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EUROBIRDWATCH 2018

OASI LIPU “ZONE UMIDE BENEVENTANE”

domenica 7 ottobre 2018

Birdwatching in città

Martin pescatore fotografato a marzo 2018 sulle rive del fiume Calore al rione Ponticelli a Benevento (foto di Marcello Stefanucci)

In occasione dell’annuale evento “Eurobirdwatch” indetto da BirdLife International, organizzazione non governativa sorta per la protezione degli uccelli e dei loro habitat che riunisce le più importanti associazioni di protezione degli uccelli dei vari Paesi del Mondo, la Sezione LIPU di Benevento organizza “Birdwatching in città” che si svolgerà in prossimità del tratto cittadino dell’Oasi Zone Umide Beneventane. Questa area di protezione, dove la caccia è inibita in quasi 900 ettari di territorio che si snodano lungo 18 km di fiume Calore partendo dalle piane fluviali a monte di Benevento nelle vicinanze del Cimitero comunale sino a giungere alcuni km a valle del centro abitato in c.da Scafa, è stata istituita dalla Provincia di Benevento ed è gestita dalla LIPU. Oltre però alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche che conservano le aree fluviali intorno alla città, particolarmente interessanti sono anche i tratti cittadini del fiume Calore dove è possibile osservare diverse specie di uccelli acquatici oltre a numerose specie di uccelli dell’ordine dei Passeriformi. L’intento della Sezione LIPU di Benevento è proprio quello di catalizzare l’attenzione sul grande patrimonio di biodiversità che i corsi d’acqua che attraversano la città rappresentano imparando ad osservarli e a rispettarli per la vita che ospitano.

Airone cenerino fotografato nell’ansa di Ponticelli-Pezzapiana lungo il fiume Calore. (foto di Marta Kocsis)

La passeggiata avrà una lunghezza di quasi 5,5 km che per buona parte si snoderà in città per poi avere termine nella penisola fluviale di Cellarulo nella quale si percorreranno dei sentieri creati dalla LIPU tra la vegetazione fluviale, senza però causare disturbo agli uccelli, sino ad arrivare al punto di confluenza tra i fiumi Sabato e Calore.

Percorso Eurobirdwatch 2018 a Benevento

PROGRAMMA

ORE 15.15 raduno dei partecipanti alla passeggiata naturalistica in via del Cimitero nel quartiere Ponticelli

ORE 15.30 osservazione delle specie di uccelli presenti nell’ansa del fiume Calore a Ponticelli con binocoli e cannocchiale messo a disposizione dalla Sezione LIPU di Benevento

ORE 16.45 inizio passeggiata sul lungofiume dal rione Ponticelli con osservazione dei resti del ponte romano su cui transitava la via Appia Trainea

ORE 17.15 osservazione specie di uccelli presenti lungo il fiume Calore dal Ponte Vanvitelli

ORE 17.45 ingresso nell’area naturalistica di contrada Cellarulo

ORE 18.00 visita al Ponte Fratto, resti di un ponte romano presenti a c.da Cellarulo

ORE 18.20 arrivo al punto di confluenza dei fiumi Sabato e Calore

ORE 18.30 termine passeggiata naturalistica ai margini di c.da Cellarulo, dove un’autovettura staffetta trasferirà gli autisti delle auto dei partecipanti alla passeggiata al punto di partenza

E’ possibile partecipare anche in bicicletta rispettando i punti di sosta e di osservazione ornitologica che la Sezione LIPU di Benevento ha previsto lungo il percorso.

Si consiglia di munirsi di scarpe adatte sia a camminare su superfici pavimentate sia lungo sentieri che si snodano nella vegetazione. Inoltre sarebbe opportuno portare una borraccia con l’acqua da bere ed un impermeabile con cappuccio da utilizzare in caso di pioggia.

E’ prevista un’offerta di 2 € per i non soci LIPU, mentre per i soci e attivisti LIPU non è previsto alcun contributo.

Per informazioni è possibile chiamare il 338 2036978

Cormorano fotografato lungo il tratto cittadino del fiume Sabato poco prima della confluenza nel Calore (foto di Marcello Stefanucci)

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Pappagalli lungo il fiume Calore a Benevento

Articolo pubblicato su “il Mattino” l’1 dicembre 2017

Nitticora intrappolata in una lenza da pesca soccorsa dalla LIPU

Nitticora intrappolata da una lenza utilizzata per la pesca e abbandonata su un ramo nel fiume Sabato a Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

Nitticora intrappolata da una lenza utilizzata per la pesca e abbandonata su un ramo nel fiume Sabato a Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

La nitticora soccorsa dalla LIPU. (foto di Stefano Solinas)

La nitticora soccorsa dalla LIPU. (foto di Stefano Solinas)

La LIPU soccorre nel fiume Sabato una nitticora

rimasta impigliata in una lenza da pesca

Spettacolare e complicato salvataggio da parte dei volontari della LIPU beneventana di un uccello

della famiglia degli aironi nel tratto cittadino del Sabato

Uno splendido esemplare di nitticora (Nycticorax nycticorax), uccello della famiglia degli aironi, è rimasto impigliato in una lenza utilizzata per la pesca nel tratto cittadino del fiume Sabato a Benevento. L’uccello che sorvolava probabilmente il fiume quasi a pelo d’acqua ha impattato il filo di nylon della lenza che pendeva, con tanto di amo, da un ramo. La nitticora è rimasta appesa per un’ala con il corpo nell’acqua per diverse ore sino a quando Gianmario Colucci, un giovane che abita in via Torre della Catena, non si è accorto dell’accaduto. Immediatamente il giovane ha contattato la Sezione locale della LIPU che è prontamente intervenuta. Sul posto è giunto prima il delegato della LIPU beneventana, Marcello Stefanucci, quindi un altro volontario dell’Associazione, Stefano Solinas, i quali hanno dovuto compiere un complicato recupero, visto che l’animale era imprigionato a 4-5 metri dalla riva perché la lenza pendeva da un ramo che si protendeva nel fiume. L’intervento di salvataggio si è svolto sulla riva opposta a quella di via Torre della Catena in località S. Clementina, dove, dopo aver provato più volte, senza riuscirci, a sfilare la lenza con uno spezzone di canna recuperata sul posto, si è dovuto procedere al taglio del ramo. Grazie a questa azione i due volontari della LIPU hanno potuto tirare il grande uccello acquatico verso riva, nonostante questa fosse molto fangosa tanto da complicare ulteriormente l’operazione di recupero. Successivamente i due volontari della LIPU hanno spezzato la parte terminale del ramo e portando l’animale tra le braccia hanno risalito difficilmente la riva fluviale sino alla sommità della scarpata spondale.

Nel pomeriggio lo stesso delegato della LIPU beneventana e un’altra volontaria dell’Associazione, Marta Kocsis, hanno trasferito la sfortunata nitticora al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’ASL n.1 Napoli-Centro. Qui l’animale è stato accolto dalla veterinaria dott.ssa Loredana Rampa, preavvertita dal dott. Luigi De Luca Bossa dell’arrivo della LIPU. Al momento del passaggio di consegne l’uccello acquatico aveva ambedue le ali danneggiate perché mentre quella sinistra era ferita per la presenza dell’amo conficcato nella carne, quella destra era rovinata viste le diverse ore passate nell’acqua e i danneggiamenti causati dagli artigli delle zampe della stessa nitticora che disperatamente cercava di liberarsi. Al CRAS la nitticora verrà curata per essere presto, si spera, rimessa in libertà lungo i fiumi beneventani.

Il responsabile della LIPU di Benevento, Marcello Stefanucci, ha dichiarato sull’accaduto: “Questo recupero dimostra quello che noi della LIPU sosteniamo da più di un decennio, ed io personalmente da 25 anni, ossia che i fiumi che attraversano la città di Benevento sono scrigni di naturalità, vegetale e animale, – nonostante gli scarichi fognari la cui azione negativa è contenuta dalla fitodepurazione naturale che eseguono i corsi d’acqua grazie alla vegetazione presente sulle loro rive – con un potenziale molto alto di biodiversità, la quale però viene mortificata da opere di manutenzione idraulica poco o per niente qualificate oltre che da infrastrutture e insediamenti urbani invasivi. Per quanto riguarda la nitticora è qualche anno che notiamo durante la stagione della nidificazione la presenza lungo il tratto cittadino del fiume Sabato di alcuni esemplari di questa specie della famiglia degli Ardeidi; inoltre l’uccello ferito che abbiamo salvato aveva due lunghe piume bianche pendenti dal capo che gli esemplari di nitticora in riproduzione hanno nella stagione primaverile e circa 100 metri più a monte del luogo del salvataggio abbiamo avvistato un altro uccello di questa specie con le stesse caratteristiche del piumaggio. Tutto ciò fa supporre che esemplari di nitticora – uccello protetto, dalla Legge nazionale n.157/1992, dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e dalla Convenzione internazionale di Berna – nidifichino nel tratto urbano del fiume Sabato.”

In più il delegato della LIPU denuncia: “La nitticora è rimasta impigliata in una lenza utilizzata per la pesca che era stata abbandonata da un pescatore. Anche per gli amanti della pesca, come per tante altre categorie, ci sono coloro che osservano le regole avendo, ad esempio, regolare licenza per svolgere l’attività e che rispettano la natura, ma ce ne sono altri che vanno a pesca in maniera improvvisata non lasciando l’ambiente dove hanno espletato il loro esercizio sportivo così come l’avevano trovato. Infatti non è raro trovare sulle rive dei fiumi i contenitori di plastica delle esche vive utilizzate, le bottiglie di plastica dell’acqua bevuta e anche, come nel nostro caso, lenze con tanto di amo frutto di sfortunati tentativi di pesca. D’ora in poi chiederemo alle Forze dell’Ordine di effettuare controlli continuativi sui pescatori che frequentano i nostri fiumi per evitare che si ripetano situazioni tipo quella che ha visto coinvolta la nitticora che abbiamo salvato con l’importante supporto di un giovane sensibile alle tematiche ambientali, il quale dopo averci avvertito è stato con noi sino a quando non è dovuto andare via per raggiungere il posto di lavoro.”

Benevento, 21 giugno 2016

LIPU – Sezione di Benevento

 

Il punto lungo il fiume Sabato a Benevento dove la nitticora è rimasta intrappolata: di fronte si vede l'area di S. Clementina e in primo piano l'argine in cemento alle spalle degli edifici prospettanti su via Torre della Catena. (foto di M. Stefanucci)

Il punto lungo il fiume Sabato a Benevento dove la nitticora è rimasta intrappolata: di fronte si vede l’area di S. Clementina e in primo piano l’argine in cemento alle spalle degli edifici compresi tra via Torre della Catena e il fiume. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora appesa per un'ala nel fiume Sabato. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora appesa per un’ala nel fiume Sabato. (foto di M. Stefanucci)

 

La nitticora, uccello della famiglia degli aironi (Ardeidi), intrapolato da una lenza per la pesca, si è girato più volte nel tentativo di liberarsi da solo, senza riuscirci. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora, uccello della famiglia degli aironi (Ardeidi), si è girata più volte nel tentativo di liberarsi da sola dalla lenza che l’aveva intrappolata, senza purtroppo riuscirci. (foto di M. Stefanucci)

La bella nitticora in difficoltà, questa volta ripresa dalla sponda di S. Clementina. (foto di M. Stefanucci)

La bella nitticora in difficoltà, questa volta ripresa dalla sponda di S. Clementina. (foto di M. Stefanucci)

Da questa foto si può notare come la nitticora in forte difficoltà si aggrappi con le zampe all'ala destra che è nell'acqua. (foto di Stefano Solinas)

Da questa foto si può notare come la nitticora in forte difficoltà si aggrappi con le zampe all’ala destra che è nell’acqua. (foto di Stefano Solinas)

Particolare dell'ala della nitticora con il piombino di una lenza utilizzata per la pesca, poco sopra all'amo (che non si vede perchè conficcato nell'ala dell'animale). (foto di Stefano Solinas)

Particolare dell’ala della nitticora con il piombino di una lenza utilizzata per la pesca, poco sopra all’amo (che non si vede perchè conficcato nell’ala dell’animale). (foto di Stefano Solinas)

Il filo di nylon della lenza da pesca appeso al ramo che si protendeva per 4-5 metri nel fiume Sabato. (foto S. Solinas)

Il filo di nylon della lenza da pesca appeso al ramo che si protendeva per 4-5 metri nel fiume Sabato. (foto S. Solinas)

Il volontario della LIPU beneventana Stefano Solinas mentre sega il ramo da cui pende la lenza da pesca che ha intrappolato la sfortunata nitticora. (foto di M. Stefanucci)

Il volontario della LIPU beneventana Stefano Solinas mentre sega il ramo da cui pende la lenza da pesca che ha intrappolato la sfortunata nitticora. (foto di M. Stefanucci)

L'altro volontario della LIPU, Marcello Stefanucci, mentre cerca di tirare a riva la nitticora utilizzando lo stesso ramo a cui era appesa. (foto di Stefano Solinas)

L’altro volontario della LIPU, Marcello Stefanucci, mentre cerca di portare a riva la nitticora utilizzando lo stesso ramo a cui era appesa. (foto di Stefano Solinas)

L'operazione di recupero dell'uccello ferito è resa particolarmente difficoltosa dalla riva del fiume resa fangosa dalle pioggie dei giorni immediatamente precedenti a quello in cui si è effettuato il soccorso. (foto di S. Solinas)

L’operazione di recupero dell’uccello ferito è resa particolarmente difficoltosa dalla riva del fiume resa fangosa dalle pioggie dei giorni immediatamente precedenti a quello in cui si è effettuato il soccorso. (foto di S. Solinas)

Il volontario della LIPU avvicina sempre più alla riva la nitticora ferita. (foto di S. Solinas)

Il volontario della LIPU avvicina sempre più alla riva la nitticora ferita. (foto di S. Solinas)

Il momento in cui il volontario della LIPU spezza la punta del ramo con la lenza per poter meglio prendere la sfortunata nitticora. (foto di S. Solinas)

Il momento in cui il volontario della LIPU spezza la punta del ramo con la lenza per poter meglio prendere la sfortunata nitticora. (foto di S. Solinas)

La nitticora ferita viene quindi tirata fuori dall'acqua del fiume. (foto di S. Solinas)

La nitticora ferita viene quindi tirata fuori dall’acqua del fiume. (foto di S. Solinas)

La nitticora finalmente tra le mani dei volontari della LIPU che la trasferiranno in breve tempo al CRAS dell'ASL n.1 a Napoli. (foto di S. Solinas)

La nitticora finalmente tra le mani dei volontari della LIPU che la trasferiranno in breve tempo al CRAS dell’ASL n.1 a Napoli. (foto di S. Solinas)

 

Salvataggio di un gruccione nell’Oasi

Il gruccione trovato ferito nell'Oasi da un abitante di Pantano e trasportato dalla LIPU al Centro Recupero dell'ASL n.1 Napoli-Centro

Gruccione trovato ferito nell’Oasi “Zone Umide Beneventane” da un abitante di Pantano e trasportato dalla LIPU al Centro Recupero dell’ASL n.1 Napoli-Centro. (foto di Marcello Stefanucci)

Un esemplare di gruccione, tra i più colorati uccelli d’Europa, trovato ferito a Pantano nell’Oasi del fiume Calore e trasferito al Centro Recupero a Napoli

dai volontari della LIPU beneventana

Oasi del fiume Calore:

Gruccione ferito salvato da un abitante di Pantano e dalla LIPU

I volontari della Sezione LIPU di Benevento hanno trasportato un esemplare di gruccione (Merops apiaster) al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’ASL n.1 Napoli-Centro. L’uccello si era ferito volando a bassa quota e sbattendo vicino ad un filo in contrada Pantano, alle porte di Benevento. L’animale è stato quindi raccolto da un abitante della zona, Angelo Dell’Oste, il quale coscienziosamente ha fatto alcune telefonate per fare in modo che il gruccione fosse curato. La LIPU, che gestisce l’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane” di cui fa parte anche gran parte della zona di Pantano, ha mostrato la sua disponibilità a prelevare l’animale e a trasportarlo al CRAS dell’ASL a Napoli. Una staffetta di volontari, che ha visto il delegato della LIPU del Sannio Beneventano, Marcello Stefanucci, raggiungere San Salvatore Telesino e consegnare il gruccione ferito ad un’ala ad un altro volontario della LIPU, Martino Ugo Izzo, già delegato LIPU per 10 anni tra gli Anni ’80 e ’90, ha fatto sì che l’animale fosse trasportato al centro recupero a Napoli.

Il gruccione è una specie faunistica rigorosamente protetta dalla “Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa” di Berna del 1979 e quindi è anche protetto dalla Legge nazionale n.157 del 1992.

L’esemplare di gruccione ritrovato dimostra ancora una volta la ricchezza faunistica di Pantano e delle aree, anche collinari, circostanti il fiume Calore, dove è stata riscontrata la nidificazione di alcune decine di esemplari di questa specie.

Il gruccione è un uccello variopinto, dai colori vivaci, con un becco lungo e appuntito, anche se un po’ ricurvo, estremamente forte che gli serve per catturare le prede e per scavare gallerie nelle pareti di terra dove nidifica. Questo volatile sverna nell’Africa centrale ed effettua un grande viaggio migratorio per venire a nidificare in Europa (ma si riproduce anche nell’Africa settentrionale). Il suo cibo preferito sono vespe, calabroni, bombi e api, ma mangia anche altri insetti che si librano nell’aria catturandoli in volo.

Benevento, 31 maggio 2016

LIPU – Sezione di Benevento

Ancora una foto del gruccione ferito prima del trasferimento al CRAS dell'ASL 1 a Napoli. Sono evidenti i colori vivaci di quest'uccello che sverna in Africa e torna a primavera in Europa per nidificare.

Ancora una foto del gruccione ferito prima del trasferimento al CRAS dell’ASL 1 a Napoli. Sono evidenti i colori vivaci di quest’uccello che sverna in Africa e torna a primavera in Europa per nidificare.

Galleria

(Anche) questi uccelli puoi vedere nell’Oasi Zone umide beneventane

Questa galleria contiene 59 immagini.

Le foto pubblicate sono state scattate dalla zoologa Marta Kocsis nell’Oasi “Zone Umide Beneventane”.

LIBERAZIONE DI UN RICCIO NELL’OASI DELLE “ZONE UMIDE BENEVENTANE”

Uno sventurato riccio riacquista la libertà grazie alla LIPU

La LIPU libera un riccio nell’Oasi delle Zone Umide Beneventane

I volontari della sezione LIPU di Benevento liberano un esemplare di riccio (Erinaceus europaeus) nell’Oasi delle “Zone Umide Beneventane”.

L’animale era stato azzannato da un cane in un giardino del circondario beneventano e grazie al tempestivo intervento di una volontaria della LIPU, Maria Di Giovanni, è stato salvato. Il riccio quindi è stato soccorso e successivamente tenuto sotto osservazione per alcuni giorni, anche per seguire la sua ripresa dallo shock avuto per l’impatto con il cane che lo avrebbe potuto uccidere senza l’intervento della volontaria della LIPU.

Quando si è reputato che il riccio fosse pronto per ritornare in natura i volontari della LIPU, insieme al delegato della sezione LIPU di Benevento, Marcello Stefanucci, hanno pensato di liberarlo in un’area protetta e la scelta è ricaduta sull’Oasi delle Zone Umide Beneventane che si trova in prossimità della città di Benevento.

Quest’Oasi di protezione abbraccia più di 15 km di fiume Calore e i territori limitrofi, e nei suoi 853,72 ettari di estensione comprende anche territori collinari in cui dominano gli alberi di quercia. Proprio in un bosco di querce inframmezzato di radure, habitat ideale per il riccio, si è pensato di rilasciare lo sventurato animale. Quindi un gruppo di volontari della LIPU, più alcuni intervenuti all’evento, hanno liberato il riccio in queste giornate primaverili piovose, ma non fredde, anche perché in tali circostanze può facilmente trovare cibo come le chiocciole di cui sono golosi i ricci.

Benevento, 1 aprile 2013                                          

LIPU – sezione di Benevento

Lo sventurato riccio, che sta per riacquistare la libertà grazie alla LIPU, si è messo in posizione di difesa appallottolandosi. (foto di LIVIA SORECA)

Lo sventurato riccio, che sta per riacquistare la libertà grazie alla LIPU, si è messo in posizione di difesa appallottolandosi. (foto di LIVIA SORECA)

Volontario della LIPU che sta per liberare il riccio. (foto di LIVIA SORECA)

Volontario della LIPU che sta per liberare il riccio. (foto di LIVIA SORECA)

Il riccio sta per essere liberato. (foto di LIVIA SORECA)

Il riccio sta per essere liberato. (foto di LIVIA SORECA)

Il riccio una volta liberato si allontana dal gruppo di intervenuti all'evento nonostante il tempo piovoso. (foto di LIVIA SORECA)

Il riccio una volta liberato si allontana dal gruppo di intervenuti all’evento nonostante il tempo piovoso. (foto di LIVIA SORECA)

Il riccio liberato. (foto di LIVIA SORECA)

Il riccio liberato. (foto di LIVIA SORECA)

Il riccio liberato dalla LIPU dopo la disavventura si arrampica sul pendio del bosco di querce sito su un rilievo collinare nell'Oasi delle "Zone Umide Beneventane". (foto di LIVIA SORECA)

Il riccio liberato dalla LIPU dopo la disavventura si arrampica sul pendio del bosco di querce sito su un rilievo collinare nell’Oasi delle “Zone Umide Beneventane”. (foto di LIVIA SORECA)

La LIPU soccorre un gheppio proveniente dal comune di Benevento e un allocco ritrovato nel centro di Arpaise


La LIPU salva altri due uccelli: in 8 anni sono più di 400 gli animali soccorsi.

Il responsabile provinciale della LIPU: “E’ giunta l’ora di una maggiore considerazione da parte degli uffici competenti della Provincia di Benevento”

La LIPU del Sannio Beneventano è stata protagonista nell’arco di pochi giorni del salvataggio di altri due uccelli in difficoltà. Stavolta si è trattato di un gheppio (Falco tinnunculus), proveniente da contrada Epitaffio nel comune di Benevento che aveva una vistosa ferita sul dorso, e di un allocco (Strix aluco), rinvenuto fortemente debilitato nel centro abitato di Arpaise.

La sensibilità e l’attenzione verso la fauna selvatica delle persone che hanno ritrovato questi animali in difficoltà hanno fatto in modo che si mettessero immediatamente in contatto con il delegato LIPU di Benevento, il quale si è preoccupato di organizzare il loro trasporto a Centri Recupero qualificati. Successivamente, quindi, alcuni volontari della LIPU beneventana hanno trasferito il gheppio al Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU a Casacalenda, in provincia di Campobasso, e l’allocco al Centro Recupero e Riabilitazione della Fauna Selvatica, gestito dall’Associazione Studi Naturalistici – onlus in collaborazione con la Comunità Montana Terminio-Cervialto, a Nusco e Montella in provincia di Avellino.

Dall’inizio dell’anno sono già 5 gli animali selvatici arrivati presso la sezione LIPU di Benevento facendo presagire per quest’anno un numero di soccorsi simile a quello dell’anno scorso. Nel 2010, infatti, i volontari della LIPU beneventana hanno trasferito 50 animali feriti o in difficoltà provenienti dal territorio provinciale di Benevento (più una ventina arrivati da altre province della Campania) al Centro Recupero LIPU a Casacalenda, e altri due al Centro Recupero curato dall’associazione Studi Naturalistici a Montella-Nusco.

A questo proposito il delegato LIPU per la provincia di Benevento, Marcello Stefanucci, sottolinea: “Negli ultimi 8 anni sono più di 400 gli animali selvatici soccorsi dalla sezione LIPU di Benevento facendo diventare la nostra Associazione un punto di riferimento irrinunciabile per questo tipo di attività in provincia di Benevento. In questo periodo si sta concretizzando per la LIPU un modesto (se confrontato con la notevole mole di lavoro sviluppato) aiuto economico dalla Provincia di Benevento, voluto in particolare dall’assessore Gianluca Aceto consapevole delle meritevoli azioni della LIPU. Nonostante ciò, però, abbiamo appurato che tale attività che conduce la LIPU non è riconosciuta nella misura in cui merita da coloro che hanno la responsabilità del settore tecnico della Provincia che al momento è competente per la fauna selvatica; le difficoltà fatteci e i dissidi avuti negli ultimi 8 anni lo dimostrano ampiamente.”

 

Benevento, 27 febbraio 2011

LIPU – sezione di Benevento



Anche nel nuovo anno la LIPU beneventana è in prima linea per il salvataggio degli animali selvatici

Tre animali salvati in due settimane dalla LIPU beneventana

Una poiana, un gufo e un gheppio provenienti da varie località in provincia di Benevento trasferiti ai centri recupero

Nell’arco di due settimane i volontari della LIPU della provincia di Benevento sono stati protagonisti del salvataggio di tre uccelli selvatici feriti. Si tratta di una poiana (Buteo buteo) proveniente da Faicchio, di un gufo comune (Asio otus) ritrovato a Torrecuso e di un gheppio (Falco tinnunculus) che si trovava nel territorio di Ceppaloni.
La poiana e il gheppio sono stati consegnati al delegato della LIPU per la provincia di Benevento, Marcello Stefanucci – dopo che dei cittadini li avevano ritrovati – dal Corpo Forestale dello Stato, rispettivamente dal Comando Stazione di S. Agata de’ Goti e dal Comando Stazione di S. Giovanni (Ceppaloni). Si è confermata così in provincia di Benevento l’ottima collaborazione tra LIPU e Corpo Forestale dello Stato nel soccorrere la fauna selvatica in difficoltà. Il gufo è stato invece trasportato direttamente a Benevento, presso la sede LIPU, da un abitante di Torrecuso che lo aveva ritrovato ferito gravemente ad un’ala alle porte di questo centro ricadente nel Parco Regionale del Taburno-Camposauro.
In seguito cinque volontari della LIPU beneventana sono stati impegnati, in tre viaggi, a trasferire gli animali ai due Centri Recupero più vicini a Benevento: la poiana e il gheppio sono stati ricoverati presso il Centro Recupero Fauna Selvatica (CRFS) che la LIPU gestisce a Casacalenda in provincia di Campobasso, mentre il gufo è stato consegnato al Centro Recupero e Riabilitazione della Fauna Selvatica, gestito dall’Associazione Studi Naturalistici – onlus nei locali della Comunità Montana Terminio-Cervialto a Nusco e Montella in provincia di Avellino.
I responsabili dei due Centri, Angela Damiano per il CRFS LIPU di Casacalenda e Mario Kalby per il Centro Recupero di Nusco e Montella, viste le serie ferite riportate dagli animali che hanno ricoverato si sono mostrati pessimisti rispetto al loro totale recupero. Sembra addirittura che le condizioni fisiche del gheppio ritrovato nella valle del Sabato, nel comune di Ceppaloni, si siano aggravate a causa di una detenzione illegale dell’animale per più di due settimane, cosa riscontrabile dall’analisi della frattura e dal deterioramento del piumaggio. Ora chi abbia causato tale ulteriore danno a questo uccello rapace lo dovrà accertare il Corpo Forestale dello Stato a cui la LIPU beneventana, a seguito del referto definitivo del veterinario, rivolgerà una denuncia contro ignoti per difendere un principio fondante della maggiore legge che tutela la fauna selvatica. Infatti il comma 1 dell’articolo 1 della Legge n.157/92 recita: “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”.

Benevento, 6 febbraio 2011
LIPU – sezione di Benevento

 

 

 

I RECUPERI DI FAUNA SELVATICA IN DIFFICOLTA’ O FERITA

La LIPU di Benevento in un solo giorno trasferisce 7 uccelli in difficoltà al Centro Recupero

5 piccoli di picchio rosso maggiore caduti dal nido, 1 gheppio e 1 gruccione feriti sono stati tratti in salvo dai volontari della LIPU

Ancora i volontari della sezione LIPU beneventana protagonisti nel salvataggio di animali in difficoltà e feriti. Questa volta si tratta di cinque giovani esemplari di picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) caduti dal nido in un bosco nel comune di Tocco Caudio nel Parco Regionale del Taburno Camposauro, che un sensibile abitante della zona ha consegnato alla LIPU, di un gheppio (Falco tinnunculus) proveniente da Montesarchio, trasportato alla sede LIPU a Benevento dal Corpo Forestale dello Stato, e di un gruccione (Merops apiaster) investito da un’auto a Foglianise che un altro sensibile cittadino ha affidato alla LIPU del Sannio Beneventano.

L’eccezionalità è che queste richieste di soccorso sono arrivate tutte nello stesso giorno, ma in ore diverse il che ha sottoposto i volontari della LIPU di Benevento ad un grande sforzo per salvare questi animali in difficoltà. Tre attivisti della sezione locale: Tommaso Repola, Fernando Tresca e Marcello Stefanucci sono stati impegnati alternativamente nei trasporti della fauna in difficoltà. Circa 550 km con l’auto sono stati percorsi dai volontari della LIPU di Benevento per salvare questi animali iniziando dalla mattina presto quando uno di loro è stato a Tocco Caudio per prelevare i giovani picchi trovati in un bosco da Donato Lombardi e Francesco Tontoli. Alle 10.30 del mattino un altro volontario LIPU è partito alla volta del Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU a Casacalenda, in provincia di Campobasso nel Sannio Molisano, per ricoverare i cinque piccoli uccelli sfortunati. Infine nel tardo pomeriggio, con ritorno in serata, altri due volontari hanno trasferito allo stesso Centro Recupero: il gruccione che è stato recuperato a Foglianise ed ha visto l’interessamento di Saverio Santamaria e dei suoi colleghi del Deposito Locomotive a Benevento per l’affidamento alla LIPU; il gheppio che una staffetta tra i Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Montesarchio e di Benevento ha fatto sì che fosse consegnato ai volontari della LIPU.

Al Centro Recupero LIPU a Casacalenda la responsabile, Angela Damiano, ha ricoverato tutti questi animali con grande professionalità e disponibilità andando, come spesso capita, anche oltre gli orari di lavoro previsti.

Il delegato LIPU di Benevento così si esprime su questi recuperi: “In questo periodo siamo costretti ad un super-lavoro per quanto riguarda il recupero di fauna selvatica perché agli animali feriti che normalmente arrivano per cause dovute soprattutto ad interferenze antropiche si aggiungono i nidiacei visto che questa è la stagione della nidificazione degli uccelli. Spero che il servizio pubblico che garantiamo sia riconosciuto dagli Enti Pubblici territoriali e che ci aiutino anche economicamente perché sino ad ora stiamo provvedendo solo con le risorse private dei nostri attivisti essendo state prosciugate le casse della sezione locale a causa di questa attività. Allo stesso tempo non va dimenticato il grande sforzo economico che sostiene il nostro Centro Recupero a Casacalenda ricoverando circa 100 animali all’anno dalla provincia di Benevento”.

Benevento, 26 maggio 2010
LIPU – sezione di Benevento

Il gruccione, uno degli uccelli più colorati d'Europa, ritrovato a Foglianise e trasferito dalla LIPU-Benevento al Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU a Casacalenda, in provincia di Campobasso nel Sannio Molisano

I 5 giovani esemplari di picchio rosso maggiore ritrovati in un bosco a Tocco Caudio e trasferiti dai volontari della LIPU Beneventana al CRFS LIPU a Casacalenda

I 5 giovani picchi caduti dal nido a Tocco Caudio nel Parco Regionale Taburno Camposauro

Il gheppio maschio che, ritrovato ferito ad un'ala nel territorio di Montesarchio, è stato trasferito dalla LIPU beneventana al CRFS LIPU a Casacalenda (Cb)

In questa foto del gruccione, ritrovato a Foglianise e trasferito al CRFS LIPU a Casacalenda, si nota la ferita dell'ala per l'impatto con un'auto

LE GRU IN MIGRAZIONE SI FERMANO A C.DA PANTANO PRESSO BENEVENTO

La piana fluviale di Pantano nelle immediate vicinanze della città di Benevento; cerchiato di rosso è la zona dove il 19 dicembre 2009 si sono fermate circa 500 gru in migrazione (cliccare sulla foto per ingrandirla); foto di Marcello Stefanucci

Le gru nella piana di Pantano formata dal fiume Calore; foto scattata dalla collina della Gran Potenza (foto di M. Stefanucci)

Gruppi di gru (cerchiati di rosso) nel cielo sopra la piana di Pantano (foto M. Stefanucci)

Le gru fotografate sopra la collina della Gran Potenza mentre iniziavano la planata verso la piana di Pantano (foto M. Stefanucci)

Quando quel 19 dicembre del 2009 alcuni volontari della LIPU si trovavano sulla collina della Gran Potenza oltre ad avvistare moltissime gru hanno potuto sentire chiaramente il loro caratteristico verso in un concerto composto da centinaia di individui

Centinaia di gru volano sulle teste dei volontari della LIPU sulla collina della Gran Potenza prima di planare verso la piana fluviale di Pantano (foto M. Stefanucci)

Cerchiati di rosso i folti gruppi di gru nella piana di Pantano; la foto è stata scattata a Pantano (foto di Serena Iele)

Uno stormo di gru in volo giunge alla piana di Pantano da un'altra direzione volando sopra la collina di S. Vitale all'opposto della collina della Gran Potenza (foto di Serena Iele)

Gru in volo sopra la collina di S. Vitale in prossimità della piana di Pantano (foto di Serena Iele)

Gru in volo sopra la collina di S. Vitale (foto di Serena Iele)

La caratteristica formazione a "V" del volo delle gru (foto di Serena Iele)

Nella foto di Serena Iele si vedono altre gru in volo; si trovano tra la collina di S. Vitale e la piana di Pantano dove si poseranno

Ancora uno stormo di gru che volano nella formazione a "V" (foto di Serena Iele)

Gli stormi di gru che giungono alla piana di Pantano si intensificano, alla fine saranno circa 500 esemplari a sostare nell'area fluviale presso Benevento (foto di serena Iele)

Le gru nella piana di Pantano, diverse decine sono ancora posate a terra altre hanno già preso il volo (foto di Serena Iele)

Centinaia di gru si alzano in volo dalla piana di Pantano alle porte di Benevento (foto di Serena Iele)

Lo spettacolo delle gru che si alzano in volo che emettono il loro verso in centinaia di "voci" è stato un evento naturale di grande importanza per Benevento (foto di Serena Iele)

Pantano avvolta dal volo delle gru (foto di Serena Iele)

Le centinaia di gru si stagliano nitide sullo sfondo del plumbeo cielo sopra la piana di Pantano (foto di Serena Iele)

La "nuvola" di gru nel cielo sopra Pantano (foto di Serena Iele)

La volontaria della LIPU Serena Iele documenta tutte le fasi della sosta delle gru nella piana di Pantano

Oramai le gru sono pronte per lasciare il punto di sosta di Pantano e continuare il loro viaggio di migrazione (foto di Serena Iele)

Le gru in volo verso la costa tirrenica documentate dalla foto del dott. Antonio Mariano

Le gru in volo sulla Valle Caudina quello stesso 19 dicembre 2009 (foto di Antonio Mariano)

Il dott. Antonio Mariano, appassionato di ornitologia, il 19 dicembre 2009 ha seguito il volo delle gru da Benevento a Napoli documentandolo con queste affascinanti foto

Gru in volo sopra la Valle Caudina (foto di Antonio Mariano)