Nitticora intrappolata in una lenza da pesca soccorsa dalla LIPU

Nitticora intrappolata da una lenza utilizzata per la pesca e abbandonata su un ramo nel fiume Sabato a Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

Nitticora intrappolata da una lenza utilizzata per la pesca e abbandonata su un ramo nel fiume Sabato a Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

La nitticora soccorsa dalla LIPU. (foto di Stefano Solinas)

La nitticora soccorsa dalla LIPU. (foto di Stefano Solinas)

La LIPU soccorre nel fiume Sabato una nitticora

rimasta impigliata in una lenza da pesca

Spettacolare e complicato salvataggio da parte dei volontari della LIPU beneventana di un uccello

della famiglia degli aironi nel tratto cittadino del Sabato

Uno splendido esemplare di nitticora (Nycticorax nycticorax), uccello della famiglia degli aironi, è rimasto impigliato in una lenza utilizzata per la pesca nel tratto cittadino del fiume Sabato a Benevento. L’uccello che sorvolava probabilmente il fiume quasi a pelo d’acqua ha impattato il filo di nylon della lenza che pendeva, con tanto di amo, da un ramo. La nitticora è rimasta appesa per un’ala con il corpo nell’acqua per diverse ore sino a quando Gianmario Colucci, un giovane che abita in via Torre della Catena, non si è accorto dell’accaduto. Immediatamente il giovane ha contattato la Sezione locale della LIPU che è prontamente intervenuta. Sul posto è giunto prima il delegato della LIPU beneventana, Marcello Stefanucci, quindi un altro volontario dell’Associazione, Stefano Solinas, i quali hanno dovuto compiere un complicato recupero, visto che l’animale era imprigionato a 4-5 metri dalla riva perché la lenza pendeva da un ramo che si protendeva nel fiume. L’intervento di salvataggio si è svolto sulla riva opposta a quella di via Torre della Catena in località S. Clementina, dove, dopo aver provato più volte, senza riuscirci, a sfilare la lenza con uno spezzone di canna recuperata sul posto, si è dovuto procedere al taglio del ramo. Grazie a questa azione i due volontari della LIPU hanno potuto tirare il grande uccello acquatico verso riva, nonostante questa fosse molto fangosa tanto da complicare ulteriormente l’operazione di recupero. Successivamente i due volontari della LIPU hanno spezzato la parte terminale del ramo e portando l’animale tra le braccia hanno risalito difficilmente la riva fluviale sino alla sommità della scarpata spondale.

Nel pomeriggio lo stesso delegato della LIPU beneventana e un’altra volontaria dell’Associazione, Marta Kocsis, hanno trasferito la sfortunata nitticora al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’ASL n.1 Napoli-Centro. Qui l’animale è stato accolto dalla veterinaria dott.ssa Loredana Rampa, preavvertita dal dott. Luigi De Luca Bossa dell’arrivo della LIPU. Al momento del passaggio di consegne l’uccello acquatico aveva ambedue le ali danneggiate perché mentre quella sinistra era ferita per la presenza dell’amo conficcato nella carne, quella destra era rovinata viste le diverse ore passate nell’acqua e i danneggiamenti causati dagli artigli delle zampe della stessa nitticora che disperatamente cercava di liberarsi. Al CRAS la nitticora verrà curata per essere presto, si spera, rimessa in libertà lungo i fiumi beneventani.

Il responsabile della LIPU di Benevento, Marcello Stefanucci, ha dichiarato sull’accaduto: “Questo recupero dimostra quello che noi della LIPU sosteniamo da più di un decennio, ed io personalmente da 25 anni, ossia che i fiumi che attraversano la città di Benevento sono scrigni di naturalità, vegetale e animale, – nonostante gli scarichi fognari la cui azione negativa è contenuta dalla fitodepurazione naturale che eseguono i corsi d’acqua grazie alla vegetazione presente sulle loro rive – con un potenziale molto alto di biodiversità, la quale però viene mortificata da opere di manutenzione idraulica poco o per niente qualificate oltre che da infrastrutture e insediamenti urbani invasivi. Per quanto riguarda la nitticora è qualche anno che notiamo durante la stagione della nidificazione la presenza lungo il tratto cittadino del fiume Sabato di alcuni esemplari di questa specie della famiglia degli Ardeidi; inoltre l’uccello ferito che abbiamo salvato aveva due lunghe piume bianche pendenti dal capo che gli esemplari di nitticora in riproduzione hanno nella stagione primaverile e circa 100 metri più a monte del luogo del salvataggio abbiamo avvistato un altro uccello di questa specie con le stesse caratteristiche del piumaggio. Tutto ciò fa supporre che esemplari di nitticora – uccello protetto, dalla Legge nazionale n.157/1992, dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e dalla Convenzione internazionale di Berna – nidifichino nel tratto urbano del fiume Sabato.”

In più il delegato della LIPU denuncia: “La nitticora è rimasta impigliata in una lenza utilizzata per la pesca che era stata abbandonata da un pescatore. Anche per gli amanti della pesca, come per tante altre categorie, ci sono coloro che osservano le regole avendo, ad esempio, regolare licenza per svolgere l’attività e che rispettano la natura, ma ce ne sono altri che vanno a pesca in maniera improvvisata non lasciando l’ambiente dove hanno espletato il loro esercizio sportivo così come l’avevano trovato. Infatti non è raro trovare sulle rive dei fiumi i contenitori di plastica delle esche vive utilizzate, le bottiglie di plastica dell’acqua bevuta e anche, come nel nostro caso, lenze con tanto di amo frutto di sfortunati tentativi di pesca. D’ora in poi chiederemo alle Forze dell’Ordine di effettuare controlli continuativi sui pescatori che frequentano i nostri fiumi per evitare che si ripetano situazioni tipo quella che ha visto coinvolta la nitticora che abbiamo salvato con l’importante supporto di un giovane sensibile alle tematiche ambientali, il quale dopo averci avvertito è stato con noi sino a quando non è dovuto andare via per raggiungere il posto di lavoro.”

Benevento, 21 giugno 2016

LIPU – Sezione di Benevento

 

Il punto lungo il fiume Sabato a Benevento dove la nitticora è rimasta intrappolata: di fronte si vede l'area di S. Clementina e in primo piano l'argine in cemento alle spalle degli edifici prospettanti su via Torre della Catena. (foto di M. Stefanucci)

Il punto lungo il fiume Sabato a Benevento dove la nitticora è rimasta intrappolata: di fronte si vede l’area di S. Clementina e in primo piano l’argine in cemento alle spalle degli edifici compresi tra via Torre della Catena e il fiume. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora appesa per un'ala nel fiume Sabato. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora appesa per un’ala nel fiume Sabato. (foto di M. Stefanucci)

 

La nitticora, uccello della famiglia degli aironi (Ardeidi), intrapolato da una lenza per la pesca, si è girato più volte nel tentativo di liberarsi da solo, senza riuscirci. (foto di M. Stefanucci)

La nitticora, uccello della famiglia degli aironi (Ardeidi), si è girata più volte nel tentativo di liberarsi da sola dalla lenza che l’aveva intrappolata, senza purtroppo riuscirci. (foto di M. Stefanucci)

La bella nitticora in difficoltà, questa volta ripresa dalla sponda di S. Clementina. (foto di M. Stefanucci)

La bella nitticora in difficoltà, questa volta ripresa dalla sponda di S. Clementina. (foto di M. Stefanucci)

Da questa foto si può notare come la nitticora in forte difficoltà si aggrappi con le zampe all'ala destra che è nell'acqua. (foto di Stefano Solinas)

Da questa foto si può notare come la nitticora in forte difficoltà si aggrappi con le zampe all’ala destra che è nell’acqua. (foto di Stefano Solinas)

Particolare dell'ala della nitticora con il piombino di una lenza utilizzata per la pesca, poco sopra all'amo (che non si vede perchè conficcato nell'ala dell'animale). (foto di Stefano Solinas)

Particolare dell’ala della nitticora con il piombino di una lenza utilizzata per la pesca, poco sopra all’amo (che non si vede perchè conficcato nell’ala dell’animale). (foto di Stefano Solinas)

Il filo di nylon della lenza da pesca appeso al ramo che si protendeva per 4-5 metri nel fiume Sabato. (foto S. Solinas)

Il filo di nylon della lenza da pesca appeso al ramo che si protendeva per 4-5 metri nel fiume Sabato. (foto S. Solinas)

Il volontario della LIPU beneventana Stefano Solinas mentre sega il ramo da cui pende la lenza da pesca che ha intrappolato la sfortunata nitticora. (foto di M. Stefanucci)

Il volontario della LIPU beneventana Stefano Solinas mentre sega il ramo da cui pende la lenza da pesca che ha intrappolato la sfortunata nitticora. (foto di M. Stefanucci)

L'altro volontario della LIPU, Marcello Stefanucci, mentre cerca di tirare a riva la nitticora utilizzando lo stesso ramo a cui era appesa. (foto di Stefano Solinas)

L’altro volontario della LIPU, Marcello Stefanucci, mentre cerca di portare a riva la nitticora utilizzando lo stesso ramo a cui era appesa. (foto di Stefano Solinas)

L'operazione di recupero dell'uccello ferito è resa particolarmente difficoltosa dalla riva del fiume resa fangosa dalle pioggie dei giorni immediatamente precedenti a quello in cui si è effettuato il soccorso. (foto di S. Solinas)

L’operazione di recupero dell’uccello ferito è resa particolarmente difficoltosa dalla riva del fiume resa fangosa dalle pioggie dei giorni immediatamente precedenti a quello in cui si è effettuato il soccorso. (foto di S. Solinas)

Il volontario della LIPU avvicina sempre più alla riva la nitticora ferita. (foto di S. Solinas)

Il volontario della LIPU avvicina sempre più alla riva la nitticora ferita. (foto di S. Solinas)

Il momento in cui il volontario della LIPU spezza la punta del ramo con la lenza per poter meglio prendere la sfortunata nitticora. (foto di S. Solinas)

Il momento in cui il volontario della LIPU spezza la punta del ramo con la lenza per poter meglio prendere la sfortunata nitticora. (foto di S. Solinas)

La nitticora ferita viene quindi tirata fuori dall'acqua del fiume. (foto di S. Solinas)

La nitticora ferita viene quindi tirata fuori dall’acqua del fiume. (foto di S. Solinas)

La nitticora finalmente tra le mani dei volontari della LIPU che la trasferiranno in breve tempo al CRAS dell'ASL n.1 a Napoli. (foto di S. Solinas)

La nitticora finalmente tra le mani dei volontari della LIPU che la trasferiranno in breve tempo al CRAS dell’ASL n.1 a Napoli. (foto di S. Solinas)

 

Salvataggio di un gruccione nell’Oasi

Il gruccione trovato ferito nell'Oasi da un abitante di Pantano e trasportato dalla LIPU al Centro Recupero dell'ASL n.1 Napoli-Centro

Gruccione trovato ferito nell’Oasi “Zone Umide Beneventane” da un abitante di Pantano e trasportato dalla LIPU al Centro Recupero dell’ASL n.1 Napoli-Centro. (foto di Marcello Stefanucci)

Un esemplare di gruccione, tra i più colorati uccelli d’Europa, trovato ferito a Pantano nell’Oasi del fiume Calore e trasferito al Centro Recupero a Napoli

dai volontari della LIPU beneventana

Oasi del fiume Calore:

Gruccione ferito salvato da un abitante di Pantano e dalla LIPU

I volontari della Sezione LIPU di Benevento hanno trasportato un esemplare di gruccione (Merops apiaster) al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’ASL n.1 Napoli-Centro. L’uccello si era ferito volando a bassa quota e sbattendo vicino ad un filo in contrada Pantano, alle porte di Benevento. L’animale è stato quindi raccolto da un abitante della zona, Angelo Dell’Oste, il quale coscienziosamente ha fatto alcune telefonate per fare in modo che il gruccione fosse curato. La LIPU, che gestisce l’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane” di cui fa parte anche gran parte della zona di Pantano, ha mostrato la sua disponibilità a prelevare l’animale e a trasportarlo al CRAS dell’ASL a Napoli. Una staffetta di volontari, che ha visto il delegato della LIPU del Sannio Beneventano, Marcello Stefanucci, raggiungere San Salvatore Telesino e consegnare il gruccione ferito ad un’ala ad un altro volontario della LIPU, Martino Ugo Izzo, già delegato LIPU per 10 anni tra gli Anni ’80 e ’90, ha fatto sì che l’animale fosse trasportato al centro recupero a Napoli.

Il gruccione è una specie faunistica rigorosamente protetta dalla “Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa” di Berna del 1979 e quindi è anche protetto dalla Legge nazionale n.157 del 1992.

L’esemplare di gruccione ritrovato dimostra ancora una volta la ricchezza faunistica di Pantano e delle aree, anche collinari, circostanti il fiume Calore, dove è stata riscontrata la nidificazione di alcune decine di esemplari di questa specie.

Il gruccione è un uccello variopinto, dai colori vivaci, con un becco lungo e appuntito, anche se un po’ ricurvo, estremamente forte che gli serve per catturare le prede e per scavare gallerie nelle pareti di terra dove nidifica. Questo volatile sverna nell’Africa centrale ed effettua un grande viaggio migratorio per venire a nidificare in Europa (ma si riproduce anche nell’Africa settentrionale). Il suo cibo preferito sono vespe, calabroni, bombi e api, ma mangia anche altri insetti che si librano nell’aria catturandoli in volo.

Benevento, 31 maggio 2016

LIPU – Sezione di Benevento

Ancora una foto del gruccione ferito prima del trasferimento al CRAS dell'ASL 1 a Napoli. Sono evidenti i colori vivaci di quest'uccello che sverna in Africa e torna a primavera in Europa per nidificare.

Ancora una foto del gruccione ferito prima del trasferimento al CRAS dell’ASL 1 a Napoli. Sono evidenti i colori vivaci di quest’uccello che sverna in Africa e torna a primavera in Europa per nidificare.

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Nell’Oasi con la Fattoria “la Cinta” e altre associazioni

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STOP alle TRIVELLAZIONI PETROLIFERE

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Comunicato Stampa

FERMIAMO LE TRIVELLE E SALVAGUARDIAMO I NOSTRI MARI

Lipu: Votare “SI” al referendum del 17 aprile

La Lipu del Sannio Benevento invita i cittadini a votare “SI” al referendum di domenica 17 aprile, questo affinché si possa fissare una scadenza verso i permessi già rilasciati alle attività petrolifere ricadenti entro le 12 miglia marine dalle coste italiane. Questo referendum abrogativo promosso da nove regioni italiane è un importante strumento democratico che tutti i cittadini hanno per preservare i nostri mari da possibili disastri ambientali, con gravissimi danni anche per l’economia visto che ne soffrirebbero il turismo e la pesca, e per dare un forte segnale al Governo per cambiare la politica energetica del Paese che non deve più essere fondata principalmente sull’utilizzo di energia prodotta da combustibili fossili. Inoltre un’eventuale vittoria del “SI” non farebbe perdere nessun posto di lavoro, in quanto le trivellazioni terminerebbero solo alla naturale scadenza delle concessioni, così da poter indirizzare in modo progressivo verso altri impieghi, possibilmente nello stesso campo energetico, operai e tecnici che sono attualmente impegnati nell’estrazione del petrolio dai nostri mari.

Proprio il mare rappresenta per l’Italia, che ha un notevole sviluppo della linea costiera (circa 7.500 km), una fonte energetica rinnovabile visto che le nuove tecnologie stanno mettendo a punto sistemi di sfruttamento del moto ondoso per produrre energia. Attualmente alcune Università italiane in accordo con l’ENEA stanno studiando come sfruttare e rendere appetibile commercialmente anche in Italia, come già avviene in Australia, Portogallo, Scozia, questa enorme fonte di energia pulita.

Occorre quindi puntare decisamente sulle fonti energetiche rinnovabili, in particolare il fotovoltaico (preferendo quelle installazioni che non consumano suolo agricolo) dove l’Italia anche per l’ubicazione geografica è il secondo produttore mondiale, così come la geotermia che può essere sfruttata per la produzione di energia elettrica da immettere nella rete nazionale oppure, attraverso il teleriscaldamento, per riscaldare direttamente abitazioni, scuole, uffici, ospedali ed altri edifici pubblici e privati.

La Lipu del Sannio Beneventano sostiene che la produzione di energia da fonti rinnovabili, al pari del risparmio energetico da ottenere in particolare, ma non solo, con interventi di efficientamento energetico degli edifici, sia la strada giusta per ridurre le emissioni di CO2 e contrastare i cambiamenti climatici, mantenendo nello stesso tempo una posizione critica sulle speculazioni che a volte determinano una crescita indiscriminata di impianti che non tengono conto delle caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche dei territori in cui vengono installati, come sta avvenendo per le torri eoliche.

Benevento 14 aprile 2016

Lipu – Sezione di Benevento

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EUROBIRDWATCH 2015 con la LIPU di Benevento

OASI “Zone Umide Beneventane”

 

Domenica 4 ottobre 2015

BIG DAY LIPU – EUROBIRDWACH 2015

 

Il grande viaggio degli uccelli: l’importanza delle confluenze fluviali presso Benevento per la migrazione

 

La Sezione LIPU di Benevento, nell’ambito delle attività di sensibilizzazione ambientale e valorizzazione del territorio svolte dalla LIPU all’interno della collaborazione con la Provincia di Benevento per la gestione dell’Oasi “Zone Umide Beneventane”, organizza una passeggiata nella natura illustrando le caratteristiche naturalistiche di fiumi e torrenti presso Benevento.

I corsi d’acqua che attraversano il territorio comunale di Benevento e le loro confluenze rappresentano importanti corridoi ecologici grazie ai quali un gran numero di uccelli migrano ogni anno tra i siti di riproduzione e quelli di svernamento. La LIPU illustrerà il fenomeno della migrazione e spiegherà quali specie di uccelli è possibile avvistare in questo periodo lungo i corsi d’acqua beneventani. Il tutto avverrà durante una passeggiata nell’oasi che porterà i visitatori a godere di uno splendido punto panoramico sino ad arrivare in riva al fiume Calore, dove sarà possibile fare giochi sulla migrazione con i bambini.

Il raduno è per le ore 15.00 nel parcheggio della Rotonda dei Pentri, al disotto della statua a San Pio da Pietrelcina, alle spalle della Stazione centrale di Benevento. Si prevede che l’evento avrà termine alle ore 18 circa.

Per informazioni rivolgersi ai seguenti numeri telefonici: 338 2036978; 331 2723395; 346 2273411; 334 7082590 oppure scrivere all’indirizzo e-mail: lipusannio@gmail.com

Manifestazione contro l’invasione eolica del Sannio

I popoli appenninici dellAlto Sannio

decisi a fermare laggressione al territorio dalle multinazionali delleolico

occupano simbolicamente il regio tratturo Pescasseroli Candela

4 5 e 6 Settembre 2015

Localita‘ “ Piana Maselli ” – Santa Croce del Sannio (BN)

Se il progetto “eolico” andasse in porto tra il Matese Sud-Orientale, la Valle del Tammaro e in Val Fortore avremo la più grande centrale eolica del mondo. Una centrale che ingrasserà le multinazionali dell’energia ed impoverirà territori e popolazioni rurali.

Bisogna fermare questa devastazione.

Per questo motivo abbiamo deciso di occupare simbolicamente il Regio Tratturo “Pescasseroli – Candela”,

all’altezza di Santa Croce del Sannio, per dimostrare che le popolazioni rurali, che da millenni cura questa terra e

questo antica autostrada della transumanza, non accettano questo esproprio forzato del proprio territorio.

Nella tre giorni di presidio permanente discuteremo e parleremo insieme agli abitanti delle contrade, gli

agricoltori, gli allevatori che si stanno battendo contro gli impianti eolici.

Programma:

Venerdì 4 settembre:

· Ore 9,00 Accoglienza presso la piazza di Santa Croce del Sannio dove sarà allestito un gazebo che

darà informazioni e presterà assistenza agli “occupanti” ed ai visitatori.

· Installazione del campo;

· Ore 18,00 – Discussioni sulle questione eolica

· Ore 20,00 – Cena con prodotti tipici del Tratturo. Chiunque può venire a cenare con noi offrendo un

piccolo contributo

· ore 22,00 suoni e balli intorno al fuoco

Sabato 5 settembre

· Presidio del Regio Tratturo.

· Ore 15,00 Visita alle aziende agricole che operano sul territorio del Regio Tratturo e raccoglieremo

le impressioni e sarà dedicato all’accoglienza al campo di chiunque volesse venire ad incontrarci a cui

spiegheremo le nostre ragioni e le nostre motivazioni del perchè siamo contro all’eolico.

· ore 18,00 Assemblea – con proiezione di documentari, discussione ed elaborazione di un documento

degli occupanti da inoltrare alla Regione Campania

· ore 20,00 Cena con prodotti tipici del Tratturo. Chiunque può venire a cenare con noi offrendo un

piccolo contributo

· ore 22,00 suoni e balli intorno al fuoco

Domenica 6 settembre

Escursione lungo il Regio Tratturo. Il percorso è di circa 16 chilometri

Ore 9,00 Partenza

Ore 12,00 Consumazione del pranzo a sacco ;

Ore 15,00 circa arrivo al Presidio;

Ore 16,00 Smontaggio campeggio.

Per informazioni: Pino 388 8937544 – Simona 334 2119955 – Domenico 347 7772046

COMUNICATO STAMPA

Occupazione pacifica del Regio Tratturo “Pescasseroli –Candela” per dire no all’eolico nell’Alto Sannio.

Saturata quasi interamente l’area delle alture fortorine, le richieste di autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici interessano sempre più spesso l’area dal Matese Sud-Orientale, fino ai rilievi dell’alto Tammaro ed al confine regionale con Molise e Puglia.

Sui comuni del Matese Sud-Orientale, sulla valle del Tammaro e sulla valle del Fortore, già abbondantemente degradata da installazioni di migliaia di pale eoliche, sono arrivate, in Regione Campania, richieste per la realizzazione di impianti eolici che risulteranno devastanti per l’economia locale tradizionale (allevamenti, pascoli e produzioni biologiche e coltivazioni di qualità) e per gli habitat prioritari tutelati dalla Comunità Europea.

Gli impianti eolici autorizzati o che hanno già ricevuto la Valutazione di Impatto Ambientale, sono 61, per un potenziale nominale di 1.222 MW e un totale di circa 620 macchine eoliche, alte 150 metri, con fondazioni in cemento armato profonde 30 metri che devasteranno oltre che l’ambiente subaereo, anche il sottosuolo, con l’inevitabile inquinamento delle falde acquifere oltre al condizionamento della circolazione sotterranea. Per lo steso territorio sono in attesa di valutazione altri progetti per circa 1.500 pale eoliche.

Insomma un’immensa fabbrica di energia elettrica costruita anche su aree protette come Siti di Interesse Comunitario (n. 3 SIC) e Zone di Protezione Speciale (n. 2 ZPS), che si intersecano con quattro zone SIC del Molise, in prossimità di Parchi Regionali (Parco del Matese) Oasi di Protezione (Oasi di Campolattaro) .

Questa situazione si è resa possibile perché la Regione Campania non si è mai dotata degli strumenti fondamentali per inserire correttamente sul territorio gli impianti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili), compresi gli impianti eolici che hanno un pesante impatto sul territorio.

Non solo la Regione è inadempiente ma ha permesso, con deroghe e sotterfugi, di poter installare impianti eolici anche in aree che in altre regioni sono considerate “non idonee”.

Non avendo programmato, né razionalizzato, né individuato i siti non idonei, di fatto ha reso disponibile ogni sito, anche quelli tutelati dalla Comunità Europea di “Rete Natura 2000” come le aree ZPS e aree SIC ed habitat prioritari.

La Regione Campania prima di attivare le procedure di valutazione e autorizzazione degli impianti eolici avrebbe dovuto legiferare adottando il piano Energetico Regionale, adeguarsi alle Linee Guida nazionali di cui al D.M. 10/09/2010, individuare i Siti Non Idonei. Solo con questi strumenti sarebbe stata in grado di inserire correttamente e civilmente gli impianti eolici nel contesto territoriale.

Invece ha selvaggiamente autorizzato impianti eolici che sarebbero stati bocciati nelle regioni che si sono adeguate alle leggi nazionali.

La Regione Campania, in questa “ostinata” mancata applicazione di leggi e regolamenti, è riuscita ad autorizzate impianti eolici in modo indiscriminato sull’alto Sannio beneventano ed irpino: ma non solo, ha anche arrogantemente autorizzato molti progetti, in dispregio dei diritti delle regioni confinanti.

Infatti sono stati autorizzati sette impianti eolici in aree contermini con la regione Molise ed uno, San Bartolomeo in Galdo, in aree contermini con la Regione Puglia, senza che queste regioni fossero state mai convocate in Conferenza dei Servizi, anche se la legge prevede che le regioni confinanti debbano essere convocate in presenza di impianti eolici progettati ad una distanza inferiore a 50 volte l’altezza di una macchina eolica.

Questo la dice lunga su come è stata gestita la “partita eolica” in Regione Campania.

Lo stesso è accaduto quando ci si è trovati di fronte alla valutazione di impianti ricadenti in aree contermini con siti archeologici o naturalistici di particolare pregi come il Regio Tratturo, cosa che prevede la presenza “fisica”, in Conferenza dei Servizi, di funzionari del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali. Anche in questo la Regione Campania ha autorizzato senza tener conto delle disposizioni di legge.

Queste sono solo alcune delle motivazioni per cui chiediamo al Presidente della regione Campania, dott. Vincenzo De Luca, l’annullamento in autotutela di tutte le autorizzazioni concesse dalla precedente amministrazione regionale guidata da Stefano Caldoro, per garantire i diritti delle popolazioni dell’Alto Sannio beneventano ed irpino e per i diritti negati alle regioni confinanti.

Per questo motivo e per rafforzare e supportare questa richiesta, già inoltrata al Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, nei giorni 4-5 e 6 settembre occuperemo simbolicamente un tratto del Regio Tratturo “Pescasseroli-Candela” all’altezza di Santa Croce del Sannio. Nei tre giorni di presidio permanente saremo a disposizione di chiunque volesse venire ad incontrarci per spiegare le nostre ragioni. Riteniamo che l’eolico non sia la strada giusta per migliorare le condizioni delle popolazioni dell’Alto Sannio. Anzi, riteniamo che sia un’operazione economico-speculativa ad esclusivo vantaggio delle società eoliche, mentre le popolazioni vedranno il proprio territorio, le risorse naturali, i prati, i pascoli, l’allevamento in altura, la pastorizia, le colture biologiche, le produzioni di qualità, le attività economiche, l’agriturismo, le produzioni artigianali, irrimediabilmente devastate. Noi questo non lo vogliamo, poiché il destino del territorio lo deve decidere chi il territorio lo vive quotidianamente, cercando il più possibile di rispettare la legge e il prossimo.

Benevento, 1 settembre 2015

Per il Fronte Sannita per la Difesa della Montagna

Giuseppe Fappiano

3° appuntamento con “Passeggiate nell’Oasi”

Sentiero che dal centro storico di Castelpoto scende a valle; sullo sfondo si scorge il fiume Calore. (foto di M. Stefanucci)

Sentiero che dal centro storico di Castelpoto scende a valle; sullo sfondo al centro della foto si scorge il fiume Calore, mentre sulla destra si intravede un tratto della pista ciclopedonale “Paesaggi sanniti” che collega c.da Pantano con l’ex Stazione di Vitulano/Foglianise. (foto di M. Stefanucci)

Tra storia e natura da Castelpoto al torrente Ienga

Passeggiate nell’Oasi, attività di sensibilizzazione ambientale e valorizzazione del territorio svolta dalla LIPU all’interno della collaborazione con la Provincia di Benevento per la gestione dell’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane”, approda a Castelpoto.

La passeggiata di domenica prossima si intitola Tra storia e natura da Castelpoto al torrente Ienga poiché prevede inizialmente la visita di parte del centro storico di Castelpoto guidata dal prof. Antonio Mancini, studioso di storia locale che ha dato il suo contributo a tanti convegni e pubblicazioni sulla storia di Castelpoto. In seguito saranno percorsi due sentieri panoramici, uno che si affaccia sulla valle del fiume Calore e un altro che fronteggia il Massiccio del Taburno-Camposauro, che condurranno i visitatori sulle rive del torrente Ienga, corso d’acqua che ancora conserva valori naturalistici interessanti, tra cui spicca la presenza del granchio di fiume.

L’appuntamento è quindi per domenica 28 giugno con raduno alle ore 17.30 nel parcheggio della Rotonda dei Pentri, al disotto della statua dedicata a San Pio da Pietrelcina, alle spalle della Stazione centrale di Benevento. Successivamente alle ore 17.45 con le proprie autovetture o con quelle di altri partecipanti all’iniziativa si raggiungerà il luogo di inizio della passeggiata, nella piazza principale di Castelpoto dove si trova anche il Comune. Alle 18.15 ci si muoverà a piedi per la visita al centro storico di Castelpoto.

Per i non iscritti alla LIPU si chiede di sostenere le attività dell’associazione, impegnata su vari fronti ambientalisti per la tutela degli uccelli, dell’ambiente e conseguentemente anche della salute dei cittadini, con un’offerta libera di 2 € per gli adulti e di 1 € per i bambini.

Per ulteriori informazioni telefonare ad uno dei seguenti numeri: 338 2036978; 346 2273411; 334 7082590; 320 2469495; oppure scrivere a lipusannio@gmail.com .

Benevento, 24 giugno 2015

LIPU – Sezione di Benevento

Castelpoto: un momento dell'escursione organizzata dalla Sezione LIPU di Benevento il 1° maggio 2013. (foto M. Stefanucci)

Castelpoto: un momento dell’escursione organizzata dalla Sezione LIPU di Benevento – in collaborazione con il Comune, la Pro Loco e la Protezione Civile di Castelpoto – il 1° maggio 2013. (foto M. Stefanucci)

Sulla riva del torrente Ienga: escursione LIPU del 1° maggio 2013 da Castelpoto al torrente Ienga. (foto M. Stefanucci)

Sulla riva del torrente Ienga: escursione LIPU del 1° maggio 2013 da Castelpoto al torrente Ienga. (foto M. Stefanucci)

Il prof. Antonio Mancini mentre illustra le caratteristiche del centro storico di Castelpoto ai partecipanti di "Passeggiate nell'Oasi"  1° edizione - 2014 (foto M. Stefanucci)

Il prof. Antonio Mancini mentre illustra le caratteristiche del centro storico di Castelpoto ai partecipanti di “Passeggiate nell’Oasi” 1° edizione – 2014 (foto M. Stefanucci)

Il presidente della Pro Loco di Castelpoto, Paolo Spagnuolo (a dx), a fianco dell'appassionato fotografo Camillo Fragnito (a sx) durante l'appuntamento castelpotano della 1° edizione di "Passeggiate nell'Oasi" (foto M. Stefanucci)

Il presidente della Pro Loco di Castelpoto, Paolo Spagnuolo (a dx), a fianco dell’appassionato fotografo Camillo Fragnito (a sx) durante l’appuntamento castelpotano della 1° edizione di “Passeggiate nell’Oasi” (foto M. Stefanucci)

Un momento della passeggiata dell'anno scorso tenutasi a Castelpoto. (foto M. Stefanucci)

Un momento della passeggiata dell’anno scorso tenutasi a Castelpoto. (foto M. Stefanucci)

2° appuntamento con “Passeggiate nell’Oasi” 2° edizione

La civetta, uno degli abitanti notturni dell'Oasi "Zone Umide Beneventane" gestita dalla LIPU. (foto archivio Sezione LIPU provincia di Benevento)

La civetta, uno degli abitanti notturni dell’Oasi “Zone Umide Beneventane” gestita dalla LIPU. (foto archivio Sezione LIPU provincia di Benevento)

Passeggiata notturna nell’Oasi

Domenica sera, 21 giugno 2015, si terrà il 2° appuntamento di Passeggiate nell’Oasi, attività di sensibilizzazione ambientale e valorizzazione del territorio svolta dalla LIPU all’interno della collaborazione con la Provincia di Benevento per la gestione dell’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane”.

La serata verterà in una passeggiata lungo la pista ciclopedonale “Paesaggi sanniti”, realizzata dalla Provincia di Benevento meno di 10 anni fa tra contrada Pantano e l’ex Stazione di Vitulano/Foglianise, lungo la valle del fiume Calore nei confini del territorio comunale di Benevento. In particolare la passeggiata si terrà in contrada S. Angelo a Piesco in un tratto compreso tra il km 4 e il km 5 della pista in un’area dove l’inquinamento luminoso è quasi nullo.

Durante la passeggiata verranno illustrati gli animali attivi di notte che vivono nell’Oasi e sarà possibile ascoltare le “voci” della natura in un’area dove anche l’inquinamento acustico è praticamente nullo. Inoltre ci si soffermerà su alcune piante, tra alberi e cespugli, presenti lungo il percorso “ascoltando” le storie che raccontano.

La passeggiata si terrà su terreno completamente pianeggiante su fondo asfaltato, quello della pista ciclopedonale, e durerà circa 1 ora in tutto, tra andata e ritorno.

Si consiglia di munirsi di una felpa e/o di una leggera giacca a vento visto che fuori città e in vicinanza del fiume si percepisce maggiormente l’umidità.

L’appuntamento è quindi per domenica 21 giugno: raduno alle ore 20.30 nel parcheggio della Rotonda dei Pentri, al disotto della statua dedicata a San Pio da Pietrelcina, alle spalle della Stazione centrale di Benevento; partenza alle ore 20.45 con le proprie autovetture o con quelle di altri partecipanti all’iniziativa per raggiungere il luogo di inizio della passeggiata lungo la pista ciclopedonale che attraversa l’Oasi di protezione.

Per i non iscritti alla LIPU si chiede di sostenere le attività dell’associazione, impegnata su vari fronti ambientalisti per la tutela degli uccelli, dell’ambiente e conseguentemente anche della salute dei cittadini, con un’offerta libera di 2 € per gli adulti e di 1 € per i bambini.

Per ulteriori informazioni telefonare ad uno dei seguenti numeri: 338 2036978; 331 2723395; 334 7082590; 320 2469495; oppure scrivere a lipusannio@gmail.com.

Benevento, 18 giugno 2015

LIPU – Sezione di Benevento

L'assiolo, un altro rapace notturno presente nell'Oasi "Zone Umide Beneventane", ma solo tra marzo e settembre, perché poi va a svernare a sud del Sahara, anche se degli esemplari possono svernare in Spagna meridionale, in Grecia o in Sicilia. (foto archivio Sezione LIPU prov. di Benevento)

L’assiolo, un altro rapace notturno presente nell’Oasi “Zone Umide Beneventane”, ma solo tra marzo e settembre, perché poi va a svernare a sud del Sahara, anche se degli esemplari possono trascorrere l’inverno in Spagna meridionale, in Grecia o in Sicilia. (foto archivio Sezione LIPU provincia di Benevento)

“Passeggiate nell’Oasi” 2° edizione

Vista di una buona parte dell'Oasi "Zone Umide Beneventane" dall'altura denominata Monte S. Angelo. (foto di M. Stefanucci)

Vista di una buona parte dell’Oasi “Zone Umide Beneventane” dall’altura denominata Monte S. Angelo. (foto di M. Stefanucci)

Domenica mattina ci sarà il 1° appuntamento della

2° edizione di “Passeggiate nell’Oasi” organizzate dalla LIPU

Paesaggio e natura sull’altura di Monte S. Angelo tra le rovine longobarde che dominano la Valle del Calore

Domenica 7 giugno 2015 si inaugura la 2° edizione di Passeggiate nell’Oasi, attività di sensibilizzazione ambientale e valorizzazione del territorio svolta dalla LIPU all’interno della collaborazione con la Provincia di Benevento per la gestione dell’Oasi “Zone Umide Beneventane”.

L’Oasi di protezione, nella quale vige il divieto di caccia, si sviluppa lungo circa 15 km di fiume Calore a monte, a valle e all’interno della città di Benevento, comprendendo inoltre una confluenza fluviale e alcune torrentizie. Nei confini dell’Oasi vi sono, però, anche ambienti collinari, di cui il più significativo è Monte S. Angelo, in località S. Angelo a Piesco. Infatti su quest’altura di roccia calcarea, quasi a picco sul fiume, sono presenti alcune piante tipiche della macchia mediterranea, tra cui il lentisco, la ginestrella comune, la ginestra odorosa, il pungitopo. In più su questa collina si potranno osservare i resti di un edificio di epoca longobarda di tipo religioso, ma probabilmente anche con carattere difensivo, a controllo della valle del Calore e della Via Latina, il cui percorso sicuramente veniva sfruttato pure in epoca medievale.

Il percorso, dopo aver camminato per quasi 2 km sulla pianeggiante pista ciclopedonale “Paesaggi sanniti” osservando le piante che la caratterizzano, prevede una puntata al fiume dove all’ombra di salici e pioppi si potrà apprezzare il lento scorrere delle acque del Calore che in questo periodo ha ancora una buona portata. In seguito partendo da quota 100 mt. sulla riva del fiume si sale sin sulla cima della collina denominata Monte S. Angelo a quota 207 metri s.l.m., grazie ad un comodo sentiero sterrato, da dove si potrà godere di uno splendido panorama su buona parte dell’Oasi con da un lato i monti della Dormiente del Sannio e le colline che la contornano e dall’altra la piana alluvionale di Pantano con il bosco igrofilo di Serretelle e la città di Benevento sullo sfondo. Successivamente si raggiungerà il punto di partenza percorrendo a piedi altri 1.600 metri, praticamente tutti in discesa, su una strada carrabile asfaltata, ma a bassissimo, quasi nullo, flusso di traffico veicolare, lungo la quale pure si incroceranno elementi di interesse storico oltre ad avere suggestivi scorci paesaggistici.

La passeggiata consiste in definitiva in circa 4,5 km di agevole percorso che si può coprire normalmente, senza soste, in poco più di 1 ora, ma poiché presenta diversi punti d’interesse naturalistico, paesaggistico e storico, si prevede una percorrenza di 2 ore.

Alla fine della passeggiata, attesa intorno alle ore 12.00, l’Azienda Agricola “La Carrucola”, sita in contrada Pantano in piena Oasi, proporrà una degustazione di prodotti a chilometro zero. Con la piacevole compagnia della titolare Anna Russo, di suo marito Daniele Izzo e dei loro due figli sarà possibile gustare qualche buon prodotto del loro forno innaffiato da un buon vino locale e conversare delle produzioni agricole naturali della loro azienda.

L’appuntamento è quindi per domenica 7 giugno alle ore 9.30 con raduno nel parcheggio della Rotonda dei Pentri, al disotto della statua a San Pio da Pietrelcina, alle spalle della Stazione centrale di Benevento. Alle 9.45 si lascerà il luogo del raduno e con le autovetture si raggiungerà la località di partenza della passeggiata, in contrada Pantano al km 0,500 della pista ciclo-pedonale “Paesaggi sanniti”, davanti all’Azienda agricola “La Carrucola”. Dalla città è possibile anche raggiungere il luogo di partenza dell’escursione con le biciclette e lasciarle nel recinto de “La Carrucola”. Si prega di essere puntuali.

Si chiede di sostenere le attività dell’associazione, impegnata su vari fronti ambientalisti per la tutela degli uccelli, dell’ambiente e conseguentemente anche della salute dei cittadini, con un’offerta libera di 5 € per gli adulti, comprensiva della degustazione per chi desidera dopo l’escursione provare alcuni dei prodotti genuini dell’azienda agricola “La Carrucola”; per gli iscritti alla LIPU sono sufficienti 3 euro come rimborso per la preparazione dei cibi; per i bambini e i ragazzi non si richiede alcuna offerta.

Si consiglia di munirsi di cappellino per proteggersi dai raggi del sole, di mantellina impermeabile da utilizzare in caso di qualche rovescio piovoso e di portarsi dell’acqua da bere. E’ consigliabile utilizzare scarpe leggere da trekking, ma vanno bene anche le scarpe da ginnastica.

Per ulteriori informazioni telefonare ad uno dei seguenti numeri: 338 2036978, 331 2723395, 334 7082590, 320 2469495, oppure scrivere a lipusannio@gmail.com .

Benevento, 4 giugno 2015

LIPU – Sezione di Benevento

Fiume Calore ai piedi di Monte S. Angelo nel comune di Benevento. (foto di M. Stefanucci)

Fiume Calore ai piedi di Monte S. Angelo nel comune di Benevento. (foto di M. Stefanucci)

La pista ciclopedonale "Paesaggi sanniti" che sarà percorsa per quasi 2 km prima di salire su Monte S. Angelo a 207 metri s.l.m. (foto di M. Stefanucci)

La pista ciclopedonale “Paesaggi sanniti” che sarà percorsa per quasi 2 km prima di salire su Monte S. Angelo a 207 metri s.l.m. (foto di M. Stefanucci)

Escursione della Sez. LIPU di Benevento che nel 2013 ha percorso il sentiero per e da Monte S. Angelo. (foto di S. Solinas)

Escursione della Sez. LIPU di Benevento che nel 2013 ha percorso il sentiero per e da Monte S. Angelo. (foto di S. Solinas)

Galleria

(Anche) questi uccelli puoi vedere nell’Oasi Zone umide beneventane

Questa galleria contiene 59 immagini.

Le foto pubblicate sono state scattate dalla zoologa Marta Kocsis nell’Oasi “Zone Umide Beneventane”.