La LIPU sannita soccorre 6 uccelli rapaci

In un solo giorno trasferiti al PAV dell’ASL 8 uccelli in difficoltà, di cui sei rapaci: cinque gheppi e un gufo

Quattro giovani gheppi provenienti da Puglianello (foto di Marcello Stefanucci)

I volontari della Lipu sannita ancora in campo per aiutare gli animali selvatici in difficoltà, questa volta ad essere soccorsi sono stati sei uccelli rapaci e due piccoli di altre due specie, tra i rapaci cinque erano esemplari di gheppio (Falco tinnunculus) e uno di gufo comune (Asio otus), in più ad essere aiutati sono stati un rondone (Apus apus) e una ghiandaia (Garrulus glandarius).

Tutti e cinque i gheppi provengono dalla Valle Telesina, quattro di questi uccelli rapaci della famiglia dei Falconidi sono esemplari giovani e sono stati prelevati, su segnalazione del signor Pasquale Di Palma e famiglia, dai volontari della Sezione Lipu di Benevento Fernando Tresca e Marcello Stefanucci a Puglianello, mentre un altro gheppio, ritrovato da Letizia Fasano e Giovanni Onofrio, è stato preso in cura dalla Lipu a Faicchio.

Per quanto riguarda i quattro giovani gheppi di Puglianello, fuoriusciti da uno stesso nido in momenti diversi nell’arco di quarantotto ore, hanno vissuto una brutta esperienza perché si è constatato per alcuni giorni l’assenza certa – al contrario di quanto era avvenuto allo stesso sito di nidificazione negli anni passati – dei genitori che potrebbero essere incorsi in una disavventura e quindi i piccoli affamati si sono visti costretti a lasciare il nido prematuramente. L’altro gheppio è stato ritrovato sulla strada provinciale che collega S. Salvatore Telesino a Faicchio poco prima del ponte sul torrente Titerno che consente di arrivare al centro abitato, questo esemplare aveva le zampe paralizzate, è da vedersi ora quali sono le cause, se per l’impatto con un’auto o altro motivo.

Gheppio proveniente da Faicchio (foto di Marcello Stefanucci)

Il gufo invece è stato affidato ai volontari della Lipu da un abitante di Reino, Mario Petrone, ritrovato anch’esso lungo una strada e quindi probabilmente ferito da un impatto con un’auto.

Gufo comune consegnato ai volontari della Lipu beneventana da un abitante di Reino (foto di M. Stefanucci)

L’intensa giornata di recupero di volatili in difficoltà da parte dei volontari della Lipu del Sannio Beneventano si è conclusa con il soccorso a due esemplari molto giovani di rondone e di ghiandaia fuoriusciti dal nido troppo piccoli per poter sopravvivere.

Giovane ghiandaia dal territorio comunale di S. Giorgio del Sannio (foto M. Stefanucci)
Rondone proveniente dal centro storico di Benevento (foto M. Stefanucci)

Tutti e otto gli animali sono stati trasferiti dai volontari della Lipu presso il Presidio Assistenza Veterinaria (PAV) a S. Giorgio del Sannio, struttura dell’Asl diretta dal veterinario dott. Antonio Facchiano, per poi essere trasportati a loro volta presso il Centro Recupero dell’Asl a Napoli.

Benevento, 4 luglio 2022

LIPU – Sezione di Benevento

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Sei uccelli feriti soccorsi dalla LIPU beneventana

Assiolo ferito ritrovato tra Benevento e S. Nicola Manfredi (foto di M. Stefanucci)

Ultimamente la Sezione Lipu di Benevento ha soccorso sei uccelli in difficoltà. Il primo ad essere attenzionato dai volontari della Lipu beneventana è stato un assiolo (Otus scops) che un cittadino ha trovato in forte difficoltà lungo la strada che collega Benevento con S. Nicola Manfredi pensando di ricoverarlo alla vicina Clinica Veterinaria Sannio, dove gli sono state somministrate le prime cure. Quindi l’animale è stato prelevato dagli attivisti Lipu e trasferito a S. Giorgio del Sannio presso il Presidio Assistenza Veterinaria (PAV) dell’ASL, diretto dal dott. Antonio Facchiano. L’assiolo è un uno dei 5 rapaci notturni presenti nel Sannio Beneventano, ma mentre l’allocco, il gufo, il barbagianni e la civetta sono avvistabili durante tutti i periodi dell’anno, l’assiolo, che è il più piccolo di tutti e si nutre esclusivamente di insetti, è costretto a fine estate-inizio autunno a migrare in Africa a sud del Sahara, anche se la Lipu beneventana ha soccorso negli ultimi anni degli esemplari in difficoltà in pieno inverno, il che dimostra che alcuni assioli provano a svernare nel Sud Italia.

Ghiandaia ritrovata ferita nella valle del S. Nicola a Benevento (foto M. Stefanucci)

Il secondo intervento dei volontari della Lipu ha visto soccorrere una ghiandaia (Garrulus glandarius) ritrovata ferita da una famiglia nella valle del torrente S. Nicola a Benevento. La ghiandaia è un uccello della famiglia dei Corvidi, ma rispetto ad altre specie di questa famiglia, quali la gazza, la cornacchia grigia, la taccola, è meno frequente in ambito urbano e molto presente nelle aree fuori dai centri abitati tra i campi coltivati e le macchie boscate.

Falco Pellegrino ritrovato ferito a Guardia Sanframondi (foto di Marialuisa Pica)

Estremamente significativo è stato il soccorso dato ad un falco pellegrino (Falco peregrinus), rinvenuto ferito nel giardino di un’abitazione nel centro abitato di Guardia Sanframondi e consegnato alle guardie ambientali della Pro Vita Guardiese, ossia al sottotenente Railton Foschini, accompagnato dagli agenti Nazzareno Del Vecchio e Tarquinio Garofano, che successivamente, in una staffetta collaborativa lo hanno affidato al delegato della Sezione Lipu di Benevento, Marcello Stefanucci, il quale prelevandolo a Telese Terme lo ha trasferito presso il PAV dell’Asl a S. Giorgio del Sannio.

Il falco pellegrino trasportato dalle guardie ambientali della Pro Vita Guardiese (foto Pro Vita Guardiese)

Il falco pellegrino è un uccello rapace dalle caratteristiche fisiche inconfondibili, partendo dal cappuccio scuro che caratterizza il suo capo il quale termina con due mustacchi (basettoni scuri ai lati del capo) che, ricordando il copricapo dei pellegrini del Medioevo, gli hanno conferito questo nome. E’ considerato in natura l’animale più veloce visto che raggiunge i 320 km/h quando piomba sulle prede, costituite prevalentemente da altri volatili. Nel Sannio Beneventano è presente e negli ultimi 20 anni diverse volte la Lipu beneventana è intervenuta per prestare soccorso ad esemplari feriti, come quello che fu ritrovato da un giovane ai margini della centro urbano di Benevento, presso il piazzale della stazione ferroviaria del rione Libertà. Quel falco pellegrino era un esemplare che frequentava la città, infatti la Lipu lo ha monitorato nel 2005 verificando la sua presenza per 11 mesi, in particolare il suo posatoio preferito era l’alta antenna del palazzo ex SIP poi Telekom, dove sulla base superiore delle antenne per i telefoni mobili spiumava e mangiava le sue prede, generalmente piccioni. Questo fino a quando non fu impallinato con un fucile da caccia presumibilmente nell’area di S. Clementina che è appena al di là della linea ferroviaria Benevento – Napoli, ai margini della quale fu trovato.

Il delegato della Sezione Lipu di Benevento tra le guardie ambientali della Pro Vita Guardiese preleva il falco pellegrino ferito dal trasportino per metterlo in una scatola di cartone e trasferirlo al PAV dell’Asl a S. Giorgio del Sannio (foto Pro Vita Guardiese)

Altro volatile ad essere recuperato dai volontari della Sezione Lipu di Benevento è stato un rondone (Apus apus). Si è trattato di un esemplare adulto feritosi durante una manovra di volo non riuscita tra gli edifici del centro storico di Benevento.

Rondone ferito trovato nel centro storico di Benevento (foto M. Stefanucci)

In ultimo sono stati soccorsi due giovanissimi esemplari di balestruccio (Delichon urbica), uno ritrovato da una cittadina al rione Libertà, un quartiere di Benevento che per la presenza del fiume Sabato consente ai balestrucci di approvvigionarsi di fango per la costruzione dei nidi sotto i cornicioni degli edifici, e un altro proveniente da Fragneto Monforte ritrovato da una ragazza. Queste due specie, che hanno una silhouette simile a quella delle rondini, anche se solo il balestruccio può essere considerato il “cugino” della rondine appartenendo alla sua stessa famiglia, quella degli Irundinidi, mentre il rondone appartiene ad un’altra famiglia di uccelli, quella degli Apodidi, sono “abitanti”, in primavera e in estate, delle nostre città, al contrario della rondine (Hirundo rustica) vera e propria che ha il suo habitat nella campagna, sempre vicino all’uomo, ma in spazi aperti.

Due giovani balestrucci, uno ritrovato a Benevento e l’altro a Fragneto Monforte (foto di Marcello Stefanucci)

Oltre all’assiolo, anche tutti gli altri animali sono stati trasferiti dalla Lipu beneventana presso il PAV a S. Giorgio del Sannio, che successivamente ha provveduto a trasportarli al Centro Recupero dell’Asl a Napoli.

La sezione Lipu di Benevento fa il possibile per soccorrere la fauna selvatica in difficoltà, ma le richieste di intervento sono centinaia ogni anno e diventa impossibile, con le sole forze del volontariato, poter prestare soccorso a tutti gli animali, conseguentemente spesso si chiede l’aiuto delle stesse persone che li hanno trovati, normalmente cittadini consapevoli e amanti degli animali, per poter far pervenire volatili o mammiferi feriti al Presidio Assistenza Veterinaria dell’Asl.

Benevento, 15 giugno 2022

LIPU – Sezione di Benevento

La LIPU soccorre un nibbio reale nella città di Benevento

Eccezionale rinvenimento faunistico in città di un raro uccello rapace

La LIPU beneventana effettua il terzo intervento in aiuto alla fauna selvatica nell’arco di 35 giorni, in precedenza erano stati soccorsi uno sparviere e un gheppio

Incredibile ma vero, un esemplare di nibbio reale (Milvus milvus), un maestoso ed elegante uccello rapace raro nel Sannio Beneventano, è stato ritrovato nella città di Benevento non lontano dall’Ospedale “S. Pio”. Il rapace è stato rinvenuto in chiara difficoltà, debilitato e infreddolito, da un cittadino, Antonio Carasia, il quale lo ha raccolto e ha prontamente contattato la Sezione LIPU di Benevento. In breve tempo, quindi, due attivisti della LIPU, Carmen Pica e Daniele Laudanna, sono giunti sul posto e hanno preso in consegna l’animale per trasferirlo al Presidio Assistenza Veterinaria (PAV), struttura dell’ASL ubicata a S. Giorgio del Sannio e diretta dal dott. Antonio Facchiano, dove le veterinarie in servizio hanno prestato le prime cure all’animale. In seguito il nibbio reale verrà trasferito al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’ASL Napoli 1 – Centro per tutte le indagini e le cure necessarie nella speranza che possa essere presto rimesso in libertà.

Su tale rinvenimento interviene il delegato LIPU della Sezione di Benevento, Marcello Stefanucci: “Il nibbio reale ritrovato in ambito urbano rappresenta un’eccezionalità per un uccello rapace che abitualmente in provincia di Benevento frequenta le aree aperte del Fortore, le alture che delimitano la valle del Miscano e i monti del Matese. Nei dintorni della città di Benevento non è presente, ma questo esemplare è stato probabilmente costretto dalla nevicata dei giorni scorsi a cercare cibo in aree non coperte dalla neve, per questo si sarà avvicinato alla città, ma la denutrizione e il freddo lo hanno debilitato. Comunque sulle cause del cattivo stato di salute in cui versava il rapace al momento del rinvenimento ne sapremo di più nei prossimi giorni in seguito agli esami che effettueranno i veterinari del CRAS.”

Il nibbio reale è un uccello che appartiene alla stessa famiglia (Accipitridi) dell’aquila reale, ha un’apertura alare che può arrivare a 170 cm, quindi più grande della poiana (Buteo buteo), altro uccello rapace più facile da avvistare nei dintorni di Benevento e in tutto il Sannio Beneventano, che ad ali aperte può raggiungere i 140 cm. In volo si può riconoscere facilmente per la coda forcuta (la poiana ha invece la coda a ventaglio) e per le macchie chiare al disotto delle ali. In Italia è stimata una popolazione di circa 1000 esemplari concentrati soprattutto sull’Appennino centro-meridionale, oltre che in Sicilia e in Sardegna, con diversi altri individui che vengono a svernare dai paesi del Centro e Nord Europa.

Quello del nibbio reale non è però l’unico aiuto dato in questo periodo alla fauna selvatica dalla LIPU beneventana, infatti negli ultimi 35 giorni vi sono stati altri due interventi per soccorrere altrettanti uccelli rapaci.

Prima vi è stato, a metà dicembre, il soccorso ad un gheppio (Falco tinnunculus), ritrovato da Angela Masone nelle campagne di contrada Bosco S. Andrea nel comune di Pietrelcina e consegnato al delegato della Sezione LIPU di Benevento. Tale uccello rapace, abbastanza comune nelle nostre zone, è stato trasferito dalla LIPU al PAV a S. Giorgio del Sannio, quindi l’ASL ha provveduto a farlo arrivare al CRAS a Napoli, dove sono state riscontrate ferite da arma da fuoco – nonostante tutti i rapaci siano specie particolarmente protette dalla Legge n.157/1992 – che hanno determinato in seguito la morte dell’animale.

Il 31 dicembre, invece, la LIPU è stata contattata da un abitante di contrada Pantano, Simone Salerno, che aveva ritrovato uno sparviere (Accipiter nisus) in difficoltà, senza apparenti ferite, ma probabilmente vittima di un impatto contro un edificio o un filo delle linee dell’alta tensione abbondanti nella zona in cui è stato rinvenuto l’uccello. Anche se si trattava della sera dell’ultimo giorno dell’anno, una volontaria della Sezione di Benevento della LIPU, Chiara Maria Vesce, si è immediatamente messa in moto per trasferire al più presto possibile l’animale al PAV a S. Giorgio del Sannio. Tale intervento ha un valore aggiunto poiché si è soccorso un esemplare di una specie pregiata che abita l’Oasi di protezione della fauna “Zone Umide Beneventane” – istituita dalla Provincia e gestita dalla LIPU – di cui fa parte anche l’area di Pantano. Lo sparviere è, infatti, un uccello rapace dalle ali corte e arrotondate, molto agile, che vive nei boschi vicino a zone aperte, e l’Oasi LIPU ha nella vegetazione arborea ripariale e nei boschi igrofili i luoghi dove questo uccello può nidificare e procacciarsi il cibo.

20 gennaio 2021

LIPU – Sezione di Benevento

La LIPU soccorre un LODOLAIO, falco ritrovato ferito nei pressi dell’Oasi del fiume Calore a Benevento

Il lodolaio ritrovato ferito in località Costa S. Vitale ai margini dell’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane” (foto di C. Ciampa)

Un importante salvataggio è stato effettuato dalla LIPU a Benevento in prossimità dell’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane” che ha interessato un falco non comune, il lodolaio (Falco subbuteo). L’uccello rapace è stato ritrovato ferito ad un’ala tra le contrade San Vitale e Pantano nel territorio comunale di Benevento e consegnato alla LIPU beneventana da un giovane che abita in zona, Cosimo Ciampa. Una volontaria della LIPU, Flavia Iori, è giunta a Pantano a prelevare l’animale per condurlo al Presidio di Assistenza Veterinaria (PAV) dell’ASL a S. Giorgio del Sannio. Qui, grazie alle attente cure dell’equipe di veterinari coordinati dal dott. Antonio Facchiano, responsabile del PAV, è stato medicato e alimentato. Il giorno successivo un’altra volontaria della LIPU, Chiara M. Vesce, si è incaricata di andare a prendere il lodolaio al PAV a S. Giorgio del Sannio per trasferirlo a Napoli al Centro Recupero Fauna Selvatica (CRAS) che ha istituito oramai da una decina di anni l’ASL Napoli 1 Centro. In quest’altra struttura dell’ASL, il cui responsabile è il dott. Pasquale Raia, l’animale è stato preso in consegna dagli operatori e dai veterinari per tutti gli accertamenti necessari, radiografie e altre indagini, al fine di stabilire la prognosi con relative azioni di intervento.

Il lodolaio è un uccello rapace della famiglia dei Falconidi e rispetto ad un suo “cugino”, il gheppio, famoso per fare il volo a “spirito santo” sopra i terreni incolti per individuare le prede da catturare, in Italia non è molto diffuso con coppie nidificanti stimate tra 500 e 1000. Si tratta di un piccolo falco, più piccolo del pellegrino, infatti è lungo solo 30-36 cm con un’apertura alare che non arriva al metro, che si nutre in particolare di altri uccelli, tra cui rondini, balestrucci e allodole, da cui deriva il suo nome italiano. Cattura anche grandi insetti come le libellule che riesce a predare sugli specchi e corsi d’acqua, presso i quali predilige riprodursi in nidi già realizzati e abbandonati da altre specie di uccelli come le cornacchie.

L’habitat in cui vive il lodolaio corrisponde proprio agli ambienti presenti nell’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane”, inglobata nel Piano Faunistico Venatorio Provinciale di Benevento nel 2008 su proposta della LIPU che dal 2013 la gestisce, non a caso già in passato questo rapace è stato inserito dalla LIPU nell’elenco delle specie osservate nell’Oasi. Infatti la rigogliosa vegetazione ripariale che si alterna agli spazi aperti coltivati delle piane alluvionali e degli ambiti collinari è la situazione paesaggistica dove si trova meglio il lodolaio. Inoltre nell’Oasi LIPU di Benevento sono presenti interessanti boschi igrofili, di cui il più grande – quasi 20 ettari – si trova in località Serretelle, nel comune di Benevento, alla confluenza del torrente Corvo-Serretelle nel fiume Calore. Tale aggregazione arborea, che costituisce il più grande bosco igrofilo planiziale, cioè di pianura, del fiume Calore irpino-beneventano dalle sorgenti in provincia di Avellino sino alla confluenza nel Volturno, è un eccezionale scrigno di biodiversità che va tutelato in maniera attenta, anche per consentire al lodolaio di nidificare, evitando che i periodici lavori di manutenzione idraulica dei fiumi lo depotenzino, come si è riusciti a fare negli ultimi anni da quando la Provincia di Benevento gestisce i corsi d’acqua principali, in cui spesso si sono attuati tagli selettivi e non integrali degli alberi delle rive dei fiumi.

27 agosto 2020

LIPU – Sezione di Benevento

Il lodolaio ritrovato ai margini dell’Oasi LIPU di Benevento (foto di Cosimo Ciampa)
Il lodolaio ritrovato in località Costa S. Vitale da Cosimo Ciampa e consegnato alla LIPU (foto di C. Ciampa)

La Via Francigena del Sud nell’Oasi LIPU di Benevento

Comunicato stampa

Dopo l’importante percorso cicloturistico Euro Velo 5 è stato deciso che anche l’itinerario culturale da percorrere a piedi della Via Francigena nel Sud transiti nel comune di Benevento lungo la pista ciclopedonale in contrada Sant’Angelo a Piesco

Via Francigena e depuratore incompatibili a Sant’Angelo a Piesco

Il sindaco Mastella, dopo la Via Appia, sarà attento anche alla Via Francigena per una completa valorizzazione turistica del territorio di Benevento?

Il 18 ottobre scorso a Bari l’assemblea generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha approvato all’unanimità il nuovo percorso da Roma a Brindisi e Santa Maria di Leuca della Via Francigena nel Sud. Il percorso approvato è frutto di un lavoro iniziato nel 2015 e portato avanti dal tavolo tecnico interregionale nel Sud formato dalle Regioni Lazio, Campania, Basilicata, Molise e Puglia, con il coordinamento di AEVF. E’ stato quindi un lavoro corale che ha messo a confronto amministratori, tecnici, associazioni ed esperti del territorio, portando alla definizione della Via Francigena nel Sud, che accuratamente tracciata e geolocalizzata, è stata acquisita dalle rispettive Amministrazioni regionali. Infatti le 5 Regioni del Sud Italia interessate dallo storico percorso di pellegrinaggio si erano accordate con il Consiglio d’Europa (organizzazione internazionale che, oltre alla promozione della democrazia, dei diritti umani e alla risoluzione dei problemi sociali in Europa, ha come scopo anche l’identità culturale europea) per la realizzazione di studi di fattibilità sui vari tracciati al fine di arrivare alla definizione di un percorso condiviso. Nel caso specifico della Campania il percorso principale è stato modificato, come la Delibera n.17 del 22/01/2019 specifica, scegliendo di transitare per la Valle Telesina e non più per la Valle Caudina, viste le indicazioni del Ministero dei Beni Culturali, che avendo finanziato un progetto apposito per la Via Appia antica non permetteva di sovrapporre i tracciati e quindi anche i possibili finanziamenti.

Molto importante per la Città di Benevento è che il tracciato approvato dalla Regione Campania – proposto, in particolare per quanto riguarda un tratto della Via Francigena nel Sud prima del capoluogo sannita, dal Club Alpino Italiano (CAI), storica associazione escursionistica a carattere nazionale con una consistente Sezione anche a Benevento – passa nel suo territorio comunale. Questo itinerario culturale da percorrere a piedi non solo attraversa il centro urbano di Benevento, ma provenendo da Roma prima transita nell’Oasi “Zone Umide Beneventane”, un’area di protezione della fauna dove vige il divieto di caccia, creata dalla Provincia nel 2008 e oggi gestita dalla LIPU. Il passaggio in quest’area avviene sulla pista ciclopedonale “Paesaggi Sanniti”, creata anch’essa dalla Provincia che l’ha inaugurata nel 2007, la quale è già stata inserita, grazie alla Sezione beneventana della FIAB, associazione che promuove l’uso della bicicletta in un ambiente sano, nel percorso cicloturistico Euro Velo 5 “Via Romea Francigena”, che ha un’importanza europea visto che rientra tra i 15 mappati in tutto il continente dall’European Cyclists’ Federation (EFC).

La pista ciclopedonale “Paesaggi Sanniti”, che attraversa l’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane”, è oggi anche tracciato ufficiale della Via Francigena nel Sud. (foto di Marcello Stefanucci)

Tra l’altro sulla pista ciclopedonale è affacciato il Centro Visite dell’Oasi “Zone Umide Beneventane” creato dalla LIPU in un ex casello ferroviario che la Provincia le ha dato in gestione, un edificio ristrutturato recentemente al piano terra grazie al Progetto “L’oasi delle opportunità – Progetto di valorizzazione dell’Oasi Zone Umide Beneventane”, finanziato nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit” dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Bacheche di legno smontabili con pannelli illustrativi sugli uccelli presenti nell’Oasi “Zone Umide Beneventane” poste lungo la pista ciclopedonale “Paesaggi Sanniti”, recuperate e riposizionate dalla LIPU negli anni scorsi con i fondi per la gestione dell’Oasi forniti dalla Provincia di Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

Proprio questo luogo, sito in contrada Sant’Angelo a Piesco, è stato però individuato dai tecnici della Gesesa spa, incaricata dal Comune di Benevento dopo i fallimenti di altre 4 precedenti individuazioni dal 2005 ad oggi, per realizzare il più grande dei quattro depuratori della città. Anche in questo caso l’individuazione non ha tenuto conto della valenza culturale e paesaggistica del territorio, al pari dei vantaggi economici che due percorsi d’importanza europea come quello a piedi della Via Francigena nel Sud e quello in bicicletta dell’Euro Velo 5 darebbero, se ben tenuti e valorizzati, alla Città di Benevento.

Festa delle Oasi LIPU nel 2015: raduno all’ex casello ferroviario, oggi Centro Visite LIPU dell’Oasi “Zone Umide Beneventane”. (foto di Marcello Stefanucci)

La realizzazione del depuratore in questo luogo con l’esecuzione delle infrastrutture connesse come la strada di accesso che dovrebbe necessariamente attraversare la pista ciclopedonale per raggiungere il sito individuato, danneggerebbero fortemente tale luogo il quale ha sempre destato ammirazione nei visitatori che la LIPU ha guidato qui provenienti non solo dalle vicinanze, ma anche da fuori Provincia e da fuori Regione come pure da atri Paesi europei ed extraeuropei.

Escursione con scolaresca organizzata dalla LIPU

Escursione con le scolaresche organizzata dalla Sezione LIPU di Benevento nell’Oasi “Zone Umide Beneventane” percorrendo un tratto della pista ciclopedonale “Paesaggi Sanniti” in località Sant’Angelo a Piesco. (foto di Marcello Stefanucci)

Da quanto si è saputo, ultimamente il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha telefonato al Commissario Straordinario per le reti fognarie e la depurazione, prof. Enrico Rolle, per comunicargli che sarebbe opportuno evitare di realizzare il depuratore a Santa Clementina, contrada alle porte di Benevento dove transitava l’antica Via Appia, la Regina Viarum di epoca romana, visto che l’intero percorso dell’Appia è candidato a sito UNESCO, una presa di posizione che la LIPU beneventana ha appreso con piacere alla luce anche del fatto che l’Associazione da anni si batte per la valorizzazione ecocompatibile del territorio. Non si può però non porre all’attenzione del primo cittadino di Benevento e di tutta la sua Giunta, insieme all’intero Consiglio comunale, che ci sono altre aree del territorio comunale di Benevento che meriterebbero parimenti attenzione, come già altri organismi, istituzionali e non, a livello regionale, interregionale ed europeo hanno sancito. Contrada Sant’Angelo a Piesco, attraversata dal percorso della Via Francigena nel Sud, rappresenta uno di questi luoghi che non può non essere preso in considerazione per le sue valenze ambientali da chi dice di operare per il bene della Città, un bene che può essere raggiunto individuando un luogo più consono alla localizzazione del più grande depuratore cittadino come la Sezione LIPU di Benevento ha già anni fa proposto suggerendo due siti in particolare.

Benevento, 11 novembre 2019

LIPU – Sezione di Benevento

Pista ciclopedonale “Paesaggi Sanniti”, realizzata dalla Provincia di Benevento e inaugurata nel 2007, in contrada Sant’Angelo a Piesco nel Comune di Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

Escursione LIPU con le scolaresche nell’Oasi “Zone Umide Beneventane” lungo la pista ciclopedonale a c.da Sant’Angelo a Piesco. (foto di M. Stefanucci)

Passeggiata tra storia e natura dal Triggio alla penisola fluviale di Cellarulo

Confluenza del fiume Sabato nel Calore vista da c.da Cellarulo. Nella foto escursione organizzata dalla LIPU e dal Collettivo BN nel settembre 2018. (foto di Marcello Stefanucci)

Domenica 15 settembre 2019

LIPU – Sez. Benevento e ARCHEOCLUB – Sez. Benevento

con la collaborazione del Collettivo BN

organizzano

PASSEGGIATA TRA STORIA E NATURA

DAL TRIGGIO ALLA PENISOLA FLUVIALE DI CELLARULO

ore 9.00 Raduno in piazza Cardinale Bartolomeo Pacca (piazza Santa Maria).

Emergenze storiche e naturalistiche che si raggiungeranno lungo il percorso: Arco di San Gennaro, via San Filippo, Port’Arsa e Mura longobarde, resti Anfiteatro romano, Ponte Leproso, confluenza Sabato-Calore, Ponte Fratto: resti di ponte romano sul fiume Calore in contrada Cellarulo.

La parte della penisola fluviale di Cellarulo che si visiterà si trova nell’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane” gestita dalla LIPU.

per info tel. 338 2036978

Ponte Fratto: resti di un ponte romano, probabilmente il Pons Maior, sul fiume Calore tra le contrade Cellarulo e Pantano. (foto di Marcello Stefanucci)

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Passeggiata lungo la Via Francigena nell’Oasi LIPU vicino Benevento

Essendo il percorso lineare e non circolare il ritorno al punto di partenza, dove saranno state parcheggiate le autovetture, avverrà o tramite autovetture staffetta a cura dell’organizzazione e/o anche, per chi vorrà, tramite bicicletta che gli escursionisti troveranno al punto di arrivo (sono disponibili una decina di biciclette per questo); percorrendo quindi un tratto di 3,4 km della pista ciclopedonale “Paesaggi Sanniti” da c.da Pantano a c.da Sant’Angelo a Piesco si raggiungerà il Centro Visite dell’Oasi LIPU a Benevento.

Vista dall’altura di Monte Sant’Angelo della valle del fiume Calore verso Benevento. (foto di Marcello Stefanucci)

Vista da Monte Sant’Angelo della valle del Calore verso il Massiccio montuoso del Taburno-Camposauro. (foto di Marcello Stefanucci)

Sentiero dei Longobardi sul rilievo collinare denominato Monte Sant’Angelo. (foto M. Stefanucci)

Sentiero dei Longobardi sull’altura di Monte Sant’Angelo nel comune di Benevento. (foto M. Stefanucci)

 

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Passeggiata lungo i fiumi a Benevento

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Campo Estivo nell’Oasi LIPU a Benevento

EUROBIRDWATCH 2018

OASI LIPU “ZONE UMIDE BENEVENTANE”

domenica 7 ottobre 2018

Birdwatching in città

Martin pescatore fotografato a marzo 2018 sulle rive del fiume Calore al rione Ponticelli a Benevento (foto di Marcello Stefanucci)

In occasione dell’annuale evento “Eurobirdwatch” indetto da BirdLife International, organizzazione non governativa sorta per la protezione degli uccelli e dei loro habitat che riunisce le più importanti associazioni di protezione degli uccelli dei vari Paesi del Mondo, la Sezione LIPU di Benevento organizza “Birdwatching in città” che si svolgerà in prossimità del tratto cittadino dell’Oasi Zone Umide Beneventane. Questa area di protezione, dove la caccia è inibita in quasi 900 ettari di territorio che si snodano lungo 18 km di fiume Calore partendo dalle piane fluviali a monte di Benevento nelle vicinanze del Cimitero comunale sino a giungere alcuni km a valle del centro abitato in c.da Scafa, è stata istituita dalla Provincia di Benevento ed è gestita dalla LIPU. Oltre però alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche che conservano le aree fluviali intorno alla città, particolarmente interessanti sono anche i tratti cittadini del fiume Calore dove è possibile osservare diverse specie di uccelli acquatici oltre a numerose specie di uccelli dell’ordine dei Passeriformi. L’intento della Sezione LIPU di Benevento è proprio quello di catalizzare l’attenzione sul grande patrimonio di biodiversità che i corsi d’acqua che attraversano la città rappresentano imparando ad osservarli e a rispettarli per la vita che ospitano.

Airone cenerino fotografato nell’ansa di Ponticelli-Pezzapiana lungo il fiume Calore. (foto di Marta Kocsis)

La passeggiata avrà una lunghezza di quasi 5,5 km che per buona parte si snoderà in città per poi avere termine nella penisola fluviale di Cellarulo nella quale si percorreranno dei sentieri creati dalla LIPU tra la vegetazione fluviale, senza però causare disturbo agli uccelli, sino ad arrivare al punto di confluenza tra i fiumi Sabato e Calore.

Percorso Eurobirdwatch 2018 a Benevento

PROGRAMMA

ORE 15.15 raduno dei partecipanti alla passeggiata naturalistica in via del Cimitero nel quartiere Ponticelli

ORE 15.30 osservazione delle specie di uccelli presenti nell’ansa del fiume Calore a Ponticelli con binocoli e cannocchiale messo a disposizione dalla Sezione LIPU di Benevento

ORE 16.45 inizio passeggiata sul lungofiume dal rione Ponticelli con osservazione dei resti del ponte romano su cui transitava la via Appia Trainea

ORE 17.15 osservazione specie di uccelli presenti lungo il fiume Calore dal Ponte Vanvitelli

ORE 17.45 ingresso nell’area naturalistica di contrada Cellarulo

ORE 18.00 visita al Ponte Fratto, resti di un ponte romano presenti a c.da Cellarulo

ORE 18.20 arrivo al punto di confluenza dei fiumi Sabato e Calore

ORE 18.30 termine passeggiata naturalistica ai margini di c.da Cellarulo, dove un’autovettura staffetta trasferirà gli autisti delle auto dei partecipanti alla passeggiata al punto di partenza

E’ possibile partecipare anche in bicicletta rispettando i punti di sosta e di osservazione ornitologica che la Sezione LIPU di Benevento ha previsto lungo il percorso.

Si consiglia di munirsi di scarpe adatte sia a camminare su superfici pavimentate sia lungo sentieri che si snodano nella vegetazione. Inoltre sarebbe opportuno portare una borraccia con l’acqua da bere ed un impermeabile con cappuccio da utilizzare in caso di pioggia.

E’ prevista un’offerta di 2 € per i non soci LIPU, mentre per i soci e attivisti LIPU non è previsto alcun contributo.

Per informazioni è possibile chiamare il 338 2036978

Cormorano fotografato lungo il tratto cittadino del fiume Sabato poco prima della confluenza nel Calore (foto di Marcello Stefanucci)