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Nitticora intrappolata in una lenza da pesca soccorsa dalla LIPU

Nitticora intrappolata da una lenza utilizzata per la pesca e abbandonata su un ramo nel fiume Sabato a Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

Nitticora intrappolata da una lenza utilizzata per la pesca e abbandonata su un ramo nel fiume Sabato a Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

La nitticora soccorsa dalla LIPU. (foto di Stefano Solinas)

La nitticora soccorsa dalla LIPU. (foto di Stefano Solinas)

La LIPU soccorre nel fiume Sabato una nitticora

rimasta impigliata in una lenza da pesca

Spettacolare e complicato salvataggio da parte dei volontari della LIPU beneventana di un uccello

della famiglia degli aironi nel tratto cittadino del Sabato

Uno splendido esemplare di nitticora (Nycticorax nycticorax), uccello della famiglia degli aironi, è rimasto impigliato in una lenza utilizzata per la pesca nel tratto cittadino del fiume Sabato a Benevento. L’uccello che sorvolava probabilmente il fiume quasi a pelo d’acqua ha impattato il filo di nylon della lenza che pendeva, con tanto di amo, da un ramo. La nitticora è rimasta appesa per un’ala con il corpo nell’acqua per diverse ore sino a quando Gianmario Colucci, un giovane che abita in via Torre della Catena, non si è accorto dell’accaduto. Immediatamente il giovane ha contattato la Sezione locale della LIPU che è prontamente intervenuta. Sul posto è giunto prima il delegato della LIPU beneventana, Marcello Stefanucci, quindi un altro volontario dell’Associazione, Stefano Solinas, i quali hanno dovuto compiere un complicato recupero, visto che l’animale era imprigionato a 4-5 metri dalla riva perché la lenza pendeva da un ramo che si protendeva nel fiume. L’intervento di salvataggio si è svolto sulla riva opposta a quella di via Torre della Catena in località S. Clementina, dove, dopo aver provato più volte, senza riuscirci, a sfilare la lenza con uno spezzone di canna recuperata sul posto, si è dovuto procedere al taglio del ramo. Grazie a questa azione i due volontari della LIPU hanno potuto tirare il grande uccello acquatico verso riva, nonostante questa fosse molto fangosa tanto da complicare ulteriormente l’operazione di recupero. Successivamente i due volontari della LIPU hanno spezzato la parte terminale del ramo e portando l’animale tra le braccia hanno risalito difficilmente la riva fluviale sino alla sommità della scarpata spondale.

Nel pomeriggio lo stesso delegato della LIPU beneventana e un’altra volontaria dell’Associazione, Marta Kocsis, hanno trasferito la sfortunata nitticora al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’ASL n.1 Napoli-Centro. Qui l’animale è stato accolto dalla veterinaria dott.ssa Loredana Rampa, preavvertita dal dott. Luigi De Luca Bossa dell’arrivo della LIPU. Al momento del passaggio di consegne l’uccello acquatico aveva ambedue le ali danneggiate perché mentre quella sinistra era ferita per la presenza dell’amo conficcato nella carne, quella destra era rovinata viste le diverse ore passate nell’acqua e i danneggiamenti causati dagli artigli delle zampe della stessa nitticora che disperatamente cercava di liberarsi. Al CRAS la nitticora verrà curata per essere presto, si spera, rimessa in libertà lungo i fiumi beneventani.

Il responsabile della LIPU di Benevento, Marcello Stefanucci, ha dichiarato sull’accaduto: “Questo recupero dimostra quello che noi della LIPU sosteniamo da più di un decennio, ed io personalmente da 25 anni, ossia che i fiumi che attraversano la città di Benevento sono scrigni di naturalità, vegetale e animale, – nonostante gli scarichi fognari la cui azione negativa è contenuta dalla fitodepurazione naturale che eseguono i corsi d’acqua grazie alla vegetazione presente sulle loro rive – con un potenziale molto alto di biodiversità, la quale però viene mortificata da opere di manutenzione idraulica poco o per niente qualificate oltre che da infrastrutture e insediamenti urbani invasivi. Per quanto riguarda la nitticora è qualche anno che notiamo durante la stagione della nidificazione la presenza lungo il tratto cittadino del fiume Sabato di alcuni esemplari di questa specie della famiglia degli Ardeidi; inoltre l’uccello ferito che abbiamo salvato aveva due lunghe piume bianche pendenti dal capo che gli esemplari di nitticora in riproduzione hanno nella stagione primaverile e circa 100 metri più a monte del luogo del salvataggio abbiamo avvistato un altro uccello di questa specie con le stesse caratteristiche del piumaggio. Tutto ciò fa supporre che esemplari di nitticora – uccello protetto, dalla Legge nazionale n.157/1992, dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e dalla Convenzione internazionale di Berna – nidifichino nel tratto urbano del fiume Sabato.”

In più il delegato della LIPU denuncia: “La nitticora è rimasta impigliata in una lenza utilizzata per la pesca che era stata abbandonata da un pescatore. Anche per gli amanti della pesca, come per tante altre categorie, ci sono coloro che osservano le regole avendo, ad esempio, regolare licenza per svolgere l’attività e che rispettano la natura, ma ce ne sono altri che vanno a pesca in maniera improvvisata non lasciando l’ambiente dove hanno espletato il loro esercizio sportivo così come l’avevano trovato. Infatti non è raro trovare sulle rive dei fiumi i contenitori di plastica delle esche vive utilizzate, le bottiglie di plastica dell’acqua bevuta e anche, come nel nostro caso, lenze con tanto di amo frutto di sfortunati tentativi di pesca. D’ora in poi chiederemo alle Forze dell’Ordine di effettuare controlli continuativi sui pescatori che frequentano i nostri fiumi per evitare che si ripetano situazioni tipo quella che ha visto coinvolta la nitticora che abbiamo salvato con l’importante supporto di un giovane sensibile alle tematiche ambientali, il quale dopo averci avvertito è stato con noi sino a quando non è dovuto andare via per raggiungere il posto di lavoro.”

Benevento, 21 giugno 2016

LIPU – Sezione di Benevento

 

Il punto lungo il fiume Sabato a Benevento dove la nitticora è rimasta intrappolata: di fronte si vede l'area di S. Clementina e in primo piano l'argine in cemento alle spalle degli edifici prospettanti su via Torre della Catena. (foto di M. Stefanucci)

Il punto lungo il fiume Sabato a Benevento dove la nitticora è rimasta intrappolata: di fronte si vede l’area di S. Clementina e in primo piano l’argine in cemento alle spalle degli edifici compresi tra via Torre della Catena e il fiume. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora appesa per un'ala nel fiume Sabato. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora appesa per un’ala nel fiume Sabato. (foto di M. Stefanucci)

 

La nitticora, uccello della famiglia degli aironi (Ardeidi), intrapolato da una lenza per la pesca, si è girato più volte nel tentativo di liberarsi da solo, senza riuscirci. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora, uccello della famiglia degli aironi (Ardeidi), si è girata più volte nel tentativo di liberarsi da sola dalla lenza che l’aveva intrappolata, senza purtroppo riuscirci. (foto di M. Stefanucci)

La bella nitticora in difficoltà, questa volta ripresa dalla sponda di S. Clementina. (foto di M. Stefanucci)

La bella nitticora in difficoltà, questa volta ripresa dalla sponda di S. Clementina. (foto di M. Stefanucci)

Da questa foto si può notare come la nitticora in forte difficoltà si aggrappi con le zampe all'ala destra che è nell'acqua. (foto di Stefano Solinas)

Da questa foto si può notare come la nitticora in forte difficoltà si aggrappi con le zampe all’ala destra che è nell’acqua. (foto di Stefano Solinas)

Particolare dell'ala della nitticora con il piombino di una lenza utilizzata per la pesca, poco sopra all'amo (che non si vede perchè conficcato nell'ala dell'animale). (foto di Stefano Solinas)

Particolare dell’ala della nitticora con il piombino di una lenza utilizzata per la pesca, poco sopra all’amo (che non si vede perchè conficcato nell’ala dell’animale). (foto di Stefano Solinas)

Il filo di nylon della lenza da pesca appeso al ramo che si protendeva per 4-5 metri nel fiume Sabato. (foto S. Solinas)

Il filo di nylon della lenza da pesca appeso al ramo che si protendeva per 4-5 metri nel fiume Sabato. (foto S. Solinas)

Il volontario della LIPU beneventana Stefano Solinas mentre sega il ramo da cui pende la lenza da pesca che ha intrappolato la sfortunata nitticora. (foto di M. Stefanucci)

Il volontario della LIPU beneventana Stefano Solinas mentre sega il ramo da cui pende la lenza da pesca che ha intrappolato la sfortunata nitticora. (foto di M. Stefanucci)

L'altro volontario della LIPU, Marcello Stefanucci, mentre cerca di tirare a riva la nitticora utilizzando lo stesso ramo a cui era appesa. (foto di Stefano Solinas)

L’altro volontario della LIPU, Marcello Stefanucci, mentre cerca di portare a riva la nitticora utilizzando lo stesso ramo a cui era appesa. (foto di Stefano Solinas)

L'operazione di recupero dell'uccello ferito è resa particolarmente difficoltosa dalla riva del fiume resa fangosa dalle pioggie dei giorni immediatamente precedenti a quello in cui si è effettuato il soccorso. (foto di S. Solinas)

L’operazione di recupero dell’uccello ferito è resa particolarmente difficoltosa dalla riva del fiume resa fangosa dalle pioggie dei giorni immediatamente precedenti a quello in cui si è effettuato il soccorso. (foto di S. Solinas)

Il volontario della LIPU avvicina sempre più alla riva la nitticora ferita. (foto di S. Solinas)

Il volontario della LIPU avvicina sempre più alla riva la nitticora ferita. (foto di S. Solinas)

Il momento in cui il volontario della LIPU spezza la punta del ramo con la lenza per poter meglio prendere la sfortunata nitticora. (foto di S. Solinas)

Il momento in cui il volontario della LIPU spezza la punta del ramo con la lenza per poter meglio prendere la sfortunata nitticora. (foto di S. Solinas)

La nitticora ferita viene quindi tirata fuori dall'acqua del fiume. (foto di S. Solinas)

La nitticora ferita viene quindi tirata fuori dall’acqua del fiume. (foto di S. Solinas)

La nitticora finalmente tra le mani dei volontari della LIPU che la trasferiranno in breve tempo al CRAS dell'ASL n.1 a Napoli. (foto di S. Solinas)

La nitticora finalmente tra le mani dei volontari della LIPU che la trasferiranno in breve tempo al CRAS dell’ASL n.1 a Napoli. (foto di S. Solinas)

 

Salvataggio di un gruccione nell’Oasi

Il gruccione trovato ferito nell'Oasi da un abitante di Pantano e trasportato dalla LIPU al Centro Recupero dell'ASL n.1 Napoli-Centro

Gruccione trovato ferito nell’Oasi “Zone Umide Beneventane” da un abitante di Pantano e trasportato dalla LIPU al Centro Recupero dell’ASL n.1 Napoli-Centro. (foto di Marcello Stefanucci)

Un esemplare di gruccione, tra i più colorati uccelli d’Europa, trovato ferito a Pantano nell’Oasi del fiume Calore e trasferito al Centro Recupero a Napoli

dai volontari della LIPU beneventana

Oasi del fiume Calore:

Gruccione ferito salvato da un abitante di Pantano e dalla LIPU

I volontari della Sezione LIPU di Benevento hanno trasportato un esemplare di gruccione (Merops apiaster) al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’ASL n.1 Napoli-Centro. L’uccello si era ferito volando a bassa quota e sbattendo vicino ad un filo in contrada Pantano, alle porte di Benevento. L’animale è stato quindi raccolto da un abitante della zona, Angelo Dell’Oste, il quale coscienziosamente ha fatto alcune telefonate per fare in modo che il gruccione fosse curato. La LIPU, che gestisce l’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane” di cui fa parte anche gran parte della zona di Pantano, ha mostrato la sua disponibilità a prelevare l’animale e a trasportarlo al CRAS dell’ASL a Napoli. Una staffetta di volontari, che ha visto il delegato della LIPU del Sannio Beneventano, Marcello Stefanucci, raggiungere San Salvatore Telesino e consegnare il gruccione ferito ad un’ala ad un altro volontario della LIPU, Martino Ugo Izzo, già delegato LIPU per 10 anni tra gli Anni ’80 e ’90, ha fatto sì che l’animale fosse trasportato al centro recupero a Napoli.

Il gruccione è una specie faunistica rigorosamente protetta dalla “Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa” di Berna del 1979 e quindi è anche protetto dalla Legge nazionale n.157 del 1992.

L’esemplare di gruccione ritrovato dimostra ancora una volta la ricchezza faunistica di Pantano e delle aree, anche collinari, circostanti il fiume Calore, dove è stata riscontrata la nidificazione di alcune decine di esemplari di questa specie.

Il gruccione è un uccello variopinto, dai colori vivaci, con un becco lungo e appuntito, anche se un po’ ricurvo, estremamente forte che gli serve per catturare le prede e per scavare gallerie nelle pareti di terra dove nidifica. Questo volatile sverna nell’Africa centrale ed effettua un grande viaggio migratorio per venire a nidificare in Europa (ma si riproduce anche nell’Africa settentrionale). Il suo cibo preferito sono vespe, calabroni, bombi e api, ma mangia anche altri insetti che si librano nell’aria catturandoli in volo.

Benevento, 31 maggio 2016

LIPU – Sezione di Benevento

Ancora una foto del gruccione ferito prima del trasferimento al CRAS dell'ASL 1 a Napoli. Sono evidenti i colori vivaci di quest'uccello che sverna in Africa e torna a primavera in Europa per nidificare.

Ancora una foto del gruccione ferito prima del trasferimento al CRAS dell’ASL 1 a Napoli. Sono evidenti i colori vivaci di quest’uccello che sverna in Africa e torna a primavera in Europa per nidificare.

La LIPU soccorre un gheppio proveniente dal comune di Benevento e un allocco ritrovato nel centro di Arpaise


La LIPU salva altri due uccelli: in 8 anni sono più di 400 gli animali soccorsi.

Il responsabile provinciale della LIPU: “E’ giunta l’ora di una maggiore considerazione da parte degli uffici competenti della Provincia di Benevento”

La LIPU del Sannio Beneventano è stata protagonista nell’arco di pochi giorni del salvataggio di altri due uccelli in difficoltà. Stavolta si è trattato di un gheppio (Falco tinnunculus), proveniente da contrada Epitaffio nel comune di Benevento che aveva una vistosa ferita sul dorso, e di un allocco (Strix aluco), rinvenuto fortemente debilitato nel centro abitato di Arpaise.

La sensibilità e l’attenzione verso la fauna selvatica delle persone che hanno ritrovato questi animali in difficoltà hanno fatto in modo che si mettessero immediatamente in contatto con il delegato LIPU di Benevento, il quale si è preoccupato di organizzare il loro trasporto a Centri Recupero qualificati. Successivamente, quindi, alcuni volontari della LIPU beneventana hanno trasferito il gheppio al Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU a Casacalenda, in provincia di Campobasso, e l’allocco al Centro Recupero e Riabilitazione della Fauna Selvatica, gestito dall’Associazione Studi Naturalistici – onlus in collaborazione con la Comunità Montana Terminio-Cervialto, a Nusco e Montella in provincia di Avellino.

Dall’inizio dell’anno sono già 5 gli animali selvatici arrivati presso la sezione LIPU di Benevento facendo presagire per quest’anno un numero di soccorsi simile a quello dell’anno scorso. Nel 2010, infatti, i volontari della LIPU beneventana hanno trasferito 50 animali feriti o in difficoltà provenienti dal territorio provinciale di Benevento (più una ventina arrivati da altre province della Campania) al Centro Recupero LIPU a Casacalenda, e altri due al Centro Recupero curato dall’associazione Studi Naturalistici a Montella-Nusco.

A questo proposito il delegato LIPU per la provincia di Benevento, Marcello Stefanucci, sottolinea: “Negli ultimi 8 anni sono più di 400 gli animali selvatici soccorsi dalla sezione LIPU di Benevento facendo diventare la nostra Associazione un punto di riferimento irrinunciabile per questo tipo di attività in provincia di Benevento. In questo periodo si sta concretizzando per la LIPU un modesto (se confrontato con la notevole mole di lavoro sviluppato) aiuto economico dalla Provincia di Benevento, voluto in particolare dall’assessore Gianluca Aceto consapevole delle meritevoli azioni della LIPU. Nonostante ciò, però, abbiamo appurato che tale attività che conduce la LIPU non è riconosciuta nella misura in cui merita da coloro che hanno la responsabilità del settore tecnico della Provincia che al momento è competente per la fauna selvatica; le difficoltà fatteci e i dissidi avuti negli ultimi 8 anni lo dimostrano ampiamente.”

 

Benevento, 27 febbraio 2011

LIPU – sezione di Benevento



Anche nel nuovo anno la LIPU beneventana è in prima linea per il salvataggio degli animali selvatici

Tre animali salvati in due settimane dalla LIPU beneventana

Una poiana, un gufo e un gheppio provenienti da varie località in provincia di Benevento trasferiti ai centri recupero

Nell’arco di due settimane i volontari della LIPU della provincia di Benevento sono stati protagonisti del salvataggio di tre uccelli selvatici feriti. Si tratta di una poiana (Buteo buteo) proveniente da Faicchio, di un gufo comune (Asio otus) ritrovato a Torrecuso e di un gheppio (Falco tinnunculus) che si trovava nel territorio di Ceppaloni.
La poiana e il gheppio sono stati consegnati al delegato della LIPU per la provincia di Benevento, Marcello Stefanucci – dopo che dei cittadini li avevano ritrovati – dal Corpo Forestale dello Stato, rispettivamente dal Comando Stazione di S. Agata de’ Goti e dal Comando Stazione di S. Giovanni (Ceppaloni). Si è confermata così in provincia di Benevento l’ottima collaborazione tra LIPU e Corpo Forestale dello Stato nel soccorrere la fauna selvatica in difficoltà. Il gufo è stato invece trasportato direttamente a Benevento, presso la sede LIPU, da un abitante di Torrecuso che lo aveva ritrovato ferito gravemente ad un’ala alle porte di questo centro ricadente nel Parco Regionale del Taburno-Camposauro.
In seguito cinque volontari della LIPU beneventana sono stati impegnati, in tre viaggi, a trasferire gli animali ai due Centri Recupero più vicini a Benevento: la poiana e il gheppio sono stati ricoverati presso il Centro Recupero Fauna Selvatica (CRFS) che la LIPU gestisce a Casacalenda in provincia di Campobasso, mentre il gufo è stato consegnato al Centro Recupero e Riabilitazione della Fauna Selvatica, gestito dall’Associazione Studi Naturalistici – onlus nei locali della Comunità Montana Terminio-Cervialto a Nusco e Montella in provincia di Avellino.
I responsabili dei due Centri, Angela Damiano per il CRFS LIPU di Casacalenda e Mario Kalby per il Centro Recupero di Nusco e Montella, viste le serie ferite riportate dagli animali che hanno ricoverato si sono mostrati pessimisti rispetto al loro totale recupero. Sembra addirittura che le condizioni fisiche del gheppio ritrovato nella valle del Sabato, nel comune di Ceppaloni, si siano aggravate a causa di una detenzione illegale dell’animale per più di due settimane, cosa riscontrabile dall’analisi della frattura e dal deterioramento del piumaggio. Ora chi abbia causato tale ulteriore danno a questo uccello rapace lo dovrà accertare il Corpo Forestale dello Stato a cui la LIPU beneventana, a seguito del referto definitivo del veterinario, rivolgerà una denuncia contro ignoti per difendere un principio fondante della maggiore legge che tutela la fauna selvatica. Infatti il comma 1 dell’articolo 1 della Legge n.157/92 recita: “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”.

Benevento, 6 febbraio 2011
LIPU – sezione di Benevento

 

 

 

I RECUPERI DI FAUNA SELVATICA IN DIFFICOLTA’ O FERITA

La LIPU di Benevento in un solo giorno trasferisce 7 uccelli in difficoltà al Centro Recupero

5 piccoli di picchio rosso maggiore caduti dal nido, 1 gheppio e 1 gruccione feriti sono stati tratti in salvo dai volontari della LIPU

Ancora i volontari della sezione LIPU beneventana protagonisti nel salvataggio di animali in difficoltà e feriti. Questa volta si tratta di cinque giovani esemplari di picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) caduti dal nido in un bosco nel comune di Tocco Caudio nel Parco Regionale del Taburno Camposauro, che un sensibile abitante della zona ha consegnato alla LIPU, di un gheppio (Falco tinnunculus) proveniente da Montesarchio, trasportato alla sede LIPU a Benevento dal Corpo Forestale dello Stato, e di un gruccione (Merops apiaster) investito da un’auto a Foglianise che un altro sensibile cittadino ha affidato alla LIPU del Sannio Beneventano.

L’eccezionalità è che queste richieste di soccorso sono arrivate tutte nello stesso giorno, ma in ore diverse il che ha sottoposto i volontari della LIPU di Benevento ad un grande sforzo per salvare questi animali in difficoltà. Tre attivisti della sezione locale: Tommaso Repola, Fernando Tresca e Marcello Stefanucci sono stati impegnati alternativamente nei trasporti della fauna in difficoltà. Circa 550 km con l’auto sono stati percorsi dai volontari della LIPU di Benevento per salvare questi animali iniziando dalla mattina presto quando uno di loro è stato a Tocco Caudio per prelevare i giovani picchi trovati in un bosco da Donato Lombardi e Francesco Tontoli. Alle 10.30 del mattino un altro volontario LIPU è partito alla volta del Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU a Casacalenda, in provincia di Campobasso nel Sannio Molisano, per ricoverare i cinque piccoli uccelli sfortunati. Infine nel tardo pomeriggio, con ritorno in serata, altri due volontari hanno trasferito allo stesso Centro Recupero: il gruccione che è stato recuperato a Foglianise ed ha visto l’interessamento di Saverio Santamaria e dei suoi colleghi del Deposito Locomotive a Benevento per l’affidamento alla LIPU; il gheppio che una staffetta tra i Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Montesarchio e di Benevento ha fatto sì che fosse consegnato ai volontari della LIPU.

Al Centro Recupero LIPU a Casacalenda la responsabile, Angela Damiano, ha ricoverato tutti questi animali con grande professionalità e disponibilità andando, come spesso capita, anche oltre gli orari di lavoro previsti.

Il delegato LIPU di Benevento così si esprime su questi recuperi: “In questo periodo siamo costretti ad un super-lavoro per quanto riguarda il recupero di fauna selvatica perché agli animali feriti che normalmente arrivano per cause dovute soprattutto ad interferenze antropiche si aggiungono i nidiacei visto che questa è la stagione della nidificazione degli uccelli. Spero che il servizio pubblico che garantiamo sia riconosciuto dagli Enti Pubblici territoriali e che ci aiutino anche economicamente perché sino ad ora stiamo provvedendo solo con le risorse private dei nostri attivisti essendo state prosciugate le casse della sezione locale a causa di questa attività. Allo stesso tempo non va dimenticato il grande sforzo economico che sostiene il nostro Centro Recupero a Casacalenda ricoverando circa 100 animali all’anno dalla provincia di Benevento”.

Benevento, 26 maggio 2010
LIPU – sezione di Benevento

Il gruccione, uno degli uccelli più colorati d'Europa, ritrovato a Foglianise e trasferito dalla LIPU-Benevento al Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU a Casacalenda, in provincia di Campobasso nel Sannio Molisano

I 5 giovani esemplari di picchio rosso maggiore ritrovati in un bosco a Tocco Caudio e trasferiti dai volontari della LIPU Beneventana al CRFS LIPU a Casacalenda

I 5 giovani picchi caduti dal nido a Tocco Caudio nel Parco Regionale Taburno Camposauro

Il gheppio maschio che, ritrovato ferito ad un'ala nel territorio di Montesarchio, è stato trasferito dalla LIPU beneventana al CRFS LIPU a Casacalenda (Cb)

In questa foto del gruccione, ritrovato a Foglianise e trasferito al CRFS LIPU a Casacalenda, si nota la ferita dell'ala per l'impatto con un'auto

Parla la ragazza che ha trovato lo svasso a Benevento

L’ UOMO E IL CREATO

di Maria Grasso

Tutto parte da un sabato sera, dal ritrovamento di un volatile moribondo in Via dei Rettori a Benevento, uno svasso per la precisione, trovato sul ciglio della strada in condizioni pessime tra il caos cittadino; molti si sono accorti di lui ma pochi a prestargli soccorso.
Io sono una ragazza di 29 anni che nel mio piccolo penso di aver fatto qualcosa di grande non solo per aver prestato soccorso a un povero uccello malmesso ma soprattutto perché ho voglia e necessità di lanciare un messaggio forte a questa società spesso poco attenta all’ universo che la circonda.
Per la recente Giornata della Pace nonché Capodanno Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il Papa ha lanciato il suo messaggio e ha scelto come tema: “Se vuoi coltivare la pace custodisci il creato”. Il rispetto del creato riveste grande rilevanza anche perché la creazione è l’ inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell’ umanità. Se infatti a causa della crudeltà dell’uomo sull’uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull’ autentico sviluppo umano integrale, ritenere il creato come dono di Dio all’umanità ci aiuta a comprendere la vocazione e il valore dell’ uomo.
Contemplare la bellezza del creato è stimolo a riconoscere l’ amore del creatore. Vi è pertanto una sorta di reciprocità nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio tramite il creato, si prende cura di noi pertanto anche all’uomo viene affidato il ruolo di custode e amministratore responsabile, ruolo di cui non si deve di certo abusare ma da cui non si può nemmeno abdicare. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l’ identità e il ruolo superiore dell’uomo, in favore ad una visione paritaria della “dignità” di tutti gli esseri viventi.
Rivolgo un invito a tutti i lettori sensibili a questo argomento di scorgere i segni di Dio nel tempo e nelle circostanze in cui essi operano.

SVASSO MAGGIORE FERITO RITROVATO IN CITTA’

Comunicato Stampa

Ancora un’emergenza faunistica che rivela l’importanza del corridoio ecologico del fiume Calore a livello non solo provinciale

LA LIPU SALVA UNO SVASSO FERITO RITROVATO IN PIENO CENTRO URBANO A BENEVENTO

L’uccello acquatico è stato operato al Centro Recupero della LIPU nel Sannio Molisano dove ora si trova in prognosi riservata

La città di Benevento continua a stupire dal punto di vista faunistico! Dopo le circa 500 gru posatesi in località Pantano lo scorso 19 dicembre, ora in pieno centro urbano è stato ritrovato un uccello acquatico che non è facile avvistare in ambiti fluviali come quelli che attraversano Benevento. Si tratta di uno svasso maggiore (Podiceps cristatus) che nella notte tra sabato e domenica è stato rinvenuto ferito in Viale dei Rettori nei pressi del Terminal degli autobus extraurbani. Una giovane donna, Maria Grasso, insieme a due amici l’hanno prelevato e trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli al Rione Ferrovia. Qui gli operatori ospedalieri si sono messi a disposizione e hanno operato le prime fasciature all’animale, prima dell’arrivo di un volontario della LIPU beneventana, che nel frattempo era stato avvertito dal Corpo Forestale dello Stato.
L’intervento della LIPU si è svolto durante la notte concludendosi verso le quattro, e comunque il mattino dopo una squadra di volontari era pronta per trasferire lo sfortunato animale al Centro Recupero Fauna Selvatica che la LIPU gestisce a Casacalenda, in provincia di Campobasso, nel Sannio Molisano. Ad effettuare il trasposto sono stati il delegato della LIPU a Benevento, Marcello Stefanucci, e la zoologa ungherese Márta Kocsis, collaboratrice della locale sezione LIPU, che hanno consegnato l’animale nelle mani della responsabile del Centro, Angela Damiano. Dopo le prime cure, già nel pomeriggio della domenica il veterinario ha effettuato una difficile e lunga operazione per ricomporre la frattura in più parti della zampa dello svasso e suturare la grave ferita al collo. Ora l’animale è in prognosi riservata al Centro Recupero della LIPU a Casacalenda che in questi ultimi sette anni ha curato centinaia di animali provenienti dalla provincia di Benevento.
Risulta abbastanza strano che un uccello acquatico come lo svasso, tipico dei laghi dove non si avvicina quasi mai alla riva, si sia trovato in piena città. Probabile che l’animale stesse effettuando uno spostamento migratorio, per sfuggire al freddo di questi giorni, e che facesse parte di quel folto gruppo che si è fermato – come afferma Enzo Mancini, guardia dell’Oasi WWF – nell’invaso di Campolattaro proprio nel fine settimana scorso.
Se poi andiamo ad analizzare il luogo del ritrovamento si può verificare che il Viale dei Rettori è abbastanza vicino al fiume Calore, a circa 400 metri. Questo recupero dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, l’importanza del fiume Calore come corridoio ecologico consentendo a numerose specie animali di spostarsi lungo la sua valle. Ciò è stato sancito pure dal recente Piano Territoriale Regionale (PTR) della Campania che individua il fiume Calore sannita, anche nel tratto che attraversa la città di Benevento, come uno dei più importanti corridoi ecologici del territorio regionale (il PTR definisce il sistema di aste fluviali Volturno-Calore-Ufita come corridoio ecologico trasversale, ossia dalla costa agli Appennini, di primaria importanza).
Alla luce di ciò la LIPU chiede che questi aspetti di pianificazione territoriale, insieme alle evidenze naturalistiche, siano elementi fondanti del Piano Urbanistico Comunale di prossimo approdo in Consiglio Comunale e che le osservazioni della LIPU al Piano siano tenute in giusto conto proprio in tale ottica di tutela del territorio.

Benevento, 13 gennaio 2010
LIPU – sezione di Benevento

La LIPU salva un giovane merlo

La stagione dei recuperi dei nidiacei è incominciata, infatti alla sezione LIPU di Benevento è arrivato un giovane merlo. L’uccello in difficoltà è stato consegnato da un cittadino alla Clinica Veterinaria Sannio che, dopo una visita generale per verificare lo stato di salute del volatile, lo ha affidato alla LIPU. Francesco Raffaele D’Ambrosio, responsabile volontario del settore Recupero Fauna Selvatica in difficoltà della LIPU beneventana, lo ha quindi prelevato e trasferito al Centro Recupero che la LIPU gestisce a Casacalenda (CB). Qui il merlo è stato accolto dalla responsabile del Centro, Angela Damiano, che ha garantito che saranno date tutte le attenzioni possibili all’animale per poterlo liberare presto, appena sarà cresciuto e in grado di volare bene.

Benevento, 27 aprile 2009
LIPU – sezione di Benevento

Il giovane merlo trasferito al Centro Recupero della LIPU; si noti il piumaggio di colore marrone fulvo con macchie scure sul petto

Il giovane merlo trasferito al Centro Recupero della LIPU; si noti il piumaggio di colore marrone fulvo con macchie scure sul petto

salvato un rondone dalla LIPU e dalla sensibilità di una studentessa

La LIPU salva un rondone grazie alla sensibilità
di una giovane studentessa

La LIPU-Benevento effettua ancora un salvataggio di un uccello in difficoltà; si tratta di un rondone adulto, ferito ad un’ala, che una studentessa universitaria, Angela De Vito, ha ritrovato a S. Mango sul Calore, in provincia di Avellino, il 17 aprile. Dopo le telefonate alla sede centrale della LIPU a Parma e alla LIPU di Avellino, la giovane ha contattato Marcello Stefanucci, delegato LIPU per la sezione di Benevento.
A seguito anche di altre telefonate ad Organi Pubblici operanti sul territorio della provincia dove vive, Angela ha deciso, insieme al padre, di portare a Benevento il povero animale ferito riponendo nella LIPU tutta la sua speranza di salvarlo. Il rondone è stato consegnato, quindi, al Responsabile recupero fauna selvatica in difficoltà della LIPU beneventana, Francesco Raffaele D’Ambrosio, che, accompagnato da un altro valente attivista della sezione locale, Tommaso Repola, lo ha trasferito al Centro Recupero LIPU a Casacalenda, in provincia di Campobasso.
Al bellissimo gesto di Angela De Vito è associata un’altra azione di grande generosità espressa insieme alla sua famiglia: la donazione della somma di 20 euro per coprire le spese di trasporto del rondone ferito al C.R.F.S. LIPU a Casacalenda.
E’ anche con l’aiuto di persone come Angela e la sua famiglia che la LIPU riesce a sopravvivere e a combattere per la conservazione della natura, battaglia civile che si fa sempre più ardua anche dal punto di vista economico per la molteplicità di impegni che l’Associazione affronta contemporaneamente, dettati spesso dall’emergenza di intervenire per frenare i danneggiamenti ambientali.

Benevento, 20 aprile 2009 LIPU – sezione di Benevento

La LIPU recupera altri 4 uccelli feriti

Comunicato stampa

La LIPU recupera altri quattro uccelli feriti

La LIPU di Benevento continua ad effettuare recuperi di fauna selvatica in difficoltà: nelle ultime tre settimane quattro uccelli feriti sono stati affidati ai volontari dell’Associazione.
Si è trattato di una civetta (Athene noctua) consegnata alla LIPU beneventana dal Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Cervinara, di un gheppio (Falco tinnunculus) ritrovato a Benevento presso l’officina di Trenitalia in via Valfortore e fatto recapitare alla LIPU locale dai dipendenti di tale Società, di una beccaccia (Scolapax rusticola) proveniente da Ponte e di una poiana (Buteo buteo) giunta dalla zona di Ponte Valentino a pochi chilometri da Benevento, ambedue consegnate da cittadini agli attivisti della LIPU.
Particolarmente grave era la beccaccia che purtroppo è morta poche ore dopo la sua consegna ai volontari della LIPU; l’uccello è stato visitato da un veterinario dell’ASL di Benevento il quale ha affermato che la sua morte è stata causata dalle brutte ferite procurategli da un’arma da fuoco. Quanto accaduto è di enorme gravità visto che seppur la beccaccia è una specie cacciabile per la Legge n.157 del 1992, per la stessa legge non è consentito sparargli in questo periodo poiché la stagione della caccia in Italia finisce il 31 gennaio.
Per gli altri tre uccelli è riuscito invece il trasferimento presso il Centro Recupero che la LIPU gestisce a Casacalenda, in provincia di Campobasso. Tali spostamenti sono stati curati con estrema perizia da Franco D’Ambrosio, responsabile del settore Recupero Fauna Selvatica in difficoltà della sezione beneventana della LIPU.
Sulle problematiche inerenti il recupero degli animali feriti interviene Marcello Stefanucci, responsabile della sezione LIPU della provincia di Benevento, che dichiara: “Nonostante abbiamo dovuto ridurre, per mancanza di fondi, il numero di recuperi di animali feriti, questa attività ci impegna ancora molto. Se da un lato abbiamo volontari locali disponibili e competenti nel prelevare gli animali e a trasferirli al nostro Centro Recupero a Casacalenda, dall’altro ci sono alti costi di trasporto che la sezione beneventana della LIPU non riesce più a sostenere; di questo passo saremo costretti a porre fine definitivamente a tale importante servizio pubblico. Abbiamo registrato nei mesi scorsi l’interesse dell’Assessore provinciale alle Politiche Ambientali e alle Aree Protette, Gianluca Aceto, a risolvere questa annosa mancanza da parte dell’Ente Provincia, speriamo che presto si concretizzino le sue buone intenzioni considerando non solo l’impegno profuso della sezione LIPU di Benevento ma anche quanto sta facendo e ha fatto il Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU di Casacalenda per tutti gli animali feriti arrivati dalla nostra provincia negli ultimi 7 anni.”

Benevento, 15 aprile 2009
Sezione LIPU di Benevento

la civetta ferita - marzo 2009

la civetta ferita - marzo 2009

gheppio maschio ferito - marzo 2009

gheppio maschio ferito - marzo 2009

beccaccia sparata

beccaccia sparata

poiana fetita - aprile 2009

poiana fetita - aprile 2009