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I fiumi a Benevento, il punto di vista di una naturalista ungherese che vive a Benevento

Calore prima e dopo
I fiumi a Benevento: problemi e soluzioni

di Marta Kocsis

Come si sia ridotto il fiume in cui, negli Anni ’50 e ’60, una generazione imparava a nuotare, giocare e ammirare le bellezze della natura, è un tema da approfondire.
Partiva in quei decenni, un’attivitá distruttiva, che considerava esclusivamente l’uomo, senza il suo “habitat”, il paesaggio, la natura.
Questa visione sbilanciata non poteva che portare ai diversi risultati negativi che oggi sono sotto i nostri occhi:
• al posto di un fiume con acqua abbondante e pulita, abbiamo, nei mesi estivi, un corso d’acqua con una portata ridottissima, dove scorronno esclusivamente i liquami di fogna;
• una forte riduzione della folta vegetazione ripariale, costituita da boschi igrofili e da estesi canneti, e dei suoi inquilini naturali (pesci, uccelli, insetti, rettili), e al posto di tutto questo, abbiamo molte volte, edilizia abusiva, ma anche un’urbanizzazione senza senso e ruolo, e argini di cemento che hanno interrotto il rapporto con il fiume.
Anche se i decenni passati hanno lasciato le loro tracce incancellabili è nostro compito migliorare la situazione. Quali sarebbero le soluzioni possibili?
Un primo passo potrebbe riguardare il rispetto delle leggi giá esistenti che prescrivono fasce di rispetto lungo i fiumi, non concedendo, entro questa fascia, la cementificazione e la coltivazione della terra. Per evitare che i fiumi diventino fogne e discariche, si dovrebbero costruire depuratori dalle dimensioni poco impattanti, e per liberarli dai rifiuti, si dovrebbe praticare la raccolta porta a porta invece che porta a fiume. Controllare, e in alcuni periodi proibire, l’attingimento di acqua dal fiume per innaffiare i campi perchè così, oltre a diminuire fortemente le possibilitá di sopravvivenza di numerose specie acquatiche, si potrebbero avere delle conseguenze negative dal punto di vista igienico-sanitario.
Si dovrebbero realizzare opere di ingegneria naturalistica per sostituire strutture esistenti che hanno stravolto la naturalità del fiume e creare spazi che rendano possibile un rapporto stretto con il fiume senza danneggiarlo.
Concedere il permesso di praticare, nei pressi del fiume, solo attivitá ecocompatibili, principio al quale dovrebbero attenersi anche e soprattutto le manifestazioni ambientaliste, eventi sportivi e culturali che devono essere tali, non solo per il titolo (come dimostra quella svoltasi il 3 e il 4 ottobre di quest’anno, quando vi sono stati ulteriori danneggiamenti con quad delle sponde e della vegetazione fluviale). Creare, quindi, parchi verdi, aree protette dando la possibilità di vivere un’altra realtà, una realtà diversa da quella della città, dell’area urbanizzata.
La sezione LIPU di Benevento da anni si occupa di queste problematiche e contribuisce a tenere alta l’attenzione sullo stato del fiume. Avvistamenti, eventi, denunce di scempi ambientali, e infine, il grande risultato della istituzione di un’Oasi di Protezione lungo il fiume Calore, permettono di identificare quest’area ricca di valori e non é tutta dimenticata. Per una valorizzazione e un ripristino c’é bisogno di piú del lavoro di una sola associazione entusiasta, ma occorre una cittadinanza responsabile e unità di forze per arrivare, o per meglio dire ritornare, ad avere luoghi fiabeschi descritti da persone beneventane di mezz’etá. Esisteva veramente? Vogliamo rivedere, riavere?

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista B_Magazine nel numero di novembre 2009

SUL DOCUMENTO PRESENTATO AL SINDACO DALLE ASSOCIAZIONI CONTRO LA PRESENZA DI FUORISTRADA E QUAD VICINO AL FIUME

A distanza di due mesi il sindaco ancora non ha risposto ai 2 Coordinamenti di Associazioni e Comitati, alle 15 Associazioni, ai 2 Comitati civici e alle 74 persone firmatarie del documento-denuncia contro la manifestazione avutasi all’inizio di ottobre a Pezzapiana con auto da fuoristrada e quad vicino al fiume. In particolare nel documento si chiede quali siano stati gli iter autorizzativi e nel caso non siano stati dati perchè gli organismi comunali preposti al controllo del territorio non siano intervenuti.
Il N.I.P.A.F. e il Comando Stazione di Benevento del Corpo Forestale dello Stato, invece, sono intervenuti immediatamente, ossia pochissime ore dopo la consegna, da parte della LIPU-Benevento, della richiesta di verifica di compatibilità con l’ecosistema fluviale delle attività che si stavano svolgendo nella zona di Pezzapiana vicino al fiume Calore. La cosa strana è che al momento dell’intervento degli uomini della Forestale sul luogo degli eventi non vi era l’autorizzazione comunale, che è arrivata dopo più di un’ora, a sentire il resoconto di uno dei Nuclei del C.F.S., su carta intestata del Comune di Benevento. E’ stata forse fatta un’autorizzazione al momento? visto anche che l’Associazione ARF è molto vicina ad uno degli assessori dell’ultima versione della Giunta Pepe…
Si attende sempre una risposta!

Benevento, 6 gennaio 2010

Marcello Stefanucci (delegato LIPU-Benevento)

Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata da due associazioni di fuoristrada – ATTO 8

Documento indirizzato al Sindaco di Benevento e alla stampa locale

Evento contraddittorio a Pezzapiana:
con fuoristrada e quad non si salva il fiume Calore

Si fa un gran parlare delle problematiche dei corsi d’acqua a Benevento, ma invece di fare passi avanti per salvare quello che c’è (che comunque è ben poco rispetto alla situazione di 50 anni fa) realizzando interventi atti a migliorare la precaria situazione esistente (depurazione dell’acqua, eliminazione degli scarichi abusivi di rifiuti solidi, realizzazione delle opere di ingegneria naturalistica, creazione e rispetto delle aree protette, ecc.) si ignora la gravitá della situazione e ci si illude di fare qualcosa di positivo promuovendo all’interno di una manifestazione come ”Salviamo il fiume Calore” eventi che, a dispetto del titolo, non hanno nulla a che vedere con la salvaguardia dell’ecosistema fluviale.

Il primo fine settimana di ottobre nell’ambito di questo evento sotto gli occhi dell’intera comunità beneventana si è provveduto a manomettere con grandi macchine escavatrici l’area fluviale di Pezzapiana presso la città di Benevento. Sono stati fatti significativi movimenti di terra per la realizzazione di piste, con profondi fossi e alte rampe, per fuoristrada e quad, veicoli a motore che non hanno neanche rispettato le piste costruite invadendo le rive, il greto e il letto del fiume.

Tutto questo è successo in un’area che fa parte dell’Oasi ”Zone Umide Beneventane”, area protetta istituita recentemente per la protezione della fauna selvatica, oltre che uno dei piú importanti corridoi ecologici della Regione Campania e il più importante della provincia di Benevento.

Le sottoscritte associazioni vogliono esprimere la loro protesta per impedire che nel futuro cose del genere possano capitare di nuovo.

Tale azione non deve essere interpretata come una completa censura nei confronti di un’attività, l’escursionismo con fuoristrada (che comunque a nostro parere risulta essere culturalmente discutibile e assai dannoso per gli ambienti naturali) o contro l’iniziativa in toto che ha compreso anche attività a cavallo e in canoa – né tantomeno verso le associazioni che hanno promosso l’iniziativa. Questa è soprattutto una netta denuncia nei confronti di un lassismo di chi dovrebbe essere preposto a vigilare sul territorio e che inaccettabilmente lascia che vengano ignorate e non rispettate le leggi in materia di salvaguardia degli ambienti e contro un modo di fare tutt’altro che rispettoso della natura che non va intesa come un qualcosa a completo uso e consumo del genere umano ma che va invece conosciuta intimamente, rispettata e temuta come proprio l’anniversario dell’alluvione del ’49 avrebbe dovuto ricordare e insegnare.

Con la presente le Associazioni, i Comitati e le singole persone firmatarie

CHIEDONO

quindi che l’Amministrazione comunale chiarisca:

• in base a quali strumenti e a quali norme ha autorizzato i lavori di movimento terra effettuati con mezzi pesanti e rumorosi per la realizzazione di fossi e rampe per le evoluzioni di fuoristrada e quad;

• in base a quali assunti ha consentito ai quad il passaggio nel greto e nel letto del fiume e, qualora si ravvisasse l’assenza di atti autorizzativi, perchè gli uffici preposti al controllo e alla tutela del territorio non sono intervenuti a sospendere tali attività.

Infine SI CHIEDE

che vengano assolutamente vietate, come in qualunque altra zona protetta d’Italia, future escursioni con mezzi a motore all’interno di tutte le aree demaniali quali sono gli alvei fluviali e che nelle aree di pertinenza dei fiumi non vengano più autorizzati motoraduni o attività escursionistiche con mezzi fuoristrada o, almeno, qualora tale attività venga eccezionalmente permessa, che per lo meno essa venga preceduta da una attenta valutazione di incidenza, come d’altra parte prevedono le normative europee dall’Italia sottoscritte e ratificate.

COORDINAMENTI DI ASSOCIAZIONI
- Benevento Ecosolidale – Coordinamento provinciale delle Associazioni ambientaliste e solidali;
- Rete Arcobaleno di Associazioni per un’economia ecosolidale.

ASSOCIAZIONI
- Accademia Kronos – Sezione di Benevento;
- Art’Empori – persone consapevoli in librerie indipendenti – Benevento;
- Associazione Rete Arcobaleno Benevento;
- CAI Club Alpino Italiano – Sezione di Benevento;
- Città di Eufemia – Nodo di economia solidale – San Lorenzello;
- E’ più bello insieme – Benevento;
- FAI Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Benevento;
- FIAB Sannio – Ambiente e biciclette – Benevento;
- GAS Arcobaleno Benevento – Gruppo d’Acquisto Solidale;
- La Cinta Onlus – Per il recupero della relazione uomo-animale – Benevento;
- Lerka Minerka – Associazione di escursionismo naturalistico – San Giorgio del Sannio;
- LIPU – Sezione di Benevento;
- Slow Food Benevento;
- Tandem21 – Consumo Critico e Commercio Equo e Solidale – Benevento;
- WWF Associazione Sannio – Benevento.

COMITATI
- A Guardia dell’Ambiente – Comitato civico di Guardia Sanframondi;
- Comitato contro la costruzione di un inceneritore a San Salvatore Telesino.

SINGOLE PERSONE
- Gabriella Moscati;
- Franco Annecchiarico;
- Serenella Martone;
- Daniele Melillo;
- Marta Kocsis;
- Alessio Masone;
- Vincenzo Columbro;
- Antonio Di Chiara;
- Giulio Martino;
- Fabio Santucci;
- Daniele Tufo;
- Pasquale Casciello;
- Maria Francesca Ocone;
- Massimo Mazzone;
- Antonio Medici;
- Carmela Longo;
- Nicola Sguera;
- Nicola Cocchiarella;
- Luca Zolli;
- Daniele Tufo;
- Maria Masone;
- Enzo Auletta;
- Alfio Corbo;
- Enzo Ascione;
- Marcello Stefanucci;
- Roberto Pellino (zio bacco);
- Tullio Zullo;
- Erasmo Timoteo;
- Angelo Moretti;
- Maria Pia Cutillo;
- Marilina Mucci;
- Mario Festa;
- Stefania Leone;
- Marina Paolucci;
- Antonio Passaro;
- Loredana Tursilli;
- Gerardina Carrozza;
- Fabio Panella;
- Maurizio Luciano;
- Adriana Ruocchio;
- Lorenzo Piombo;
- Aurora Lobina;
- Pina Fontanella;
- Angelo Miraglia;
- Quirina Taddeo;
- Nina Iadanza;
- Franco Russo;
- Oceane Baudouin;
- Salvatore Bava;
- Chiara Caporaso;
- Veronica Caretti;
- Marina Della Torca;
- Federica Francesca;
- Emilio Iele;
- Serena Iele;
- Giuseppe Iovino;
- Simone Iovino;
- Martino Ugo Izzo;
- Giuseppina Palatella;
- Carmine Pucillo;
- Tommaso Repola;
- Stefano Solinas;
- Fernando Tresca;
- Sergio Scarinzi
- Massimo Simeone
- Samantha Calandrelli
- Francesco Bevilacqua;
- Romilda Russo;
- Costantino Tufo;
- Pasquale Palmieri;
- Francesco Pascale;
- Pierluigi Santillo;
- Maria Laura Laureti;
- Fabrizia Rotili

IMMAGINI DALLA FATTORIA DIDATTICA ZOOANTROPOLOGICA “LA CINTA” A C.DA S.VITALE

Alla Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" a contrada S. Vitale presso Benevento

Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" del dott. Tullio Zullo

La zoologa ungherese Marta Kocsis alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Recinto degli asini alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Il veterinario Tullio Zullo ha voluto creare una fattoria didattica zooantropologica allevando animali della nostra tradizione contadina, anche quelli oramai dimenticati come gli asini

Il delegato della LIPU di Benevento, Marcello Stefanucci, alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Laghetto artificiale alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Rana sulla riva del laghetto artificiale alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Le tife, caratteristiche piante acquatiche, vicino al laghetto artificiale della fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Fattoria "La Cinta" a c.da S. Vitale, in successione: le infiorescenze delle piante di tifa, uliveto, bosco di querce

Lucertola tra le tife

Fattoria "La Cinta": sentiero nel bosco di querce

Dalla Fattoria "La Cinta" si può godere la vista delle piane fluviali intorno alla città di Benevento

La piana di Pantano vista dal bosco di querce presso la fattoria "La Cinta"

Ciclamini nel bosco di querce presso la fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

I colori degli spazi intorno alla fattoria "La Cinta"

Alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" è possibile apprezzare anche le piccole forme viventi della natura sviluppando un rapporto equilibrato tra Uomo e Animale

Veduta della città di Benevento e delle piane fluviali alla confluenza dei fiumi Sabato e Calore

La Piana alluvionale di Pantano vista dalla collina di S. Vitale dove è ubicata la fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" del dott. Tullio Zullo

La piana alluvionale di Pantano vista dalla fattoria "La Cinta"

ESCURSIONE DALLA FATTORIA “LA CINTA” AL PONTE DELLE MAURELLE SUL FIUME CALORE

Colazione alla fattoria "La Cinta"; in primo piano il leggendario "Zio Bacco", fondatore dell'associazione "Lerka Minerka"

I partecipanti all'escursione fanno colazione alla Fattoria "La Cinta" a c.da S. Vitale

Colazione mattutina alla Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" a c.da S. Vitale presso Benevento

Panorama che si gode dalla Fattoria "La Cinta": la città di Benevento vista dalla collina di S. Vitale

Inizia l'escursione, i partecipanti attraversano c.da S. Vitale

Paesaggio verso il Massiccio montuoso del Taburno

Gli escursionisti si dirigono verso la piana di Pantano

Tra gli ulivi sulla collina di S. Vitale si scorge la piana di Pantano e il bosco igrofilo lungo il fiume Calore

Si scende verso il fondovalle dove scorre il fiume Calore

Agli occhi dei partecipanti si apre la vista della piana alluvionale di Pantano

Che bella l'escursione accompagnati anche dai bambini

Si cammina lungo la strada che conduce a contrada S. Angelo a Piesco

Cartello di "Divieto di caccia" che segna il limite dell'Oasi di protezione "Zone Umide Beneventane"

a dx la zoologa ungherese Marta Kocsis, collaboratrice della LIPU

Alle spalle degli escursionisti si vede la piana di Pantano, la collina della Gran Potenza e a dx il fiume Calore con il bosco igrofilo di Pantano-Serretelle

da sx: collina della Gran Potenza, piana di Pantano, fiume Calore e bosco igrofilo di Pantano-Serretelle

Il nutrito gruppo di escursionisti in cammino lungo la strada che collega c.da Pantano con c.da S. Angelo a Piesco

Vista panoramica verso il Monte Taburno

Davanti agli escursionisti si erge il cosiddetto Monte S.Angelo, una rupe affacciata sul fiume Calore

Da S.Angelo a Piesco si scende verso la pista ciclo-pedonale Pantano-ex stazione di Vitulano/Foglianise

All'escursione ha partecipato anche un prete cristiano cattolico di origine eritrea

Si procede su una striscia incolta nella campagna per raggiungere il Ponte delle Maurelle

Verso il Ponte delle Maurelle con sullo sfondo il Monte Caruso che sovrasta Foglianise

Finalmente sulla riva del fiume Calore

Zio Bacco, al secolo Roberto Pellino

Escursionisti tra la vegetazione ripariale del fiume Calore

Ambientalisti sulla riva del fiume Calore

Alcuni frammenti del cosiddetto Ponte delle Maurelle, resti di un ponte romano nel fiume Calore

Zio Bacco e Giulio Martino, dell'associazione "Lerka Minerka", tra soci LIPU e WWF

Tra Giulio Martino, fotografo e animatore di Lerka Minerka, e Marcello Stefanucci, delegato LIPU per la provincia di Benevento, si vedono i resti del ponte di epoca romana su cui transitava la Via Latina

Fiori lungo la pista ciclo-pedonale realizzata dalla Provincia di Benevento tra c.da Pantano e l'ex Stazione di Vitulano/Foglianise

Biancospino con le caratteristiche bacche rosse

Sulla collina si scorge il centro storico di Castelpoto ben inserito nel paesaggio

Si ritorna verso la fattoria "La Cinta" percorrendo la pista ciclo-pedonale fiancheggiante il fiume Calore

Il fiume Calore a valle della città di Benevento

Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata da due associazioni di fuoristrada – ATTO 7

Comunicato stampa

La LIPU in escursione a piedi vicino al fiume con le Associazioni “Lerka Minerka” e “La Cinta”

La sezione LIPU di Benevento parteciperà, come singola associazione e come membro della Rete Arcobaleno, all’iniziativa promossa dalle Associazioni “La Cinta”, “Lerka Minerka” e il “Centro Aiuti per l’Etiopia” che si terrà domenica 25 ottobre. Questa giornata sarà all’insegna del vivere a contatto con la natura e della socialità, apprezzando anche i prodotti della terra sannita e affrontando tematiche sociali.

Alle ore 9.00 i partecipanti all’iniziativa si riuniranno presso la fattoria didattica “La Cinta” in contrada S. Vitale, dove faranno colazione con i prodotti naturali della fattoria. In seguito si partirà a piedi per un’affascinante escursione che giungerà al Ponte delle Maurelle, resti di un ponte di epoca romana, ubicati nei pressi della confluenza del torrente Ienga nel fiume Calore, tra i comuni di Castelpoto e Benevento.
Successivamente si ritornerà alla Fattoria didattica “La Cinta”, dove prima di pranzare con i prodotti della fattoria*, si terrà la presentazione del “Centro Aiuti per l’Etiopia” che illustrerà l’adozione a distanza e la possibilità di fare microprogetti umanitari. Questo momento pre-pranzo sarà arricchito dagli interventi di Alessio Masone, come rappresentante della Rete Arcobaleno, e di Tullio Zullo, veterinario e animatore de “La Cinta”, che rispettivamente parleranno a riguardo di: “Il cambiamento dal basso e la filiera corta: dai microprogetti umanitari al commercio equo, dalla cittadinanza attiva all’economia solidale” e “La lentezza degli asini, come recupero dei valori della terra che ci accomunano ai paesi in via di sviluppo”.

Durante l’evento saranno usati anche gli asini come recupero di un antico mezzo di spostamento e questi animali saranno i protagonisti di alcune attività ludico-didattiche con i bambini.

Il delegato della LIPU-Benevento, Marcello Stefanucci, fa una riflessione sull’iniziativa: “Partecipiamo a questo evento perché si basa su attività ecocompatibili che valorizzano il territorio e non lo danneggiano. Inoltre andare a piedi e usare gli asini significa recuperare il rapporto con ciò che ci circonda, ossia con la natura e le persone”
Stefanucci a questo punto ritorna ancora sulla vicenda dei fuoristrada e quad in area fluviale: “Quello che hanno organizzato “La Cinta” e “Lerka Minerka” si può prendere ad esempio come attività ecocompatibili da farsi in aree fluviali, in maniera opposta all’evento organizzato dall’associazione “Amici del Rione Ferrovia” insieme a “Naturaria Club 4×4” che seppur più pubblicizzato è risultato invece, a mio avviso e degli altri attivisti della LIPU, meno positivo per l’ambito territoriale in cui si svolgeva producendo inquinamento acustico, atmosferico e disturbo alla fauna selvatica che popola le rive del fiume”.
“Inoltre l’evento del 25 ottobre – continua Stefanucci – ha anche dei contenuti umanitari con la presenza del “Centro aiuti per l’Etiopia” e la relativa possibilità di fare adozioni a distanza e di contribuire concretamente a microprogetti per le popolazioni dei Paesi svantaggiati. Sottolineando questo ulteriore aspetto dell’evento a cui parteciperemo domenica prossima, vorrei esprimere il mio dispiacere per l’appoggio incondizionato che il parroco della Chiesa S. Maria di Costantinopoli ha dato agli organizzatori della manifestazione del 2-3-4 ottobre scorso al rione Ferrovia permettendo che essi si producessero in invettive sgradevoli nei comunicati stampa e in battute ironiche in conferenza stampa, nel tentativo di screditare me e l’associazione che rappresento. Don Pompilio Cristino, che ho imparato a stimare lavorandoci affianco, – conclude Stefanucci – mi conosce bene sin da quando 11 anni fa feci il servizio civile nella Caritas Diocesana e sa anche bene quanto mi sono speso, senza prendere un solo soldo in più di quelli che mi spettavano dalla misera paga statale, per le persone e i ragazzi del rione Ferrovia e per altri di differenti quartieri o addirittura provenienti da altri Paesi del mondo. Per questo mi aspettavo che egli spezzasse, almeno in conferenza stampa, una lancia in mio favore e in favore della LIPU come forza positiva della nostra città e del nostro territorio.”

* è prevista una quota di partecipazione all’evento che è comprensiva di colazione e pranzo con i prodotti della fattoria “La Cinta”.

Benevento, 24 ottobre 2009
LIPU – sezione di Benevento

Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata da due associazioni di fuoristrada – ATTO 6

Benevento, 19-10-2009 19:56 dal sito web di “Gazzetta di Benevento”

Umberto Rossi parla della manifestazione in ricordo dei 60 anni dall’alluvione e bacchetta chi si è messo di traverso

L’assessore D’Aronzo promette invece una Giunta comunale finalizzata a risolvere i problemi dei fiumi Calore e Sabato

di Diego De Lucia

Umberto Rossi, presidente dell’Associazione “Amici del Rione Ferrovia” (Arf), nella conferenza stampa di resoconto della manifestazione-ricordo dei 60 anni dall’alluvione di Benevento svoltasi presso l’Auditorium Costantinopoli, non ha mancato di fare qualche polemica, sebbene senza calcare troppo la mano, nei confronti della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli).
Quest’ultima aveva accusato l’Arf di aver sfrattato gli uccelli dall’area del fiume Calore per organizzare la manifestazione, ma Rossi ha detto che non ci sta. “Sono accuse pretestuose: e poi, sfrattato gli uccelli? Non mi sembra proprio che abbiamo commesso un delitto, quando questi uccelli con un colpo d’ala potevano stare in altri posti e volare in pace”. In realtà, secondo Rossi, non si è voluto capire lo spirito dell’evento.
“La manifestazione – ha spiegato – aveva l’intento di sensibilizzare la cittadinanza sul fatto che il fiume bisogna viverlo e non abbandonarlo. E su questo punto abbiamo raggiunto i risultati”. Rossi, poi, si è anche soffermato sulla assenza all’evento dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Beneveneto, Gianluca Aceto: “Nessuna polemica, però, ha assicurato: era soltanto una segnalazione per dire che la sua presenza per noi era importante”.
Un plauso invece lo ha riservato al Comune che, con l’assessore alla Partecipazione Giovanni D’Aronzo, è stato vicino all’Arf. Rossi ha quindi posto obiettivi concreti all’Ente e cioé: “La depurazione, la restituzione dell’acqua e nuovi accessi (gradinate) sulle rive del fiume per poter passeggiare tranquillamente”.
Rossi ha anche parlato della condizione ambientale che esiste a Ponte Valentino e dell’inquinamento che si minaccia con il paventato insediamento della centrale a Turbogas “Luminosa”. Infine, ha annunciato che, il prossimo 20 novembre, verrà indetto un convegno scientifico durante il quale si discuteranno queste tematiche, alla presenza della Giunta comunale.
Alla conferenza stampa erano presenti l’assessore alla Partecipazione del Comune, Giovanni D’Aronzo, ed il parroco della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, don Pompilio Cristino. A moderare Alfredo Salzano.
L’assessore comunale ha auspicato che i cittadini siano concordi, con un secco no, alla Centrale Luminosa ed a chi ha contestato l’Arf ha chiesto di andare a vedere cosa c’è realmente oggi a Ponte Valentino.
Sull’evento della rievocazione dell’alluvione del 1949 l’assessore ha affermato che è stato centrato l’obiettivo di dare una scossa alle coscienze dei cittadini. Inoltre ha rivelato che il Comune poserà una pietra miliare per ricordare quel terribile evento.
Ed ancora una Giunta comunale aperta a tutti i cittadini presso l’auditorium di Costantinopoli discuterà in modo serio su come risolvere la vicenda dei fiumi. Saranno invitate a partecipare anche la Provincia, la Regione Campania e la Camera di Commercio.
Don Pompilio ha così voluto manifestare la propria soddisfazione per l’evento riuscito: “E’ stato ricordato quell’evento con una corona d’alloro lanciata dai Vigili del Fuoco sul fiume. Il corso d’acqua è di grande utilità per la città e, per fortuna, le persone si sono rese conto dello stato di degrado in cui versa. L’uomo a volte distrugge la natura, la violenta ed essa a sua volta si ribella”.

Foto dei quad sulla riva del fiume Calore

due quad che lambiscono la vegetazione ripariale del fiume Calore a Pezzapiana

piana fluviale di Pezzapiana: cartello di divieto di caccia perchè Oasi di protezione

quad nel letto di piena del fiume Calore a Pezzapiana

quad sulla riva del fiume Calore

quad sulla riva del fiume Calore a Pezzapiana

quad nell'ansa fluviale di Pezzapiana

tracce lasciate dai quad sulla riva del fiume Calore a Pezzapiana

tracce dei quad sulla riva del fiume Calore a Pezzapiana: l'habitat degli uccelli limicoli devastato dalle continue escursioni di questi mezzi a motore

un quad tra la vegetazione fluviale sulla riva opposta a Pezzapiana

quad tra la vegetazione ripariale del fiume Calore

quad sulla riva del fiume Calore a Crocella Pacchiana di fronte a Pezzapiana

Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata ada due associazioni di fuoristrada – ATTO 5

Comunicato stampa

Il tentativo di intimidazione di alcune associazioni di fuoristrada non fermerà la LIPU dal continuare la sua lotta di civiltà per tutelare i fiumi e proporre attività ecocompatibili

Se ci sono associazioni di appassionati del fuoristrada che si dichiarano ambientaliste e poi si producono in attacchi personali nel tentativo poco corretto e mal riuscito di screditare chi espone i fatti accaduti in risposta ad un’accusa gratuita, minacciando addirittura querele a chi, ambientalista da sempre, sente il dovere morale e intellettuale di esporre concetti e principi di tutela della natura affermati nel campo scientifico in tutto il mondo, vuol dire che, purtroppo, di ambientalista non hanno proprio niente.
Risulta veramente singolare il modo di intendere la protezione della natura delle associazioni Naturaria Club 4×4 e Quad Dammig di Benevento quando sostengono che i quad non danneggiano l’ecosistema fluviale. La LIPU-Benevento afferma, invece, che anche solo scendere e salire le sponde fluviali con un mezzo a motore provoca dei danni poiché in questo modo si abbatte la vegetazione riparia e si innesca un processo di erosione che aumenterà quando il fiume sarà in piena. Oltretutto transitare, come è accaduto più volte nei giorni 3 e 4 ottobre scorso, nel letto di piena del fiume in un’ansa fluviale con fondo limo-ghiaioso come quella di Pezzapiana-Ponticelli, sconvolge l’habitat di particolari uccelli, quelli del gruppo dei limicoli. Infatti uccelli come il piro piro piccolo e il corriere piccolo, abitualmente presenti in quell’area, sono stati “sfrattati” insieme a tutti gli altri uccelli acquatici, ossia alle varie specie di aironi, al martin pescatore, alla gallinella d’acqua, alla ballerina bianca, alle anatre, ecc. Ed infatti questi sono gli uccelli che sono stati avvistati, proprio in quei giorni, da parte degli organizzatori e dei partecipanti all’evento “Birdwatching in città”, organizzato dalla sezione LIPU di Benevento, in altri punti del fiume Calore dove non vi erano i fuoristrada e i quad.
Il passaggio frequente dei quad sulla riva del fiume Calore, che a volte è stato anche attraversato da questi mezzi a motore, è ancora più grave se si considera che esso è avvenuto nel perimetro di un’Oasi di Protezione della fauna, denominata “Zone Umide Beneventane”, stabilita dal Piano Faunistico Venatorio Provinciale. La LIPU ha piacere ad informare gli esponenti di Naturaria Club 4×4 e Quad Dammig, i quali sostengono di essere amanti dell’ambiente fluviale, che sono solo tre le Oasi di Protezione in provincia di Benevento e che in queste aree gli animali selvatici e i loro habitat sono protetti dalle varie forme di disturbo, non solo quelle causate dall’attività venatoria ma anche quelle prodotte da molestie di tipo fisico e acustico come avviene chiaramente nel caso dei quad.
Il responsabile della LIPU beneventana, l’architetto Marcello Stefanucci, sottolinea: “La minaccia di querela è stata fatta per intimorire me e tutta la LIPU: essa mira a zittirci su questo argomento. Noi al contrario siamo convinti che nel comunicato diramato non abbiamo offeso alcuna persona o associazione evidenziando, invece, come sono andati i fatti ed esponendo principi di conservazione della natura universalmente accettati. Anzi – continua Stefanucci – i responsabili dell’associazione di fuoristrada dicono falsità, tentando di screditare me e la LIPU, quando fanno riferimento ad una polemica di due anni fa che, ricordo loro, è apparsa solo su di un periodico locale. A questo proposito sono andato a scovare quell’articolo da cui risulta che la mia associazione e il WWF furono attaccate gratuitamente da Umberto Rossi, membro di Naturaria Club 4×4 e dell’ARF, il quale, denunciando un solo problema del fiume Calore, ossia la scarsità d’acqua nel periodo estivo, disse che noi non ci occupavamo dei fiumi. In risposta dichiarai: “Condivido appieno il loro grido d’allarme ma respingo le critiche. La LIPU si interessa delle sorti del Calore da anni e  chi ci conosce lo sa. Colgo l’occasione per ricordare loro che mezzi 4×4 e fiume non vanno proprio d’accordo: uno dei problemi del riscaldamento del pianeta è l’aumento dei gas serra (CO2) che producono le automobili. Se vogliono cominciare ad occuparsi del problema del Calore, comincino  a scendere dai fuoristrada e a prendere la bici …”
“Può darsi – conclude Stefanucci – che gli esponenti di Naturaria Club 4×4, Enrico Follo e Federico Poppa, che come è evidente non conoscono bene i fatti del passato, siano stati imbeccati da qualche altra persona; spero, in tal caso, che non si facciano strumentalizzare da qualcuno che preferisce agire da dietro le quinte mandando allo sbaraglio gli altri.”

Benevento, 16 ottobre 2009
LIPU – sezione di Benevento

Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata ada due associazioni di fuoristrada – ATTO 4

Benevento, 15-10-2009 08:58 dal sito di “Gazzetta di Benevento”
Ancora scambio di accuse tra gli Amici del Rione Ferrovia e la LIPU
da Ufficio Stampa

In riferimento alla nota dell’associazione ambientalista Lipu, attraverso le dichiarazioni del responsabile Marcello Stefanucci, sono scese in campo le associazioni Naturaria Club 4×4 e Quad Dammig di Benevento.
Confermando il successo ottenuto dalla manifestazione organizzata dall’Arf (Amici Rione Ferrovia) e dalla Parrocchia di S. Maria di Costantinopoli in occasione del “60° Anniversario dell’alluvione a Benevento del fiume Calore”, il presidente Enrico Follo ed il segretario Federico Poppa precisano quanto segue: “Siamo stanchi di essere criminalizzati ancora una volta da chi ha fatto dall’ambientalismo il proprio mestiere. Diversamente da altri, la nostra passione per l’ambiente nasce solo ed esclusivamente dall’amore per i nostri fiumi e per la nostra città. Dalle foto allegate alla nota inviata ai mezzi di informazione dalla Lipu, si evince che un unico equipaggio “Quad” attraversa il fiume in un punto estraneo al percorso tracciato dagli organizzatori (foto in basso), che sono però prontamente intervenuti per richiamare i protagonisti dell’episodio”.
“Ci chiediamo – proseguono Follo e Poppa – se anche 100 o 1.000 Quad attraversassero un corso d’acqua, quali danni potrebbero arrecare?”
“Queste accuse gratuite, demagogiche e strumentali – ribadiscono i responsabili delle due associazioni – portano alla esasperazione costringendoci, in assenza di una tempestiva smentita, ad adire le vie legali nei confronti delle accuse mosse dal responsabile provinciale della Lipu, che continua a diffamarci in ogni manifestazione come accaduto nel 2007, in occasione del nostro rinvenimento di quintali di pesci morti a causa della scarsa portata del fiume Tammaro.
In quel caso l’accusa nei nostri confronti fu quella di spettacolarizzare l’evento e di causare la morte della fauna con i fuoristrada”.
Di questo ed altro, ma soprattutto del successo ottenuto dalla manifestazione del 2-3 e 4 ottobre scorsi, si parlerà lunedì prossimo, 19 ottobre, alle ore 17.00, nel corso di una conferenza stampa organizzata presso l’Auditorium di Santa Maria di Costantinopoli, Benevento.
Interverranno il presidente dell’Arf Umberto Rossi, il vicario della Diocesi mons. Pompilio Cristino e l’assessore comunale alla Partecipazione Giovanni D’Aronzo.