LIPU Benevento


Il Premio Ecologia Urbana 2009: i premiati

Comunicato stampa

La LIPU assegna i premi di Ecologia Urbana

Sabato scorso presso la sala conferenze della Bibliomediateca provinciale si è tenuta la IV edizione del Premio “Ecologia Urbana”, organizzato dalla sezione LIPU di Benevento con il patrocinio e il contributo degli Assessorati all’Ambiente della Provincia e del Comune di Benevento.
Il Premio consiste nell’assegnare un riconoscimento alle persone che si sono distinte per azioni di conservazione della biodiversità in ambito urbano. Quest’anno le sezioni del Premio “Ecologia Urbana” erano tre: Fauna, Flora e Pianificazione territoriale.
Per la sezione Fauna i premiati sono stati ben cinque: Alessandro Bovino ed Eliana Ambrosino per aver contribuito, nell’agosto del 2008, a salvare uno sparviere ferito raccogliendolo nel centro urbano di S. Giorgio del Sannio e contattando la LIPU per trasferirlo al Centro Recupero che gestisce a Casacalenda; Giampaolo Biele, Pierino Bruno e Pierfrancesco Resce per aver contribuito, nell’ottobre del 2008, a garantire – in collaborazione con la LIPU – l’incolumità di una cicogna bianca in migrazione che ha sostato per diverse ore nel centro urbano di Benevento.
A consegnare le targhe-premio per lo sparviere salvato a S. Giorgio del Sannio è stato l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, mentre per la cicogna bianca tutelata a Benevento in via Collevaccino nell’ottobre del 2008 ha consegnato il premio al geometra Biele l’Assessore all’Ambiente al Comune di Benevento, Enrico Castiello, purtroppo erano assenti, per improrogabili impegni familiari, gli altri due premiati per questa azione di salvaguardia della fauna selvatica.
Per la sezione Flora sono stati premiati i condomini dell’edificio in via Raguzzini n.7 a Benevento per avere fatto crescere e poi conservato all’interno dello spazio condominiale una pianta rampicante che coprendo quasi per intero la facciata del palazzo consente il rifugio a molti uccelli passeriformi. A consegnare il premio all’amministratore di condominio, il geom. Renato Iasiello, è stato Camillo Campolongo, esponente autorevole del WWF ma anche socio da più di 25 anni della LIPU.
Per la sezione Pianificazione territoriale è stata premiata l’architetto Marina Bianco per aver inserito – anche interagendo con la LIPU – nella proposta di Piano Urbanistico Comunale di Benevento la rete ecologica di interesse locale costituita da fossi e valloni che dalle colline scendono verso i fiumi. A consegnare la targa è stato Massimo Soldarini, componente dello staff LIPU nazionale, che è stato anche il relatore per questa edizione del Premio “Ecologia Urbana” dell’interessante conferenza “La Biodiversità ritrovata – Progetti di rinaturazione attuati dalla LIPU in Italia”.

Benevento, 23 novembre 2009
LIPU – sezione di Benevento

L'Assessore all'Ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto (a sx), con i premiati Alessandro Bovino ed Eliana Ambrosino (in primo piano con le targhe-premio in mano) e con due giovanissimi volontari della LIPU-Benevento, Emanuele D'Argenzio e Benedetta Iele

Lo sparviere recuperato, il 15 agosto 2008, nel centro di S. Giorgio del Sannio da Alessandro Bovino ed Eliana Ambrosino

Giampaolo Biele premiato dall'Assessore all'Ambiente del Comune di Benevento, Enrico Castiello (a sx)

Pierino Bruno (a sx) e Pierfrancesco Resce tra i premiati dell'edizione 2009 del Premio Ecologia Urbana

La cicogna bianca che si è fermata in via Collevaccino a Benevento nell'autunno del 2008 e che è stata sorvegliata dai volontari della LIPU insieme a P. Bruno, P. Resce e G. Biele

Renato Iasiello (a dx), amministratore del condominio di via Raguzzini n.7, ritira la targa premio dalle mani dall'ambientalista Camillo Campolongo

Il condominio di via Raguzzini n.7 con la vite canadese che ne caratterizza la facciata e che in estate accoglie numerosi uccelli passeriformi tra le sue verdi foglie

Marina Bianco premiata da Massimo Soldarini

Marina Bianco (a dx) premiata da Massimo Soldarini, dello Staff della LIPU nazionale, con la targa e da Federica Francesca, volontaria della LIPU Benevento, con la Guida LIPU per il birdwatching e con la rivista "Ali", notiziario nazionale della LIPU



PREMIO ECOLOGIA URBANA 2009
gennaio 28, 2010, 10:47 pm
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Comunicato stampa

La LIPU organizza a Benevento
il Premio Ecologia Urbana e
una conferenza sui progetti di rinaturazione

Sabato prossimo, 21 novembre, alle ore 17.30 presso la sala conferenze della Bibliomediateca provinciale al Corso Garibaldi a Benevento si terrà il Premio “Ecologia Urbana” organizzato dalla sezione LIPU di Benevento con il patrocinio e il contributo degli Assessorati all’Ambiente della Provincia di Benevento e del Comune di Benevento.
Il Premio, giunto alla quarta edizione, intende evidenziare le buone pratiche a favore della biodiversità anche in ambito urbano. Ad essere premiati saranno quindi dei cittadini che si sono distinti nel tutelare la fauna selvatica e la vegetazione in città. Quest’anno, però, il Premio Ecologia Urbana, oltre alle sezioni Fauna e Flora, prevederà un terzo ambito, quello della Pianificazione Territoriale.
In abbinamento al Premio, come è già accaduto nelle edizioni precedenti, è previsto un momento culturale con la conferenza dal titolo “La Biodiversità ritrovata – Progetti di rinaturazione attuati dalla LIPU in Italia”. Il relatore sarà Massimo Soldarini, dello staff della LIPU nazionale, che giungerà a Benevento da Varese per illustrare alcune opere che la LIPU, in accordo sia con Enti Pubblici locali sia con dei privati, ha attuato per innalzare il livello di biodiversità del territorio. Questo è un tema molto attuale, visto come si continua a consumare suolo con opere pubbliche di discutibile utilità per l’innalzamento della qualità della vita delle persone oppure favorendo qua e là piccoli interessi che frammentano eccessivamente il territorio a discapito dell’agricoltura e della natura.

Benevento, 20 novembre 2009
LIPU – sezione di Benevento



Parla la ragazza che ha trovato lo svasso a Benevento
gennaio 26, 2010, 10:11 pm
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L’ UOMO E IL CREATO

di Maria Grasso

Tutto parte da un sabato sera, dal ritrovamento di un volatile moribondo in Via dei Rettori a Benevento, uno svasso per la precisione, trovato sul ciglio della strada in condizioni pessime tra il caos cittadino; molti si sono accorti di lui ma pochi a prestargli soccorso.
Io sono una ragazza di 29 anni che nel mio piccolo penso di aver fatto qualcosa di grande non solo per aver prestato soccorso a un povero uccello malmesso ma soprattutto perché ho voglia e necessità di lanciare un messaggio forte a questa società spesso poco attenta all’ universo che la circonda.
Per la recente Giornata della Pace nonché Capodanno Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il Papa ha lanciato il suo messaggio e ha scelto come tema: “Se vuoi coltivare la pace custodisci il creato”. Il rispetto del creato riveste grande rilevanza anche perché la creazione è l’ inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell’ umanità. Se infatti a causa della crudeltà dell’uomo sull’uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull’ autentico sviluppo umano integrale, ritenere il creato come dono di Dio all’umanità ci aiuta a comprendere la vocazione e il valore dell’ uomo.
Contemplare la bellezza del creato è stimolo a riconoscere l’ amore del creatore. Vi è pertanto una sorta di reciprocità nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio tramite il creato, si prende cura di noi pertanto anche all’uomo viene affidato il ruolo di custode e amministratore responsabile, ruolo di cui non si deve di certo abusare ma da cui non si può nemmeno abdicare. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l’ identità e il ruolo superiore dell’uomo, in favore ad una visione paritaria della “dignità” di tutti gli esseri viventi.
Rivolgo un invito a tutti i lettori sensibili a questo argomento di scorgere i segni di Dio nel tempo e nelle circostanze in cui essi operano.



SVASSO MAGGIORE FERITO RITROVATO IN CITTA’

Comunicato Stampa

Ancora un’emergenza faunistica che rivela l’importanza del corridoio ecologico del fiume Calore a livello non solo provinciale

LA LIPU SALVA UNO SVASSO FERITO RITROVATO IN PIENO CENTRO URBANO A BENEVENTO

L’uccello acquatico è stato operato al Centro Recupero della LIPU nel Sannio Molisano dove ora si trova in prognosi riservata

La città di Benevento continua a stupire dal punto di vista faunistico! Dopo le circa 500 gru posatesi in località Pantano lo scorso 19 dicembre, ora in pieno centro urbano è stato ritrovato un uccello acquatico che non è facile avvistare in ambiti fluviali come quelli che attraversano Benevento. Si tratta di uno svasso maggiore (Podiceps cristatus) che nella notte tra sabato e domenica è stato rinvenuto ferito in Viale dei Rettori nei pressi del Terminal degli autobus extraurbani. Una giovane donna, Maria Grasso, insieme a due amici l’hanno prelevato e trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli al Rione Ferrovia. Qui gli operatori ospedalieri si sono messi a disposizione e hanno operato le prime fasciature all’animale, prima dell’arrivo di un volontario della LIPU beneventana, che nel frattempo era stato avvertito dal Corpo Forestale dello Stato.
L’intervento della LIPU si è svolto durante la notte concludendosi verso le quattro, e comunque il mattino dopo una squadra di volontari era pronta per trasferire lo sfortunato animale al Centro Recupero Fauna Selvatica che la LIPU gestisce a Casacalenda, in provincia di Campobasso, nel Sannio Molisano. Ad effettuare il trasposto sono stati il delegato della LIPU a Benevento, Marcello Stefanucci, e la zoologa ungherese Márta Kocsis, collaboratrice della locale sezione LIPU, che hanno consegnato l’animale nelle mani della responsabile del Centro, Angela Damiano. Dopo le prime cure, già nel pomeriggio della domenica il veterinario ha effettuato una difficile e lunga operazione per ricomporre la frattura in più parti della zampa dello svasso e suturare la grave ferita al collo. Ora l’animale è in prognosi riservata al Centro Recupero della LIPU a Casacalenda che in questi ultimi sette anni ha curato centinaia di animali provenienti dalla provincia di Benevento.
Risulta abbastanza strano che un uccello acquatico come lo svasso, tipico dei laghi dove non si avvicina quasi mai alla riva, si sia trovato in piena città. Probabile che l’animale stesse effettuando uno spostamento migratorio, per sfuggire al freddo di questi giorni, e che facesse parte di quel folto gruppo che si è fermato – come afferma Enzo Mancini, guardia dell’Oasi WWF – nell’invaso di Campolattaro proprio nel fine settimana scorso.
Se poi andiamo ad analizzare il luogo del ritrovamento si può verificare che il Viale dei Rettori è abbastanza vicino al fiume Calore, a circa 400 metri. Questo recupero dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, l’importanza del fiume Calore come corridoio ecologico consentendo a numerose specie animali di spostarsi lungo la sua valle. Ciò è stato sancito pure dal recente Piano Territoriale Regionale (PTR) della Campania che individua il fiume Calore sannita, anche nel tratto che attraversa la città di Benevento, come uno dei più importanti corridoi ecologici del territorio regionale (il PTR definisce il sistema di aste fluviali Volturno-Calore-Ufita come corridoio ecologico trasversale, ossia dalla costa agli Appennini, di primaria importanza).
Alla luce di ciò la LIPU chiede che questi aspetti di pianificazione territoriale, insieme alle evidenze naturalistiche, siano elementi fondanti del Piano Urbanistico Comunale di prossimo approdo in Consiglio Comunale e che le osservazioni della LIPU al Piano siano tenute in giusto conto proprio in tale ottica di tutela del territorio.

Benevento, 13 gennaio 2010
LIPU – sezione di Benevento



I fiumi a Benevento, il punto di vista di una naturalista ungherese che vive a Benevento

Calore prima e dopo
I fiumi a Benevento: problemi e soluzioni

di Marta Kocsis

Come si sia ridotto il fiume in cui, negli Anni ’50 e ’60, una generazione imparava a nuotare, giocare e ammirare le bellezze della natura, è un tema da approfondire.
Partiva in quei decenni, un’attivitá distruttiva, che considerava esclusivamente l’uomo, senza il suo “habitat”, il paesaggio, la natura.
Questa visione sbilanciata non poteva che portare ai diversi risultati negativi che oggi sono sotto i nostri occhi:
• al posto di un fiume con acqua abbondante e pulita, abbiamo, nei mesi estivi, un corso d’acqua con una portata ridottissima, dove scorronno esclusivamente i liquami di fogna;
• una forte riduzione della folta vegetazione ripariale, costituita da boschi igrofili e da estesi canneti, e dei suoi inquilini naturali (pesci, uccelli, insetti, rettili), e al posto di tutto questo, abbiamo molte volte, edilizia abusiva, ma anche un’urbanizzazione senza senso e ruolo, e argini di cemento che hanno interrotto il rapporto con il fiume.
Anche se i decenni passati hanno lasciato le loro tracce incancellabili è nostro compito migliorare la situazione. Quali sarebbero le soluzioni possibili?
Un primo passo potrebbe riguardare il rispetto delle leggi giá esistenti che prescrivono fasce di rispetto lungo i fiumi, non concedendo, entro questa fascia, la cementificazione e la coltivazione della terra. Per evitare che i fiumi diventino fogne e discariche, si dovrebbero costruire depuratori dalle dimensioni poco impattanti, e per liberarli dai rifiuti, si dovrebbe praticare la raccolta porta a porta invece che porta a fiume. Controllare, e in alcuni periodi proibire, l’attingimento di acqua dal fiume per innaffiare i campi perchè così, oltre a diminuire fortemente le possibilitá di sopravvivenza di numerose specie acquatiche, si potrebbero avere delle conseguenze negative dal punto di vista igienico-sanitario.
Si dovrebbero realizzare opere di ingegneria naturalistica per sostituire strutture esistenti che hanno stravolto la naturalità del fiume e creare spazi che rendano possibile un rapporto stretto con il fiume senza danneggiarlo.
Concedere il permesso di praticare, nei pressi del fiume, solo attivitá ecocompatibili, principio al quale dovrebbero attenersi anche e soprattutto le manifestazioni ambientaliste, eventi sportivi e culturali che devono essere tali, non solo per il titolo (come dimostra quella svoltasi il 3 e il 4 ottobre di quest’anno, quando vi sono stati ulteriori danneggiamenti con quad delle sponde e della vegetazione fluviale). Creare, quindi, parchi verdi, aree protette dando la possibilità di vivere un’altra realtà, una realtà diversa da quella della città, dell’area urbanizzata.
La sezione LIPU di Benevento da anni si occupa di queste problematiche e contribuisce a tenere alta l’attenzione sullo stato del fiume. Avvistamenti, eventi, denunce di scempi ambientali, e infine, il grande risultato della istituzione di un’Oasi di Protezione lungo il fiume Calore, permettono di identificare quest’area ricca di valori e non é tutta dimenticata. Per una valorizzazione e un ripristino c’é bisogno di piú del lavoro di una sola associazione entusiasta, ma occorre una cittadinanza responsabile e unità di forze per arrivare, o per meglio dire ritornare, ad avere luoghi fiabeschi descritti da persone beneventane di mezz’etá. Esisteva veramente? Vogliamo rivedere, riavere?

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista B_Magazine nel numero di novembre 2009



SUL DOCUMENTO PRESENTATO AL SINDACO DALLE ASSOCIAZIONI CONTRO LA PRESENZA DI FUORISTRADA E QUAD VICINO AL FIUME

A distanza di due mesi il sindaco ancora non ha risposto ai 2 Coordinamenti di Associazioni e Comitati, alle 15 Associazioni, ai 2 Comitati civici e alle 74 persone firmatarie del documento-denuncia contro la manifestazione avutasi all’inizio di ottobre a Pezzapiana con auto da fuoristrada e quad vicino al fiume. In particolare nel documento si chiede quali siano stati gli iter autorizzativi e nel caso non siano stati dati perchè gli organismi comunali preposti al controllo del territorio non siano intervenuti.
Il N.I.P.A.F. e il Comando Stazione di Benevento del Corpo Forestale dello Stato, invece, sono intervenuti immediatamente, ossia pochissime ore dopo la consegna, da parte della LIPU-Benevento, della richiesta di verifica di compatibilità con l’ecosistema fluviale delle attività che si stavano svolgendo nella zona di Pezzapiana vicino al fiume Calore. La cosa strana è che al momento dell’intervento degli uomini della Forestale sul luogo degli eventi non vi era l’autorizzazione comunale, che è arrivata dopo più di un’ora, a sentire il resoconto di uno dei Nuclei del C.F.S., su carta intestata del Comune di Benevento. E’ stata forse fatta un’autorizzazione al momento? visto anche che l’Associazione ARF è molto vicina ad uno degli assessori dell’ultima versione della Giunta Pepe…
Si attende sempre una risposta!

Benevento, 6 gennaio 2010

Marcello Stefanucci (delegato LIPU-Benevento)



Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata da due associazioni di fuoristrada – ATTO 8

Documento indirizzato al Sindaco di Benevento e alla stampa locale

Evento contraddittorio a Pezzapiana:
con fuoristrada e quad non si salva il fiume Calore

Si fa un gran parlare delle problematiche dei corsi d’acqua a Benevento, ma invece di fare passi avanti per salvare quello che c’è (che comunque è ben poco rispetto alla situazione di 50 anni fa) realizzando interventi atti a migliorare la precaria situazione esistente (depurazione dell’acqua, eliminazione degli scarichi abusivi di rifiuti solidi, realizzazione delle opere di ingegneria naturalistica, creazione e rispetto delle aree protette, ecc.) si ignora la gravitá della situazione e ci si illude di fare qualcosa di positivo promuovendo all’interno di una manifestazione come ”Salviamo il fiume Calore” eventi che, a dispetto del titolo, non hanno nulla a che vedere con la salvaguardia dell’ecosistema fluviale.

Il primo fine settimana di ottobre nell’ambito di questo evento sotto gli occhi dell’intera comunità beneventana si è provveduto a manomettere con grandi macchine escavatrici l’area fluviale di Pezzapiana presso la città di Benevento. Sono stati fatti significativi movimenti di terra per la realizzazione di piste, con profondi fossi e alte rampe, per fuoristrada e quad, veicoli a motore che non hanno neanche rispettato le piste costruite invadendo le rive, il greto e il letto del fiume.

Tutto questo è successo in un’area che fa parte dell’Oasi ”Zone Umide Beneventane”, area protetta istituita recentemente per la protezione della fauna selvatica, oltre che uno dei piú importanti corridoi ecologici della Regione Campania e il più importante della provincia di Benevento.

Le sottoscritte associazioni vogliono esprimere la loro protesta per impedire che nel futuro cose del genere possano capitare di nuovo.

Tale azione non deve essere interpretata come una completa censura nei confronti di un’attività, l’escursionismo con fuoristrada (che comunque a nostro parere risulta essere culturalmente discutibile e assai dannoso per gli ambienti naturali) o contro l’iniziativa in toto che ha compreso anche attività a cavallo e in canoa – né tantomeno verso le associazioni che hanno promosso l’iniziativa. Questa è soprattutto una netta denuncia nei confronti di un lassismo di chi dovrebbe essere preposto a vigilare sul territorio e che inaccettabilmente lascia che vengano ignorate e non rispettate le leggi in materia di salvaguardia degli ambienti e contro un modo di fare tutt’altro che rispettoso della natura che non va intesa come un qualcosa a completo uso e consumo del genere umano ma che va invece conosciuta intimamente, rispettata e temuta come proprio l’anniversario dell’alluvione del ’49 avrebbe dovuto ricordare e insegnare.

Con la presente le Associazioni, i Comitati e le singole persone firmatarie

CHIEDONO

quindi che l’Amministrazione comunale chiarisca:

• in base a quali strumenti e a quali norme ha autorizzato i lavori di movimento terra effettuati con mezzi pesanti e rumorosi per la realizzazione di fossi e rampe per le evoluzioni di fuoristrada e quad;

• in base a quali assunti ha consentito ai quad il passaggio nel greto e nel letto del fiume e, qualora si ravvisasse l’assenza di atti autorizzativi, perchè gli uffici preposti al controllo e alla tutela del territorio non sono intervenuti a sospendere tali attività.

Infine SI CHIEDE

che vengano assolutamente vietate, come in qualunque altra zona protetta d’Italia, future escursioni con mezzi a motore all’interno di tutte le aree demaniali quali sono gli alvei fluviali e che nelle aree di pertinenza dei fiumi non vengano più autorizzati motoraduni o attività escursionistiche con mezzi fuoristrada o, almeno, qualora tale attività venga eccezionalmente permessa, che per lo meno essa venga preceduta da una attenta valutazione di incidenza, come d’altra parte prevedono le normative europee dall’Italia sottoscritte e ratificate.

COORDINAMENTI DI ASSOCIAZIONI
- Benevento Ecosolidale – Coordinamento provinciale delle Associazioni ambientaliste e solidali;
- Rete Arcobaleno di Associazioni per un’economia ecosolidale.

ASSOCIAZIONI
- Accademia Kronos – Sezione di Benevento;
- Art’Empori – persone consapevoli in librerie indipendenti – Benevento;
- Associazione Rete Arcobaleno Benevento;
- CAI Club Alpino Italiano – Sezione di Benevento;
- Città di Eufemia – Nodo di economia solidale – San Lorenzello;
- E’ più bello insieme – Benevento;
- FAI Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Benevento;
- FIAB Sannio – Ambiente e biciclette – Benevento;
- GAS Arcobaleno Benevento – Gruppo d’Acquisto Solidale;
- La Cinta Onlus – Per il recupero della relazione uomo-animale – Benevento;
- Lerka Minerka – Associazione di escursionismo naturalistico – San Giorgio del Sannio;
- LIPU – Sezione di Benevento;
- Slow Food Benevento;
- Tandem21 – Consumo Critico e Commercio Equo e Solidale – Benevento;
- WWF Associazione Sannio – Benevento.

COMITATI
- A Guardia dell’Ambiente – Comitato civico di Guardia Sanframondi;
- Comitato contro la costruzione di un inceneritore a San Salvatore Telesino.

SINGOLE PERSONE
- Gabriella Moscati;
- Franco Annecchiarico;
- Serenella Martone;
- Daniele Melillo;
- Marta Kocsis;
- Alessio Masone;
- Vincenzo Columbro;
- Antonio Di Chiara;
- Giulio Martino;
- Fabio Santucci;
- Daniele Tufo;
- Pasquale Casciello;
- Maria Francesca Ocone;
- Massimo Mazzone;
- Antonio Medici;
- Carmela Longo;
- Nicola Sguera;
- Nicola Cocchiarella;
- Luca Zolli;
- Daniele Tufo;
- Maria Masone;
- Enzo Auletta;
- Alfio Corbo;
- Enzo Ascione;
- Marcello Stefanucci;
- Roberto Pellino (zio bacco);
- Tullio Zullo;
- Erasmo Timoteo;
- Angelo Moretti;
- Maria Pia Cutillo;
- Marilina Mucci;
- Mario Festa;
- Stefania Leone;
- Marina Paolucci;
- Antonio Passaro;
- Loredana Tursilli;
- Gerardina Carrozza;
- Fabio Panella;
- Maurizio Luciano;
- Adriana Ruocchio;
- Lorenzo Piombo;
- Aurora Lobina;
- Pina Fontanella;
- Angelo Miraglia;
- Quirina Taddeo;
- Nina Iadanza;
- Franco Russo;
- Oceane Baudouin;
- Salvatore Bava;
- Chiara Caporaso;
- Veronica Caretti;
- Marina Della Torca;
- Federica Francesca;
- Emilio Iele;
- Serena Iele;
- Giuseppe Iovino;
- Simone Iovino;
- Martino Ugo Izzo;
- Giuseppina Palatella;
- Carmine Pucillo;
- Tommaso Repola;
- Stefano Solinas;
- Fernando Tresca;
- Sergio Scarinzi
- Massimo Simeone
- Samantha Calandrelli
- Francesco Bevilacqua;
- Romilda Russo;
- Costantino Tufo;
- Pasquale Palmieri;
- Francesco Pascale;
- Pierluigi Santillo;
- Maria Laura Laureti;
- Fabrizia Rotili



IMMAGINI DALLA FATTORIA DIDATTICA ZOOANTROPOLOGICA “LA CINTA” A C.DA S.VITALE

Alla Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" a contrada S. Vitale presso Benevento

Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" del dott. Tullio Zullo

La zoologa ungherese Marta Kocsis alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Recinto degli asini alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Il veterinario Tullio Zullo ha voluto creare una fattoria didattica zooantropologica allevando animali della nostra tradizione contadina, anche quelli oramai dimenticati come gli asini

Il delegato della LIPU di Benevento, Marcello Stefanucci, alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Laghetto artificiale alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Rana sulla riva del laghetto artificiale alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Le tife, caratteristiche piante acquatiche, vicino al laghetto artificiale della fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

Fattoria "La Cinta" a c.da S. Vitale, in successione: le infiorescenze delle piante di tifa, uliveto, bosco di querce

Lucertola tra le tife

Fattoria "La Cinta": sentiero nel bosco di querce

Dalla Fattoria "La Cinta" si può godere la vista delle piane fluviali intorno alla città di Benevento

La piana di Pantano vista dal bosco di querce presso la fattoria "La Cinta"

Ciclamini nel bosco di querce presso la fattoria didattica zooantropologica "La Cinta"

I colori degli spazi intorno alla fattoria "La Cinta"

Alla fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" è possibile apprezzare anche le piccole forme viventi della natura sviluppando un rapporto equilibrato tra Uomo e Animale

Veduta della città di Benevento e delle piane fluviali alla confluenza dei fiumi Sabato e Calore

La Piana alluvionale di Pantano vista dalla collina di S. Vitale dove è ubicata la fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" del dott. Tullio Zullo

La piana alluvionale di Pantano vista dalla fattoria "La Cinta"



ESCURSIONE DALLA FATTORIA “LA CINTA” AL PONTE DELLE MAURELLE SUL FIUME CALORE

Colazione alla fattoria "La Cinta"; in primo piano il leggendario "Zio Bacco", fondatore dell'associazione "Lerka Minerka"

I partecipanti all'escursione fanno colazione alla Fattoria "La Cinta" a c.da S. Vitale

Colazione mattutina alla Fattoria didattica zooantropologica "La Cinta" a c.da S. Vitale presso Benevento

Panorama che si gode dalla Fattoria "La Cinta": la città di Benevento vista dalla collina di S. Vitale

Inizia l'escursione, i partecipanti attraversano c.da S. Vitale

Paesaggio verso il Massiccio montuoso del Taburno

Gli escursionisti si dirigono verso la piana di Pantano

Tra gli ulivi sulla collina di S. Vitale si scorge la piana di Pantano e il bosco igrofilo lungo il fiume Calore

Si scende verso il fondovalle dove scorre il fiume Calore

Agli occhi dei partecipanti si apre la vista della piana alluvionale di Pantano

Che bella l'escursione accompagnati anche dai bambini

Si cammina lungo la strada che conduce a contrada S. Angelo a Piesco

Cartello di "Divieto di caccia" che segna il limite dell'Oasi di protezione "Zone Umide Beneventane"

a dx la zoologa ungherese Marta Kocsis, collaboratrice della LIPU

Alle spalle degli escursionisti si vede la piana di Pantano, la collina della Gran Potenza e a dx il fiume Calore con il bosco igrofilo di Pantano-Serretelle

da sx: collina della Gran Potenza, piana di Pantano, fiume Calore e bosco igrofilo di Pantano-Serretelle

Il nutrito gruppo di escursionisti in cammino lungo la strada che collega c.da Pantano con c.da S. Angelo a Piesco

Vista panoramica verso il Monte Taburno

Davanti agli escursionisti si erge il cosiddetto Monte S.Angelo, una rupe affacciata sul fiume Calore

Da S.Angelo a Piesco si scende verso la pista ciclo-pedonale Pantano-ex stazione di Vitulano/Foglianise

All'escursione ha partecipato anche un prete cristiano cattolico di origine eritrea

Si procede su una striscia incolta nella campagna per raggiungere il Ponte delle Maurelle

Verso il Ponte delle Maurelle con sullo sfondo il Monte Caruso che sovrasta Foglianise

Finalmente sulla riva del fiume Calore

Zio Bacco, al secolo Roberto Pellino

Escursionisti tra la vegetazione ripariale del fiume Calore

Ambientalisti sulla riva del fiume Calore

Alcuni frammenti del cosiddetto Ponte delle Maurelle, resti di un ponte romano nel fiume Calore

Zio Bacco e Giulio Martino, dell'associazione "Lerka Minerka", tra soci LIPU e WWF

Tra Giulio Martino, fotografo e animatore di Lerka Minerka, e Marcello Stefanucci, delegato LIPU per la provincia di Benevento, si vedono i resti del ponte di epoca romana su cui transitava la Via Latina

Fiori lungo la pista ciclo-pedonale realizzata dalla Provincia di Benevento tra c.da Pantano e l'ex Stazione di Vitulano/Foglianise

Biancospino con le caratteristiche bacche rosse

Sulla collina si scorge il centro storico di Castelpoto ben inserito nel paesaggio

Si ritorna verso la fattoria "La Cinta" percorrendo la pista ciclo-pedonale fiancheggiante il fiume Calore

Il fiume Calore a valle della città di Benevento



Si può parlare di valorizzazione del fiume Calore con auto fuoristrada e quad nelle sue immediate vicinanze? La polemica scoppiata tra la LIPU e l’Associazione Amici del Rione Ferrovia affiancata da due associazioni di fuoristrada – ATTO 7

Comunicato stampa

La LIPU in escursione a piedi vicino al fiume con le Associazioni “Lerka Minerka” e “La Cinta”

La sezione LIPU di Benevento parteciperà, come singola associazione e come membro della Rete Arcobaleno, all’iniziativa promossa dalle Associazioni “La Cinta”, “Lerka Minerka” e il “Centro Aiuti per l’Etiopia” che si terrà domenica 25 ottobre. Questa giornata sarà all’insegna del vivere a contatto con la natura e della socialità, apprezzando anche i prodotti della terra sannita e affrontando tematiche sociali.

Alle ore 9.00 i partecipanti all’iniziativa si riuniranno presso la fattoria didattica “La Cinta” in contrada S. Vitale, dove faranno colazione con i prodotti naturali della fattoria. In seguito si partirà a piedi per un’affascinante escursione che giungerà al Ponte delle Maurelle, resti di un ponte di epoca romana, ubicati nei pressi della confluenza del torrente Ienga nel fiume Calore, tra i comuni di Castelpoto e Benevento.
Successivamente si ritornerà alla Fattoria didattica “La Cinta”, dove prima di pranzare con i prodotti della fattoria*, si terrà la presentazione del “Centro Aiuti per l’Etiopia” che illustrerà l’adozione a distanza e la possibilità di fare microprogetti umanitari. Questo momento pre-pranzo sarà arricchito dagli interventi di Alessio Masone, come rappresentante della Rete Arcobaleno, e di Tullio Zullo, veterinario e animatore de “La Cinta”, che rispettivamente parleranno a riguardo di: “Il cambiamento dal basso e la filiera corta: dai microprogetti umanitari al commercio equo, dalla cittadinanza attiva all’economia solidale” e “La lentezza degli asini, come recupero dei valori della terra che ci accomunano ai paesi in via di sviluppo”.

Durante l’evento saranno usati anche gli asini come recupero di un antico mezzo di spostamento e questi animali saranno i protagonisti di alcune attività ludico-didattiche con i bambini.

Il delegato della LIPU-Benevento, Marcello Stefanucci, fa una riflessione sull’iniziativa: “Partecipiamo a questo evento perché si basa su attività ecocompatibili che valorizzano il territorio e non lo danneggiano. Inoltre andare a piedi e usare gli asini significa recuperare il rapporto con ciò che ci circonda, ossia con la natura e le persone”
Stefanucci a questo punto ritorna ancora sulla vicenda dei fuoristrada e quad in area fluviale: “Quello che hanno organizzato “La Cinta” e “Lerka Minerka” si può prendere ad esempio come attività ecocompatibili da farsi in aree fluviali, in maniera opposta all’evento organizzato dall’associazione “Amici del Rione Ferrovia” insieme a “Naturaria Club 4×4” che seppur più pubblicizzato è risultato invece, a mio avviso e degli altri attivisti della LIPU, meno positivo per l’ambito territoriale in cui si svolgeva producendo inquinamento acustico, atmosferico e disturbo alla fauna selvatica che popola le rive del fiume”.
“Inoltre l’evento del 25 ottobre – continua Stefanucci – ha anche dei contenuti umanitari con la presenza del “Centro aiuti per l’Etiopia” e la relativa possibilità di fare adozioni a distanza e di contribuire concretamente a microprogetti per le popolazioni dei Paesi svantaggiati. Sottolineando questo ulteriore aspetto dell’evento a cui parteciperemo domenica prossima, vorrei esprimere il mio dispiacere per l’appoggio incondizionato che il parroco della Chiesa S. Maria di Costantinopoli ha dato agli organizzatori della manifestazione del 2-3-4 ottobre scorso al rione Ferrovia permettendo che essi si producessero in invettive sgradevoli nei comunicati stampa e in battute ironiche in conferenza stampa, nel tentativo di screditare me e l’associazione che rappresento. Don Pompilio Cristino, che ho imparato a stimare lavorandoci affianco, – conclude Stefanucci – mi conosce bene sin da quando 11 anni fa feci il servizio civile nella Caritas Diocesana e sa anche bene quanto mi sono speso, senza prendere un solo soldo in più di quelli che mi spettavano dalla misera paga statale, per le persone e i ragazzi del rione Ferrovia e per altri di differenti quartieri o addirittura provenienti da altri Paesi del mondo. Per questo mi aspettavo che egli spezzasse, almeno in conferenza stampa, una lancia in mio favore e in favore della LIPU come forza positiva della nostra città e del nostro territorio.”

* è prevista una quota di partecipazione all’evento che è comprensiva di colazione e pranzo con i prodotti della fattoria “La Cinta”.

Benevento, 24 ottobre 2009
LIPU – sezione di Benevento