposti al controllo e alla tutela del territorio non sono intervenuti a sospendere tali attività.

Infine SI CHIEDE

che vengano assolutamente vietate, come in qualunque altra zona protetta d’Italia, future escursioni con mezzi a motore all’interno di tutte le aree demaniali quali sono gli alvei fluviali e che nelle aree di pertinenza dei fiumi non vengano più autorizzati motoraduni o attività escursionistiche con mezzi fuoristrada o, almeno, qualora tale attività venga eccezionalmente permessa, che per lo meno essa venga preceduta da una attenta valutazione di incidenza, come d’altra parte prevedono le normative europee dall’Italia sottoscritte e ratificate.

COORDINAMENTI DI ASSOCIAZIONI
– Benevento Ecosolidale – Coordinamento provinciale delle Associazioni ambientaliste e solidali;
– Rete Arcobaleno di Associazioni per un’economia ecosolidale.

ASSOCIAZIONI
– Accademia Kronos – Sezione di Benevento;
– Art’Empori – persone consapevoli in librerie indipendenti – Benevento;
– Associazione Rete Arcobaleno Benevento;
– CAI Club Alpino Italiano – Sezione di Benevento;
– Città di Eufemia – Nodo di economia solidale – San Lorenzello;
– E’ più bello insieme – Benevento;
– FAI Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Benevento;
– FIAB Sannio – Ambiente e biciclette – Benevento;
– GAS Arcobaleno Benevento – Gruppo d’Acquisto Solidale;
– La Cinta Onlus – Per il recupero della relazione uomo-animale – Benevento;
– Lerka Minerka – Associazione di escursionismo naturalistico – San Giorgio del Sannio;
– LIPU – Sezione di Benevento;
– Slow Food Benevento;
– Tandem21 – Consumo Critico e Commercio Equo e Solidale – Benevento;
– WWF Associazione Sannio – Benevento.

COMITATI
– A Guardia dell’Ambiente – Comitato civico di Guardia Sanframondi;
– Comitato contro la costruzione di un inceneritore a San Salvatore Telesino.

SINGOLE PERSONE
– Gabriella Moscati;
– Franco Annecchiarico;
– Serenella Martone;
– Daniele Melillo;
– Marta Kocsis;
– Alessio Masone;
– Vincenzo Columbro;
– Antonio Di Chiara;
– Giulio Martino;
– Fabio Santucci;
– Daniele Tufo;
– Pasquale Casciello;
– Maria Francesca Ocone;
– Massimo Mazzone;
– Antonio Medici;
– Carmela Longo;
– Nicola Sguera;
– Nicola Cocchiarella;
– Luca Zolli;
– Daniele Tufo;
– Maria Masone;
– Enzo Auletta;
– Alfio Corbo;
– Enzo Ascione;
– Marcello Stefanucci;
– Roberto Pellino (zio bacco);
– Tullio Zullo;
– Erasmo Timoteo;
– Angelo Moretti;
– Maria Pia Cutillo;
– Marilina Mucci;
– Mario Festa;
– Stefania Leone;
– Marina Paolucci;
– Antonio Passaro;
– Loredana Tursilli;
– Gerardina Carrozza;
– Fabio Panella;
– Maurizio Luciano;
– Adriana Ruocchio;
– Lorenzo Piombo;
– Aurora Lobina;
– Pina Fontanella;
– Angelo Miraglia;
– Quirina Taddeo;
– Nina Iadanza;
– Franco Russo;
– Oceane Baudouin;
– Salvatore Bava;
– Chiara Caporaso;
– Veronica Caretti;
– Marina Della Torca;
– Federica Francesca;
– Emilio Iele;
– Serena Iele;
– Giuseppe Iovino;
– Simone Iovino;
– Martino Ugo Izzo;
– Giuseppina Palatella;
– Carmine Pucillo;
– Tommaso Repola;
– Stefano Solinas;
– Fernando Tresca;
– Sergio Scarinzi
– Massimo Simeone
– Samantha Calandrelli
– Francesco Bevilacqua;
– Romilda Russo;
– Costantino Tufo;
– Pasquale Palmieri;
– Francesco Pascale;
– Pierluigi Santillo;
– Maria Laura Laureti;
– Fabrizia Rotili

IMMAGINI DALLA FATTORIA DIDATTICA ZOOANTROPOLOGICA “LA CINTA” A C.DA S.VITALE

Alla Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" a contrada S. Vitale presso Benevento

Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" del dott. Tullio Zullo

La zoologa ungherese Marta Kocsis alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Recinto degli asini alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Il veterinario Tullio Zullo ha voluto creare una fattoria didattica zooantropologica allevando animali della nostra tradizione contadina, anche quelli oramai dimenticati come gli asini

Il delegato della LIPU di Benevento, Marcello Stefanucci, alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Laghetto artificiale alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Rana sulla riva del laghetto artificiale alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Le tife, caratteristiche piante acquatiche, vicino al laghetto artificiale della fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Fattoria "La Cinta" a c.da S. Vitale, in successione: le infiorescenze delle piante di tifa, uliveto, bosco di querce

Lucertola tra le tife

Fattoria "La Cinta": sentiero nel bosco di querce

Dalla Fattoria "La Cinta" si può godere la vista delle piane fluviali intorno alla città di Benevento

La piana di Pantano vista dal bosco di querce presso la fattoria "La Cinta"

Ciclamini nel bosco di querce presso la fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

I colori degli spazi intorno alla fattoria "La Cinta"

Alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" è possibile apprezzare anche le piccole forme viventi della natura sviluppando un rapporto equilibrato tra Uomo e Animale

Veduta della città di Benevento e delle piane fluviali alla confluenza dei fiumi Sabato e Calore

La Piana alluvionale di Pantano vista dalla collina di S. Vitale dove è ubicata la fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" del dott. Tullio Zullo

La piana alluvionale di Pantano vista dalla fattoria "La Cinta"

ESCURSIONE DALLA FATTORIA “LA CINTA” AL PONTE DELLE MAURELLE SUL FIUME CALORE

Colazione alla fattoria "La Cinta"; in primo piano il leggendario "Zio Bacco", fondatore dell'associazione "Lerka Minerka"

I partecipanti all'escursione fanno colazione alla Fattoria "La Cinta" a c.da S. Vitale

Colazione mattutina alla Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" a c.da S. Vitale presso Benevento

Panorama che si gode dalla Fattoria "La Cinta": la città di Benevento vista dalla collina di S. Vitale

Inizia l'escursione, i partecipanti attraversano c.da S. Vitale

Paesaggio verso il Massiccio montuoso del Taburno

Gli escursionisti si dirigono verso la piana di Pantano

Tra gli ulivi sulla collina di S. Vitale si scorge la piana di Pantano e il bosco igrofilo lungo il fiume Calore

Si scende verso il fondovalle dove scorre il fiume Calore

Agli occhi dei partecipanti si apre la vista della piana alluvionale di Pantano

Che bella l'escursione accompagnati anche dai bambini

Si cammina lungo la strada che conduce a contrada S. Angelo a Piesco

Cartello di "Divieto di caccia" che segna il limite dell'Oasi di protezione "Zone Umide Beneventane"

a dx la zoologa ungherese Marta Kocsis, collaboratrice della LIPU

Alle spalle degli escursionisti si vede la piana di Pantano, la collina della Gran Potenza e a dx il fiume Calore con il bosco igrofilo di Pantano-Serretelle

da sx: collina della Gran Potenza, piana di Pantano, fiume Calore e bosco igrofilo di Pantano-Serretelle

Il nutrito gruppo di escursionisti in cammino lungo la strada che collega c.da Pantano con c.da S. Angelo a Piesco

Vista panoramica verso il Monte Taburno

Davanti agli escursionisti si erge il cosiddetto Monte S.Angelo, una rupe affacciata sul fiume Calore

Da S.Angelo a Piesco si scende verso la pista ciclo-pedonale Pantano-ex stazione di Vitulano/Foglianise

All'escursione ha partecipato anche un prete cristiano cattolico di origine eritrea

Si procede su una striscia incolta nella campagna per raggiungere il Ponte delle Maurelle

Verso il Ponte delle Maurelle con sullo sfondo il Monte Caruso che sovrasta Foglianise

Finalmente sulla riva del fiume Calore

Zio Bacco, al secolo Roberto Pellino

Escursionisti tra la vegetazione ripariale del fiume Calore

Ambientalisti sulla riva del fiume Calore

Alcuni frammenti del cosiddetto Ponte delle Maurelle, resti di un ponte romano nel fiume Calore

Zio Bacco e Giulio Martino, dell'associazione "Lerka Minerka", tra soci LIPU e WWF

Tra Giulio Martino, fotografo e animatore di Lerka Minerka, e Marcello Stefanucci, delegato LIPU per la provincia di Benevento, si vedono i resti del ponte di epoca romana su cui transitava la Via Latina

Fiori lungo la pista ciclo-pedonale realizzata dalla Provincia di Benevento tra c.da Pantano e l'ex Stazione di Vitulano/Foglianise

Biancospino con le caratteristiche bacche rosse

Sulla collina si scorge il centro storico di Castelpoto ben inserito nel paesaggio

Si ritorna verso la fattoria "La Cinta" percorrendo la pista ciclo-pedonale fiancheggiante il fiume Calore

Il fiume Calore a valle della città di Benevento

Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata da due associazioni di fuoristrada – ATTO 7

Comunicato stampa

La LIPU in escursione a piedi vicino al fiume con le Associazioni “Lerka Minerka” e “La Cinta”

La sezione LIPU di Benevento parteciperà, come singola associazione e come membro della Rete Arcobaleno, all’iniziativa promossa dalle Associazioni “La Cinta”, “Lerka Minerka” e il “Centro Aiuti per l’Etiopia” che si terrà domenica 25 ottobre. Questa giornata sarà all’insegna del vivere a contatto con la natura e della socialità, apprezzando anche i prodotti della terra sannita e affrontando tematiche sociali.

Alle ore 9.00 i partecipanti all’iniziativa si riuniranno presso la fattoria didattica “La Cinta” in contrada S. Vitale, dove faranno colazione con i prodotti naturali della fattoria. In seguito si partirà a piedi per un’affascinante escursione che giungerà al Ponte delle Maurelle, resti di un ponte di epoca romana, ubicati nei pressi della confluenza del torrente Ienga nel fiume Calore, tra i comuni di Castelpoto e Benevento.
Successivamente si ritornerà alla Fattoria didattica “La Cinta”, dove prima di pranzare con i prodotti della fattoria*, si terrà la presentazione del “Centro Aiuti per l’Etiopia” che illustrerà l’adozione a distanza e la possibilità di fare microprogetti umanitari. Questo momento pre-pranzo sarà arricchito dagli interventi di Alessio Masone, come rappresentante della Rete Arcobaleno, e di Tullio Zullo, veterinario e animatore de “La Cinta”, che rispettivamente parleranno a riguardo di: “Il cambiamento dal basso e la filiera corta: dai microprogetti umanitari al commercio equo, dalla cittadinanza attiva all’economia solidale” e “La lentezza degli asini, come recupero dei valori della terra che ci accomunano ai paesi in via di sviluppo”.

Durante l’evento saranno usati anche gli asini come recupero di un antico mezzo di spostamento e questi animali saranno i protagonisti di alcune attività ludico-didattiche con i bambini.

Il delegato della LIPU-Benevento, Marcello Stefanucci, fa una riflessione sull’iniziativa: “Partecipiamo a questo evento perché si basa su attività ecocompatibili che valorizzano il territorio e non lo danneggiano. Inoltre andare a piedi e usare gli asini significa recuperare il rapporto con ciò che ci circonda, ossia con la natura e le persone”
Stefanucci a questo punto ritorna ancora sulla vicenda dei fuoristrada e quad in area fluviale: “Quello che hanno organizzato “La Cinta” e “Lerka Minerka” si può prendere ad esempio come attività ecocompatibili da farsi in aree fluviali, in maniera opposta all’evento organizzato dall’associazione “Amici del Rione Ferrovia” insieme a “Naturaria Club 4×4” che seppur più pubblicizzato è risultato invece, a mio avviso e degli altri attivisti della LIPU, meno positivo per l’ambito territoriale in cui si svolgeva producendo inquinamento acustico, atmosferico e disturbo alla fauna selvatica che popola le rive del fiume”.
“Inoltre l’evento del 25 ottobre – continua Stefanucci – ha anche dei contenuti umanitari con la presenza del “Centro aiuti per l’Etiopia” e la relativa possibilità di fare adozioni a distanza e di contribuire concretamente a microprogetti per le popolazioni dei Paesi svantaggiati. Sottolineando questo ulteriore aspetto dell’evento a cui parteciperemo domenica prossima, vorrei esprimere il mio dispiacere per l’appoggio incondizionato che il parroco della Chiesa S. Maria di Costantinopoli ha dato agli organizzatori della manifestazione del 2-3-4 ottobre scorso al rione Ferrovia permettendo che essi si producessero in invettive sgradevoli nei comunicati stampa e in battute ironiche in conferenza stampa, nel tentativo di screditare me e l’associazione che rappresento. Don Pompilio Cristino, che ho imparato a stimare lavorandoci affianco, – conclude Stefanucci – mi conosce bene sin da quando 11 anni fa feci il servizio civile nella Caritas Diocesana e sa anche bene quanto mi sono speso, senza prendere un solo soldo in più di quelli che mi spettavano dalla misera paga statale, per le persone e i ragazzi del rione Ferrovia e per altri di differenti quartieri o addirittura provenienti da altri Paesi del mondo. Per questo mi aspettavo che egli spezzasse, almeno in conferenza stampa, una lancia in mio favore e in favore della LIPU come forza positiva della nostra città e del nostro territorio.”

* è prevista una quota di partecipazione all’evento che è comprensiva di colazione e pranzo con i prodotti della fattoria “La Cinta”.

Benevento, 24 ottobre 2009
LIPU – sezione di Benevento

Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata da due associazioni di fuoristrada – ATTO 6

Benevento, 19-10-2009 19:56 dal sito web di “Gazzetta di Benevento”

Umberto Rossi parla della manifestazione in ricordo dei 60 anni dall’alluvione e bacchetta chi si è messo di traverso

L’assessore D’Aronzo promette invece una Giunta comunale finalizzata a risolvere i problemi dei fiumi Calore e Sabato

di Diego De Lucia

Umberto Rossi, presidente dell’Associazione “Amici del Rione Ferrovia” (Arf), nella conferenza stampa di resoconto della manifestazione-ricordo dei 60 anni dall’alluvione di Benevento svoltasi presso l’Auditorium Costantinopoli, non ha mancato di fare qualche polemica, sebbene senza calcare troppo la mano, nei confronti della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli).
Quest’ultima aveva accusato l’Arf di aver sfrattato gli uccelli dall’area del fiume Calore per organizzare la manifestazione, ma Rossi ha detto che non ci sta. “Sono accuse pretestuose: e poi, sfrattato gli uccelli? Non mi sembra proprio che abbiamo commesso un delitto, quando questi uccelli con un colpo d’ala potevano stare in altri posti e volare in pace”. In realtà, secondo Rossi, non si è voluto capire lo spirito dell’evento.
“La manifestazione – ha spiegato – aveva l’intento di sensibilizzare la cittadinanza sul fatto che il fiume bisogna viverlo e non abbandonarlo. E su questo punto abbiamo raggiunto i risultati”. Rossi, poi, si è anche soffermato sulla assenza all’evento dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Beneveneto, Gianluca Aceto: “Nessuna polemica, però, ha assicurato: era soltanto una segnalazione per dire che la sua presenza per noi era importante”.
Un plauso invece lo ha riservato al Comune che, con l’assessore alla Partecipazione Giovanni D’Aronzo, è stato vicino all’Arf. Rossi ha quindi posto obiettivi concreti all’Ente e cioé: “La depurazione, la restituzione dell’acqua e nuovi accessi (gradinate) sulle rive del fiume per poter passeggiare tranquillamente”.
Rossi ha anche parlato della condizione ambientale che esiste a Ponte Valentino e dell’inquinamento che si minaccia con il paventato insediamento della centrale a Turbogas “Luminosa”. Infine, ha annunciato che, il prossimo 20 novembre, verrà indetto un convegno scientifico durante il quale si discuteranno queste tematiche, alla presenza della Giunta comunale.
Alla conferenza stampa erano presenti l’assessore alla Partecipazione del Comune, Giovanni D’Aronzo, ed il parroco della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, don Pompilio Cristino. A moderare Alfredo Salzano.
L’assessore comunale ha auspicato che i cittadini siano concordi, con un secco no, alla Centrale Luminosa ed a chi ha contestato l’Arf ha chiesto di andare a vedere cosa c’è realmente oggi a Ponte Valentino.
Sull’evento della rievocazione dell’alluvione del 1949 l’assessore ha affermato che è stato centrato l’obiettivo di dare una scossa alle coscienze dei cittadini. Inoltre ha rivelato che il Comune poserà una pietra miliare per ricordare quel terribile evento.
Ed ancora una Giunta comunale aperta a tutti i cittadini presso l’auditorium di Costantinopoli discuterà in modo serio su come risolvere la vicenda dei fiumi. Saranno invitate a partecipare anche la Provincia, la Regione Campania e la Camera di Commercio.
Don Pompilio ha così voluto manifestare la propria soddisfazione per l’evento riuscito: “E’ stato ricordato quell’evento con una corona d’alloro lanciata dai Vigili del Fuoco sul fiume. Il corso d’acqua è di grande utilità per la città e, per fortuna, le persone si sono rese conto dello stato di degrado in cui versa. L’uomo a volte distrugge la natura, la violenta ed essa a sua volta si ribella”.